Buzzi Marino

Un altro best seller e siamo rovinati

Pubblicato il: 18 dicembre 2011

C’è il ragazzino coi capelli ricci che cerca con discreta convinzione il famoso libro intitolato “Storia di una calimera”, il cliente che chiama al telefono e si offende quando si rende conto che il numero che ha composto non corrisponde a quello della libreria che pensava, la signora che snocciola tessere su tessere senza trovare quella giusta per l’acquisto in libreria, il papà con figlia adolescente al seguito che si indigna perché il “commesso” non sa nulla dell’ultimo libro scritto da uno degli insegnanti del programma della De Filippi. Senza contare la torma di gente che, come un’orda barbara, invade la libreria nel periodo natalizio o durante la riapertura delle scuole. Alle stramberie dei clienti si sommano quelle dei colleghi librai, portatori di fisime e capricci di genere vario, coi quali, a volte, la convivenza diventa una sorta di sciagura a cui sopravvivere riportando il minor numero possibile di danni psicologici e persino fisici.

Insomma, i motivi per avere una crisi isterica ci sono tutti. E, in effetti, in più momenti sembra proprio che il libraio (per carità non chiamatelo commesso!) Buzzi sia in preda a crisi isteriche di una certa levatura.

Il diario semiserio di un libraio. E’ il sottotitolo del libro di Marino Buzzi, professione libraio. Un giovane che, dopo un decennio trascorso a lavorare come cuoco, ha scelto di sacrificarsi alla sua passione più grande: i libri. Ma il mondo in cui si è fiondato non ha quasi nulla di dorato né di romantico, come molti sapranno già. E tra chi cerca “Gomorrea” di Saviano, chi non ricorda il titolo, né l’autore, né la casa editrice del libro che chiede, chi vuole trasformare il reparto dei classici in una raccolta di videogames all’ultima moda, ci si trova immersi in una sorta di viaggio fantozziano all’interno del complesso ed intricato pianeta chiamato “libreria”.

Buzzi è divertente e leggero. Col suo libro di certo si trascorre un’oretta di svagata lettura. Marino gioca con ironia su episodi minimi e a volte incredibili che, probabilmente, avrà avuto modo di vivere realmente durante le sue giornate di lavoro. Eppure leggendo i brevi capitoli che compongono “Un altro best seller e siamo rovinati” si può intravedere e comprendere quali siano le pressioni e le tensioni che animano il commercio dei libri. Perché la considerazione più desolante per chi i libri li ama davvero, sottoscritta in primis, è vedere i libri come pura e cruda merce da vendere.

Un libro resta in media sugli scaffali della libreria circa trenta giorni: “Devo rendere i libri che mi sono arrivati un mese prima, intendo dire quantità enormi di volumi che nessun cliente ha voluto comperare, eppure li ho messi in vetrina, alla cassa, lungo il corridoio, persino del bagno. Che altro devo fare? E se ne mettessi uno di nascosto

nelle borse dei clienti?“. Ed, ovviamente, tra i resi ci sono decine e decine di libri che valgono e che troppa gente, influenzata dalla TV o dalle massicce campagne promozionali di case editrici che possono permettersele, non vogliono neppure sfogliare. Perché i geni del marketing, arrivati da tempo anche in libreria, sanno che ci sono libri su cui è necessario spingere ad ogni costo, sanno che serve far ruotare i libri come fossero su una giostra colorata, sanno come si fa a convincere un cliente a spendere cercando di piazzare le famigerate tessere sconto. E la libreria diviene così, sempre più spesso, il luogo in cui le persone entrano per sbaglio o solo perché vorrebbero trovare l’idea regalo giusta per un parente o un amico.

Eppure la libreria rimane per molti, fortunatamente, un luogo sacro. Una meta necessaria e preziosissima presso la quale trovare nutrimento e magia. In fondo noi lettori, amanti dei libri, sentiamo di non somigliare quasi per nulla ai soggetti disastrosi descritti da Buzzi. E mi è successo di non offendermi nemmeno quando la libraia a cui mi sono rivolta non sapeva neppure digitare “Kierkegaard” sulla tastiera del PC o non aveva mai sentito parlare di Elie Wiesel o di Orhan Pamuk.

Edizione esaminata e brevi note

Marino Buzzi è nato nel 1976 a Comacchio, provincia di Ferrara. Lavora come libraio a Bologna. Ha pubblicato in diverse raccolte: “The Clash. Lo scontro” (Lorusso), “Versi Inversi” (Il Dito e la Luna), “Terzo: non discriminare” (Ediesse), “Rap metropolitano” (Pendragon). E’ autore di “Confessioni di un ragazzo per bene” (Luciana Tufani Editrice) e “Un altro best seller e siamo rovinati” (Mursia). Scrive regolarmente su due blog: Cronache dalla libreria e Perseo_blog.

Marino Buzzi, “Un altro best seller e siamo rovinati”, Mursia, Milano, 2011.