Da molti lettori e recensori, “La ragazza della fontana” di Antonio Benforte era stato definito come una sorta di romanzo di formazione, arricchito da diverse tematiche non soltanto adolescenziali. Anche il suo terzo romanzo, “La band del Supersantos” potremmo inquadrarlo come romanzo di formazione, visti i giovanissimi protagonisti e le loro avventure nel corso degli anni. Ma il tempo passa e probabilmente anche l’idea di bildungsroman di Benforte si è fatta più matura; e difatti possiamo dire che questa volta parlare di “favola urbana” appare un po’ riduttivo: in realtà, proprio per il legame dei protagonisti col territorio napoletano e con tutti i suoi annosi problemi, c’è molto più “urbano” che “favola”. Anche perché leggiamo di vicende tutt’altro che scollegate dalla realtà.
Benforte infatti ci rappresenta subito un contesto di fragilità sociale ed economica, ma senza troppo insistere sul registro drammatico. Per quanto sia è la storia di quattro amici giovanissimi del quartiere Sanità di Napoli – Diego Sommese, Michele “tric trac”, Paolo “palluccella”, Salvatore “biliardino” – che, pur in mezzo a serie difficoltà familiari e non solo familiari, riescono a mantenere intatte le speranze di una vita migliore e più gratificante. Se all’inizio la loro vita è limitata, per chi può, alla scuola e alle partitelle di calcio, qualcosa cambia quando, per puro caso, grazie ad un anziano emigrante, ascoltano “Come Together” dei Beatles: “Da quel momento, per un paio di volte alla settimana, invitò i ragazzi a passare qualche ora da lui ad ascoltare i suoi dischi dei Beatles, in rigoroso silenzio. La musica entrò pian piano a far parte delle loro vite” […] Se Diego e i suoi amici si innamorarono della buona musica e decisero di diventare la prima rock band interamente nata e cresciuta alla Sanità di Napoli, fu merito soprattutto di Don Peppino, dei suoi modi un po’ bruschi, e per la musica che aveva voluto donargli” (p.18).
Una decisione tutt’altro che facile, fatta di molti dubbi e altrettanti sconforti, ma alla fine “La banda del Supersantos” ci racconta il riscatto personale dei quattro ragazzini: grazie all’incontro fortuito con Giovanni, proprietario di un negozio di strumenti musicali, che, dopo molte diffidenze, diventa loro manager e soprattutto amico, riescono a diventare dal nulla degli autentici musicisti e, soprattutto, a maturare come giovani uomini. Un percorso ovviamente fatto di alti a bassi, senza arrivare ad umilianti compromessi, peraltro tipici di quel mondo, e che, probabilmente proprio grazie a questo atteggiamento sempre positivo e grazie all’inventiva tipica dei campani, li condurrà, passando per un tour londinese e l’incisione del loro primo Cd, forse al loro obiettivo più desiderato: diventare delle vere rockstar. Il “forse” si spiega proprio per la struttura del romanzo, che Antonio Benforte ha spiegato molto bene intervistato da Sonia Sodano in occasione dell’Aperilibro di Castello di Cisterna: “Quando si è giovanissimi si ha una particolare resilienza. Si cade e, per quanto ci si faccia male, ci si rialza con maggiore entusiasmo pronti a ricominciare. Nel tempo, forse, questo cambia. La scelta, però, non dev’essere necessariamente dicotomica: rimanere fedeli ai propri sogni, perseguendoli caparbiamente, o rinunciarci. Semplicemente, spesso crescendo le priorità cambiano e i sogni diventano altri”.
Lasciamo al lettore la curiosità se le legittime ambizioni musicali dei giovanissimi del rione Sanità saranno davvero quelle della loro vita: “Il gruppo non si sarebbe sciolto, mai. Avrebbero suonato insieme per sempre. Una piccola band di periferia, ragazzi in gamba, avrebbero sfondato nell’industria musicale, oppure no?” (p.176).
Edizione esaminata e brevi note
Antonio Benforte, giornalista, è Social Media Manager del Parco Archeologico di Pompei. Per anni ha lavorato nella redazione di Isbn Edizioni, per poi occuparsi soprattutto di nuovi media e comunicazione digitale in ambito culturale. Nel 2008 ha cofondato il progetto Econote, magazine green e associazione culturale. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo La ragazza della fontana, ed. Scrittura & Scritture. Nel 2020 è uscito, sempre con la stessa casa editrice, Lo spazio tra le cose. Suoi articoli e racconti sono apparsi sulle riviste Achab, Il Libraio, Desk, Lankenauta.
Antonio Benforte, “La band del Supersantos”, Prospettiva editrice (collana “Lettere”), Udine 2024, pp. 176.
Luca Menichetti. Lankenauta, dicembre 2025
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