“Chi pensa che l’innovazione, o la complessità, o anche una nuova sensibilità al suono, che può rimanere lo stesso mentre a cambiare sono gli uomini che lo usano, sia appannaggio di un dominio stilistico in particolare, si rivela piuttosto miope. Considero i dogmi in arte, come nella vita, poco interessanti, il caso non ne prevede, e mi piace avventurarmi verso mondi poco conosciuti”. Le parole di Max Fuschetto, intervistato da Guido Michelone per doppiojazz, anche se non direttamente riferite a “Sniper Alley. To my brother”, dicono moltissimo del quinto album dell’artista campano. Innanzitutto perché possiamo ascoltare Max Fuschetto non più soltanto come sassofonista od oboista, ma anche come chitarrista, bassista e tastierista; e poi, in virtù del “mondo poco conosciuto”, perché questa volta si è dedicato ad una colonna sonora, seppur interpretata con un’originalità tale da poter essere ascoltata e soprattutto apprezzata al di là della vicenda toccante di “Sniper Alley”, traducibile come il vicolo oppure viale “dei cecchini”. Il film-documentario, per la regia di Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, racconta infatti la storia di Džemil Hodžić, la cui infanzia fu segnata dalla morte del fratello Amel a causa di un cecchino durante l’assedio di Sarajevo nel 1995. Džemil, negli anni successivi, realizzò un mastodontico progetto, coinvolgendo alcuni dei più grandi fotoreporter di fama mondiale, nel trovare ed archiviare fotografie – innanzitutto dei tanti bambini morti ammazzati, tra cui quella del fratello Amel – scattate a Sarajevo durante la guerra; realizzando così il più grande archivio fotografico sul conflitto bosniaco esistente ad oggi.
Per un soggetto così doloroso e soprattutto psicologicamente complesso, le composizioni e gli arrangiamenti di Max Fuschetto appaiono in perfetta sintonia con lo scopo principale del documentario: testimoniare il dolore di una generazione, purtroppo spesso dimenticata, e di conseguenza trasformarlo in una forma resistenza morale.
“No man is an Island” è il primo brano che possiamo ascoltare – arrangiato da Fuschetto ma composto e interpretato da Cosimo Morleo con voce di sopranista – che, anche grazie alla lirica di John Donne, ci immerge subito in un universo ipnotico e visionario. A partire poi da “Come rain come”, Fuschetto compositore torna protagonista assoluto e ci regala dei brani in cui è evidentissima sua capacità di fondere, senza dare alcuna sensazione di artificiosità, un approccio classico, classico sperimentale ad un carattere più etnico e popolare.
Pensiamo a “The Good Morrow”, sempre da una lirica di John Donne, cantata quasi a cappella, con un sussurrato sottofondo strumentale. Oppure al tema “Sniper Alley. To my brother”, probabilmente il brano più tormentato, dove agli archi sempre presenti via via si aggiungono tutti gli altri strumenti. Poi subito dopo “Bosnian Nursery Rhyme”, una giustamente inquietante nenia con effetti quasi onomatopeici; “Durme durme” dove ascoltiamo una “canzone sefardita”, una sorta di ninna nanna etnica ricca di preoccupanti e bellissime dissonanze; “L’Escalier de Drake (A Nick Drake)”, un omaggio malinconico al cantautore britannico, ma soprattutto una grande melodia ottimamente interpretata dal piano di Enzo Oliva; “Opalescent Pendulum” ovvero la versione puramente strumentale del precedente “The Good Morrow”, particolarmente suggestivo per la perfetta fusione di archi e suoni delicatamente metallici; “Oboe Sommerso” la composizione che – almeno come prima impressione – più è legata allo sperimentalismo classico e quindi più rivela l’animo di Fuschetto , quello di autentico ricercatore del suono, nel suono.
Fuschetto, che ha più volte raccontato il suo “Sniper Alley” come un lavoro di transizione, ci ha offerto un’opera – peraltro ottimamente interpretata da tutti i suoi collaboratori – che dimostra ancora una volta come ricerca musicale, bellezza estetica, rifiuto del facile consenso commerciale, si possano connettere felicemente anche nella nostra disgraziata Italia dominata da contenuti di puro intrattenimento, a volte travestiti da impegno farlocco.
“Sniper Alley. To my brother” con la sua sensibilità e versatilità è senza ombra di dubbio uno dei migliori album prodotti nel 2025.
No Man Is An Island
Come Rain Come
The Good Morrow (Opalescent Pendulum Choral)
Sniper Alley – To my brother
Bosnian Nursery Rhyme
Durme Durme – trad. Sephardic
L’Escalier De Drake (A Nick Drake)
Opalescent Pendulum
Oboe Sommerso
Cosimo Morleo, Silvia Munguia Martinez (Silvia Phoe), Amel Hodžić: voci
Enzo Oliva: piano
Eleonora Amato: violino
Silvano Maria Fusco: cello
Valerio Mola: contrabbasso
Carmela Cardone: arpa
Daniele Ingiosi: bandoneon
Salvatore Cuccaro: tromboni
Franco Mauriello: clarinetti
Giovanni Borriello: corno inglese
Roberto Di Marzo, Giulio Costanzo: percussioni
Max Fuschetto: oboe, sax soprano, chitarra elettrica, basso elettrico, piano Yamaha
Edizione esaminata e brevi note
Max Fuschetto, è nato a San Marco dei Cavoti (BN) e vive e lavora a Napoli, svolgendo attività di compositore, oboista, sassofonista e insegnante di musica. Ha realizzato alcuni dischi a cominciare da “Frontiere” (2005). Il 2010 è l’anno di “Popular Games, un disco di composizioni originali che è stato presentato in anteprima a Rai Radio Tre nella trasmissione Il terzo Anello e File Urbani nonchè trasmesso, nel maggio del 2013, dalla Deutschlandfunk Radio Berlin insieme ad una lunga intervista. Max Fuschetto ha inoltre realizzato musica per cortometraggi: “Midsommar” (2012), Dignity (2015) di Monica Mazzitelli e DERT (2016) dei fratelli Mario e Stefano Martone. Lavora come compositore ed esperto di elettronica per il gruppo ” Percussioni Ketoniche ” per le quali ha scritto Nuragas (2010) un brano per campanacci e elettronica eseguito all’ Auditorium Parco della Musica di Roma, al Festival di Ravello, il Forum Universale delle Culture (2014), la Perdonaza de L’Aquila e di nuovo a Napoli con i Tenores di Bitti. Il 2015 rilascia l’album Sùn Nà pubblicato da Hanagoori Music (distribuzione Audioglobe). Ha collaborato inoltre con Enzo Avitabile (Lotto infinito), col compositore americano Robert Carl, con lo scrittore napoletano Maurizio Di Giovanni, con il chitarrista della storica band progressive degli Osanna, Pasquale Capobianco, ed il S. Carlo di Napoli (1989 e 2017).
Max Fuschetto, “Sniper Alley. To my brother”, CD Novantiqua, 2025
Luca Menichetti. Lankenauta, agosto 2025
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