Fagan Jenni

Pellegrini Del Sole

Pubblicato il: 22 dicembre 2017

A leggerne la sinossi uno si aspetterebbe un libro sulla fine del mondo: un misto di azione e di tragicità dove la terra impazzisce e il mondo come lo conosciamo arriva al termine, una sorta di parallelo letterario di quel genere cinematografico ormai noto come disaster movie. Aspettative giustificate anche dall’origine del titolo, i “pellegrini del sole” infatti sono descritti come un gruppo di monaci norvegesi che riescono a sopravvivere nutrendosi dei raggi solari, come si fa allora a non aspettarsi un’avventura alla ricerca di questi misteriosi monaci?

La verità è che questi monaci sono solo nominati ogni tanto e che la catastrofe, in questo caso un inverno insolitamente freddo causato dallo scioglimento delle calotte polari, fa solo da cornice: è sempre presente, i personaggi ci vivono, ci si muovono e ci si scontrano, ma il nocciolo del libro è altrove.

Abbiamo un protagonista iniziale, Dylan, che dopo aver passato la vita nel piccolo cinema di Londra gestito dalla sua famiglia deve andarsene perché inseguito dai creditori e perché sua nonna e sua madre sono morte a pochi mesi una dall’altra. Mentre tutti cercano di fuggire a sud, lui va a nord, in Scozia, nella comunità di Clachan Fells, dove si trasferisce in un caravan lasciatogli da sua madre. Qui incontra Constance e suo figlio, o meglio sua figlia, Stella: un ragazzino di dodici anni che però per tutta la vita ha pensato di essere nato nel corpo sbagliato e che ora si sta preparando alla transizione.

Queste due figure prendono lentamente il posto del protagonista iniziale, prima lo affiancano, poi lo sorpassano per poi tornare tutti sullo stesso piano alla fine. La narrazione gira principalmente intorno alla loro vita in questa comunità e alle loro difficoltà nel farsi accettare come ultimo arrivato, madre single e adolescente transessuale. Dylan finirà con l’affezionarsi alle sue vicine e arriverà anche a scoprire una terribile verità sulla sua famiglia.

Il libro si divide in quattro parti e un prologo, divise a loro volta in capitoli. Ogni parte porta una data, si va da novembre 2020 fino al 19 marzo 2021 e viene anche indicata la temperatura, che si abbassa sempre più, facendoci pensare che forse quest’inverno è destinato a durare a portare la razza umana all’estinzione.

Uno dei pregi del libro è sicuramente la velata ironia che lo pervade dall’inizio alla fine, uno strumento questo molto intelligente: le tematiche, l’ambientazione e anche i personaggi sono proprio dei più leggeri e avrebbero potuto facilmente scoraggiare i lettori. Quest’ironia però, insieme alle situazioni bizzarre e assurde aiutano la lettura, rendendola più fluida e aumentando la curiosità. Il miglior esempio si trova non a caso nelle prime pagine, quando Dylan cerca un contenitore adeguato per le ceneri della madre e della nonna visto che le urne funerarie costavano troppo.

La sinossi è forse un po’ fuorviante, chi si aspetta un libro catastrofico e avventuroso ne rimarrà deluso, è tuttavia un libro che si può apprezzare nelle tematiche e nell’originalità di affrontarle in un contesto diverso dal solito. Lo consiglio a chi anche d’inverno non ha problemi a leggere di luoghi freddi.

Edizione esaminata e brevi note

Jenni Fagan: nata in Scozia, vive a Edimburgo. Già autrice di raccolte di poesie, è stata candidata a diversi premi letterari e selezionata tra i giovani autori inglesi dalla prestigiosa rivista «Granta» per il suo romanzo di esordio Panopticon, apprezzato anche dallo scrittore Irvine Welsh, e da cui sarà tratto un film.
Jenni Fagan, Pellegrini Del Sole, traduzione di Olimpia Ellero, Milano, Carbonio Editore, 2017