Mari Michele

Io venìa pien d’angoscia a rimirarti

Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. In generale era il corpo la materia prima usata dagli artisti, spremuto, strizzato, munto, variamente martirizzato per cavarne fuori...CONTINUA...

Couto Mia

Terra sonnambula

La guerra può avere una sua poetica? Evidentemente sì: Mia Couto fa poesia anche quando racconta paure, orrori, devastazioni, morte e violenza. "Terra sonnambula", il suo primo romanzo, è apparso nel 1992, l'anno in cui la lunga guerra civile in Mozambico ha avuto fine, ed è l’ennesima prova di talento letterario da parte dello scrittore in lingua portoghese. "In quel luogo, la guerra aveva ucciso la strada. Lungo i sentieri, solo le iene si trascinavano, annusando ceneri e polvere. Il paesaggio si era imbastardito di sgomenti mai visti, con colori che impastavano la bocca. Erano colori sporchi, così sporchi che avevano perso tutta la loro leggerezza, dimentichi dell’audacia di spiegare...CONTINUA...

Casadio Nevio

Sergio ti mando il fax! Un reporter romagnolo per Il Mattino di Napoli

Qualcuno di voi ricorderà “Nel silenzio un canto”, dove le tante storie presenti, bagaglio professionale del giornalista Nevio Casadio, a buon titolo erano state definite “romanzo tenero e violento di vita reale”. Veramente un bel libro, scritto con stile appassionato e lirico, caratterizzato da una letterarietà piuttosto inusitata presso la categoria dei giornalisti. Stile che non si è rivelato soltanto in occasione del citato “Nel silenzio un canto”, ma altresì durante la sua normale attività di cronista. Ne è esempio “Sergio ti mando il fax”, libro edito nel 1997, raccolta di articoli pubblicati dall’agosto 1993 all’agosto 1994 sul Mattino di Napoli. Sergio Zavoli in quel periodo era direttore...CONTINUA...

Taviani Paolo e Vittorio

Cesare deve morire

Ci si interroga spesso sul concetto di libertà, termine talmente onnicomprensivo, abusato e sovente utilizzato in modo facile e inappropriato. A una vaga “libertà da”, indistinta e generale, liberalistica e giusnaturalistica, pare si sia votato il mondo contemporaneo, quasi in opposizione a una più impegnativa “libertà di”… fare, intraprendere, costruire, creare. Julius Evola, nel libro Gli uomini e le rovine, diceva che “non vi è una astratta libertà generale ma vi sono delle libertà articolate conformi alla propria natura”. Ma qual è la natura dell’uomo privato della libertà fisica, costretto tra le anguste mura di una cella...CONTINUA...

Payne Alexander

Paradiso amaro

Se vi trovaste a pensare ad un uomo benestante, prossimo addirittura alla ricchezza, residente in un angolo di paradiso in terra come le Hawaii, pensereste senz’altro ad un uomo fortunato, non c’è alcun dubbio. Un uomo comune, sia ben chiaro, con una bella moglie e due giovani figlie, con un  lavoro d’avvocato ben avviato e con tutte le carte in regola per godersi la vita senza troppi pensieri e preoccupazioni. Solo che, e ce lo ricorda sin dall’avvio il regista Alexander Payne attraverso la voce fuori campo del suo protagonista, il dolore quando arriva non fa distinzioni di classe e di luogo, non è meno complicato da affrontare in una terra incantata piuttosto...CONTINUA...

Ovejero José

Un anno nero per Miki

Miki incarna alla perfezione l’uomo senza qualità. Un essere dagli atteggiamenti superficiali e privo di una personalità autentica e degna di nota. E’ indifferente, insofferente e, il più delle volte, ipocrita ed impassibile. Eppure quell’anno, il 2001 per essere esatti, per lui è stato un anno nero, un “mal año”. Un anno in cui, nell’arco di poche settimane, la sua vita viene toccata da due eventi tragici: la morte del figlio Boris e la morte della moglie Verena. “Boris si schiantò alle due e mezzo di notte contro la parete di fondo di un negozio di tessuti, dopo aver attraversato la vetrina e travolto la decorazione di tende e teloni”. Le cause dell’incidente? Nessuno sa spiegarle realmente...CONTINUA...

Le Besco Maiwenn

Polisse

Ispirandosi al fortunato modello della pellicola La classe -  Entre les murs, Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes 2008, diretto da Laurent Cantet, la regista, attrice e sceneggiatrice francese Maiwenn Le Besco (che si firma un po’ egocentricamente col solo nome di battesimo) è arrivata da pochi giorni nelle sale italiane con il coinvolgente lungometraggio Polisse. Gratificato anch’esso dal riconoscimento a Cannes (Gran Premio della Giuria), Polisse è un film toccante e a tratti davvero disturbante, un’opera di finzione girata come un documentario in cui gli attori interpretano una squadra di protezione minori della polizia...CONTINUA...

De Luca Erri

Le sante dello scandalo

Le Sacre Scritture parlano al maschile. Non è un difetto né un limite, è solo nelle regole dei tempi. I ruoli di uomo e donna sono distinti e separati anche se indissolubilmente fusi qui e altrove: i testi si rivolgono al “maschio” riescono a farlo servendosi di lettere “femmine”. “Le lettere ebraiche sono femminili. Il corpo scritto della Torà, affidato all'albero di trasmissione maschile, è composto di cellule femminili, perciò è vivo e mette fuori getti nuovi a ogni lettura, in ogni generazione. Perfino la scrittura sacra, l'ambito più strettamente maschile, è costituito di vita femminile grazie alle lettere”. De Luca studia e traduce testi biblici da autodidatta arrivando ad offrirci trasposizioni...CONTINUA...

Paasilinna Arto

I veleni della dolce Linnea

Nella sua postfazione Goffredo Fofi spiega che Arto Paasilinna può essere considerato una sorta di Stefano Benni finlandese. Un parallelismo che mi è sembrato piuttosto calzante. Nel mio piccolo ho pensato la stessa cosa leggendo “I veleni della dolce Linnea”: il mio primo Paasilinna. Una lettura disimpegnata e leggera, un romanzo che non richiede molta concentrazione né prevede sforzi di alcun genere. Esattamente quello che ci vuole quando si ha voglia o bisogno di letture lievi e brillanti. Perché il pregio di Arto Paasilinna è quello di concedere un piccolo svago letterario, una distrazione che di tanto in tanto può far bene. La protagonista del suo libro, come si deduce dal titolo, è Linnea...CONTINUA...

Susser Spencer

Hesher è stato qui

Metti un elemento estraneo all’interno di una famiglia con problemi di comunicazione, o quanto meno di comprensione immediata, e avrai sicuramente un effetto imprevedibile. Comunque un sussulto, uno scossone dal torpore che si annida in consolidate routine o in depressioni dovute a una perdita improvvisa. Se poi questo elemento estraneo è proprio parecchio estraneo, portatore di un linguaggio, verbale e non, in un primo momento difficilmente decifrabile, il cortocircuito sarà ancora più evidente. Su questo assunto semplice e sempre caro a un certo tipo di cinema, di là dal genere che lo rappresenta, si muove anche Hesher è stato qui, da pochi giorni...CONTINUA...