Camilleri Andrea

La strage dimenticata

lankenauta pressUn libro breve ma prezioso, "La strage dimenticata". Camilleri, un po' come spesso ha fatto Sciascia, va a scavare in quei pezzetti di storia che la Storia ha dimenticato o, più banalmente, deciso di trascurare. Si tratta di episodi minimi seppur impregnati di una tragicità che non dovrebbe permettere sconti di memoria. La scrittura di Camilleri è, come sempre, brillante e sferzante, dispensa ironia e sagacia ma non nasconde né accuse né amarezza. D'altro canto si parla di due stragi. La prima ha condotto alla morte 114 uomini, la seconda altri 15 ma nelle cronache nazionali del 1848 dei due eventi siciliani non si fa menzione. Eppure quell'anno, tanto eclatante per via delle numerose rivoluzioni...CONTINUA...

Corelli Marie

Vendetta!

"Il loro lavoro non possiede qualità durature, il loro pensiero è convenzionale e lo stile privo di raffinatezze. Sono popolari perché esprimono il pensiero popolare, e l'uomo comune è lusingato di trovarsi d'accordo con la gente che suppone distinta". Questo lo spietato ma lucido commento di Joseph Conrad nei confronti di scrittori a lui contemporanei i quali, nonostante non possedessero quello che potremmo definire l'autentico genio letterario, erano amati dalla gente comune e vendevano moltissime copie dei loro romanzi. Tra di essi c'è anche Marie Corelli, scrittrice nota per i suoi atteggiamenti eccentrici che tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 fu autrice di numerosi "best...CONTINUA...

Castel-Bloom Orly

Textile

E' uscito nell'aprile 2011, per i tipi di Atmosphere, il romanzo "Textile" della scrittrice israeliana Orly Castel-Bloom. Una storia contemporanea che la vita di una borghesissima famiglia di Tel Aviv, meglio: del quartiere Tel Baruch nord di Tel Aviv che "benché sia stato edificato in un batter d'occhio e sia completamente nuovo, emana vecchiaia e stabilità, in barba alla transitorietà dell'esistenza". Un meraviglioso, posticcio, lussureggiante quartiere adatto ad ospitare persone in vista proprio come i protagonisti di "Textile". Il "tessuto", infatti, ha qualche attinenza con il romanzo. Perché Amanda (o Mandy) è proprietaria della "Sogni d'Oro", un'azienda che produce pigiami in...CONTINUA...

Sousa Tavares Miguel

Nel tuo deserto

Un amore casto, nato e vissuto per quaranta giorni nell’affascinante ed estremo scenario del deserto algerino, non può venire dimenticato, neanche vent’anni dopo. Questo delicato romanzo di Tavares sembra contenere un doppio omaggio: a Claudia e al Piccolo Principe, cui la ragazza, incontrata ed amata, somiglia. Nel 1987, in occasione di una spedizione nel Sahara algerino, il giornalista-narratore conosce Claudia, una giovane di...CONTINUA...

Edelman Marek

C’era l’amore nel ghetto

"Ma perché nessuno mi chiede se nel ghetto c'era l'amore? Perché questo non interessa a  nessuno? Sull'amore nel ghetto qualcuno dovrebbe fare un film. E' l'amore che permetteva di sopravvivere". Così Marek Edelman parla a Paula Sawicka. Il ghetto a cui si fa riferimento, come in tanti sapranno, conoscendo le vicende legate a Marek Edelman, è quello di Varsavia. Il luogo in cui, per la prima ed unica volta nel corso della Shoah, gli ebrei si sono organizzati ed hanno dato vita ad una rivolta contro i tedeschi. Dal 19 aprile al 10 maggio del 1943 Edelman ed altri suoi compagni, con l'ausilio di pochissime armi e un po' di incoscienza, riuscirono a tener testa all'esercito nazista....CONTINUA...

