Angelou Maya

Io so perché canta l’uccello in gabbia

"Io so perché canta l'uccello in gabbia", un titolo strano e bellissimo. Ho pensato di avvicinarmi a questo romanzo proprio grazie al suo titolo sorprendente che, solo più tardi, ho scoperto essere un verso tratto da "Sympathy", poesia di Paul Laurence Dunbar. "Io so perché canta l'uccello in gabbia" è stato pubblicato, per la prima volta, nel 1969, titolo originale, rispettato anche in italiano, "I Know Why the Caged Bird Sings". Maya Angelou, il cui vero nome è Marguerite Ann Johnson, è morta nel 2014 a 86 anni. Nella sua lunga vita letteraria e artistica ha scritto e pubblicato un'autobiografia divisa in sette parti, tre libri di saggistica e varie raccolte di poesia, a cui si uniscono...CONTINUA...

Rihani Ameen

Juhan

“Il femminismo ai tempi dell’Impero Ottomano”, potrebbe essere un buon sottotitolo per questo libro. Ci troviamo ad Istanbul durante la prima guerra mondiale, l’Impero Ottomano, “il grande ammalato” come ci abituano a chiamarlo a scuola, sta in piedi solo grazie al supporto militare dei tedeschi che difendono le coste dagli sbarchi della Triplice Intesa. Formalmente si tratta di un’alleanza, ma nella realtà quella tedesca è un’occupazione che buona parte della popolazione locale non approva, in particolare proprio ad Istanbul. Qui vive Juhan, giovane donna...CONTINUA...

Vicedomini Maurizio

Sul racconto

L'intento manifesto di questo breve saggio di Maurizio Vicedomini (Sul racconto. Calvino, Cortazar, Hemingway, James, Wallace, Les Flâneurs Edizioni, 2019, pp. 162) è quello di fare chiarezza, per quanto sia possibile, sulle declinazioni, sulle sfumature, ma anche sulle storture, che il termine racconto ha subito finora, sia in ambito critico che editoriale. "La mancanza di una definizione precisa - ci dice infatti l'autore nelle prime pagine, - (...) genera incoerenze, incomprensioni...CONTINUA...

Grobéty Anne-Lise

Il tempo delle parole sottovoce

“Fu in una terra di colline perfette e di frutteti. In un borgo tranquillo, dove tutti si salutavano guardandosi dritto negli occhi. Fu tanto tempo fa: io ero ancora un bambino, e tutto mi sembrava irraggiungibilmente grande: il giardino di mio padre, il borgo, la scuola, il campo di calcio…” In uno sfondo sereno e tranquillo si svolge la vicenda di questo romanzo breve dalla prosa lirica e curata, dolcemente evocativa, permeata da un senso di nostalgia struggente. È la storia di un’amicizia tra due bambini, Oskar e Benjamin, e, in parallelo, tra i loro...CONTINUA...

Ardone Viola

Il treno dei bambini

Erano chiamati i "Treni della felicità", nati da un'iniziativa che, forse, pochissimi ricordano o vogliono ricordare. Alla fine del 1946 il Partito comunista organizzava un progetto di autentica solidarietà umana e civile: l'allestimento di treni su cui far viaggiare migliaia di bambini napoletani da destinare ai territori del nord Italia. L'iniziativa era gestita dagli uomini e dalle donne del "Comitato per la salvezza dei bambini di Napoli". L'intento era quello di offrire ospitalità, nutrimento, cure e un minimo di alfabetizzazione a bambini partenopei che, immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, si trovavano a vivere in condizioni di estrema...CONTINUA...

Rico Eugenia

La morte bianca

La citazione che precede il racconto di Eugenia Rico – “Scrivere delle cose più oscure è un atto ottimista, perché implica la loro conquista” – è attribuita a Jean-Paul Sartre, considerato il massimo esponente dell’esistenzialismo, corrente di pensiero che ha avuto molto a che fare con l’idea del vuoto della condizione umana e della sua solitudine di fronte alla morte. Tutti elementi che preannuncerebbero una disperazione senza fine; ma la frase di Sartre, grazie alle parole “ottimismo” e “conquista”, ci fa pensare ad altro e infatti il romanzo CONTINUA...

Di Cesare Donatella

Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo

Negare che le camere a gas siano mai esistite non è una semplice opinione. Così come non è una semplice opinione affermare che l'olocausto non ci sia mai stato. Confondere le opinioni e la libertà di espressione con la distorsione o la manipolazione di un fatto storico come la Shoah solo per difendere un'ideologia criminale è un errore pericolosissimo. Donatella Di Cesare, professoressa ordinaria di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, attraverso il breve saggio "Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo", pubblicato da Il Melangolo nel 2012, si addentra in una materia complessa analizzandone le numerose componenti e, di conseguenza, evidenziandone le gravi conseguenze...CONTINUA...

Schneider Helga

Per un pugno di cioccolata e altri specchi rotti

Helga Schneider, notissima autrice de “Il rogo di Berlino" (Adelphi 1995) e “Lasciami andare, madre” (Adelphi 2001), ci presenta qui dieci racconti ambientati nella Germania degli anni Trenta e Quaranta, durante il nazismo e il terzo Reich e poi alla fine della guerra, quando Berlino è ridotta a un cumulo di macerie. Immagine emblematica che ben rappresenta la città è quella di un parco pubblico deserto, pieno di detriti e devastato dai crateri delle granate e “nel mezzo, intatto e spettrale, uno scivolo”...CONTINUA...

Joldeski Nenad

A ciascuno il suo lago

Sembra davvero che tutto, in questa breve raccolta di racconti del giovane autore macedone Nenad Joldeski (A ciascuno il suo lago, Mimesis, 2019, edita nella bella collana Elit. European literature curata da Massimo Rizzante, dedicata ai vincitori dello European Prize for Literature) miri a spiazzare, a sovvertire i canoni, ad aggirarli, lasciando il lettore - almeno al primo approccio - privo di appigli e di riferimenti: dal fatto...CONTINUA...

Uzun Mehmed

Tu

Caso ha voluto che abbia letto questo libro proprio durante la nuova invasione turca del nord della Siria ai danni del popolo curdo che qui vive. Si tratta solo dell’ultimo atto in ordine cronologico del conflitto tra questi due popoli e fortunatamente non è passato sotto il silenzio dei media internazionali. Come spiegato nelle prefazioni del libro, “Tu” è il primo romanzo tradotto direttamente dal kurmanji, la lingua curda, all’italiano e a quanto pare è solo il primo di una collana più ampia che la casa...CONTINUA...