Lakhous Amara

Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

Lorenzo, detto il Gladiatore, viene trovato morto, in una pozza di sangue, nell'ascensore di un palazzo di Piazza Vittorio a Roma. I sospetti sembrano ricadere su Amedeo, uno degli inquilini. Ma chi è Amedeo? E perché avrebbe dovuto uccidere il Gladiatore? Da questo giallo metropolitano prende vita un romanzo corale e molto godibile scritto da un algerino, Amara Lakhous, che vive a Roma dal 1995. La scoperta dell'assassino, a dire il vero, passa quasi in secondo piano. Ciò che appassiona e colpisce è la serie di "testimonianze" dei personaggi chiamati in causa: gli altri inquilini, la portiera dello stabile, il barista, gli amici o la moglie di Amedeo. Ognuno ha la sua verità, ognuno racconta...CONTINUA...

Cavina Cristiano

Un’ultima stagione da esordienti

Anche per il suo terzo romanzo Cristiano Cavina resta a Casola Valsenio, il piccolo paese in provincia di Ravenna dove è nato e vive. Credo che la maggior parte degli uomini italiani (e non solo) si ritroverebbero perfettamente in ogni frase, in ogni espressione e in ogni passaggio del romanzo. Perché la maggior parte degli uomini italiani (e non solo), come Cavina, da ragazzini hanno giocato partite di calcio lunghe una giornata, di quegli incontri mitici ed irripetibili tanto simili, ai loro occhi, alle partite più importanti del campionato, coi tiri e i goal proprio uguali a quelli del calciatore del cuore visti in TV la domenica pomeriggio. Partite su campi di terra battuta, tra sassi e polvere...CONTINUA...

Bloy Léon

Esegesi dei luoghi comuni

Léon Bloy si definì sempre “Pellegrino dell’Assoluto” e “testimone” e questo libro lo manifesta. Si tratta di una vera antologia dei Luoghi Comuni usati dal Borghese, che Bloy demolisce uno per uno con una foga da picconatore, da demolitore che prova un gusto incredibile nel compiere la sua opera. Bloy è un convertito, nella sua vita è passato dall’anticlericalismo più assoluto a un cristianesimo radicale e, come spesso accade a chi ha attraversato questo tipo di esperienze, avverte in sé l’urgenza di comunicare il nuovo...CONTINUA...

Caporale Giuseppe

Il buco nero. La lunga tragedia dell’Aquila: dalle raccomandazioni e dalle tangenti al terremoto e agli scandali della ricostruzione

Sono nata e vivo nella Marsica. Il terremoto fa parte di quella storia sottopelle che trovi fissata in certi muri segnati, nei racconti di chi racconta che c'era e nelle scosse che, a modo loro, da sempre, ricordano che qualcosa di incontrollabile e più grande di te può devastarti l'esistenza. Alle 3.32 del 6 aprile 2009 dormivo, come tanti. Prima di quel momento anche qui, a una quarantina di chilometri in linea d'aria da L'Aquila, la terra aveva tremato in vari momenti. Nulla di eccezionale, in fin dei conti. Era già capitato. Poi, però, alle 3.32 la scossa più potente ed infinita. Questo ricordo più di tutto: sembrava non voler finire. Perché è proprio ciò che speri in quegli istanti: che...CONTINUA...

Lee Chang-dong

Poetry

Che senso ha oggi la poesia, in un mondo che ha progressivamente perso i significati reali delle parole e che non è più abituato a guardare veramente le persone, la natura e le cose? In questo tempo che va veloce e che fagocita fatti, parole ed emozioni con impressionante e noncurante rapidità c’è un regista coreano, Lee Chang-dong, che rivendica il diritto di interrogarsi ancora sul termine poesia, sul suo significato più profondo e recondito, sulla possibilità di guardare oltre la cosa in sé, di penetrarla per recuperare un orizzonte di senso certamente più prossimo alla natura umana in una società che sfugge con meschinità il dolore ed è dimentica delle piccole...CONTINUA...