Bianchi Enzo

Ogni cosa alla sua stagione

Enzo Bianchi, il priore di Bose, sembra invitarci ancora una volta – dopo “Il pane di ieri” – attorno al camino per ascoltare i suoi racconti, magari sorseggiando un bicchiere di buon vino e parlando a bassa voce, con un linguaggio essenziale e semplice. I leit-motivs – quelli che può riconoscere chiunque segua anche solo gli articoli del priore sui quotidiani– ci sono tutti: una vita bella, buona e beata, il fuge, tace, quiesceCONTINUA...

De Luca Erri

Tentativi di scoraggiamento (a darsi alla scrittura)

“Questa lettera non indica una direzione e non fornisce equipaggiamento. E' un tentativo di scoraggiamento di darsi alla scrittura”. Lo scrittore napoletano incita così a non divenire scrittori. Il testo di De Luca dovrebbe far crollare speranze e frantumare aspirazioni. Riuscirà nell'intento solo con chi non sente la parola scritta come sua carne e suo sangue. Scrivere, a mio modestissimo avviso, non è arte da tutti e De Luca, tra le righe, lo conferma. Il suo tentativo di scoraggiamento potrebbe articolarsi in una sorta di decalogo. Regole dettate da chi conosce la fatica di narrare e l'ha eletta a regola di vita. L'elenco dei precetti è fitto ed impregnato di una certa saggezza...CONTINUA...

Franchi Gianfranco

Radiohead. A Kid

Ho esitato a lungo prima di prendere carta e penna e buttare giù alcune impressioni sul libro di Gianfranco Franchi. Tutt’altro che digiuno di musica pop pock, non sono però un espertissimo nel ramo e – con qualche ragione – ho voluto approfondire un po’ di temi prima di sparare parole in libertà; tanto più che proprio in relazione al rapporto musica e testi, tempo fa mi erano passate sotto gli occhi delle interessantissime riflessioni, magari riferite al genere “accademico”, ma del tutto pertinenti anche per analisi di canzoni rock. Non ho recuperato quasi nulla, ma col passare dei mesi, nel leggere – con una punta di masochismo – le cronache musicali di quotidiani e riviste, mi sono definitivamente...CONTINUA...

Pascale Antonio

La manutenzione degli affetti

Antonio Pascale è un volenteroso. Uno sensibile al richiamo della letteratura come impegno civile, osservazione sociale, solidarietà. Nei racconti che compongono “La manutenzione degli affetti”, cerca di aprirsi un varco tra quelle che secondo lui sono le due opposte tendenze del mainstream letterario attuale, il “romanticismo” e la “retorica dell’apocalisse” (a descriverle ci pensa uno dei personaggi di “Noi che parliamo da soli”, il più riflessivo e meno narrativo tra i racconti del libro): «Cioè, da noi vanno di moda quegli scrittori che descrivono solo il loro nobile mondo interiore. Ce ne sono di due tipi, quelli dal linguaggio visionario, metaforico, analogico, oscuro, quelli piacciono...CONTINUA...

Infelise Mario

I libri proibiti da Gutenberg all’Encyclopédie

“Ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo rispondere degli abusi nei casi determinati dalla legge”. Un'enunciato tratto dalla “Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino”, Parigi, 26 agosto 1789. La libertà di stampa viene finalmente proclamata ma, prima di giungere alla promulgazione di un principio che a noi, oggi, appare per lo più scontato, sono stati necessari secoli di cammino e una miriade di accadimenti, spesso violenti, repressivi e ferocemente soffocanti. L'invenzione della stampa a caratteri mobili rappresenta una delle rivoluzioni più interessanti e per certi versi inquietanti della storia dell'uomo. Con la sua diffusione...CONTINUA...

Spano Francesca

Il libretto viola e altri scritti

“Il libretto viola” è un bel libro e non nell’accezione più semplice e ovvia del termine, è un bel libro non solo per il suo contenuto interessante, ma per la sua componente estetica che va dal formato alla copertina di Maurizio Ceccato, dall’aspetto generale fino al dettagliatissimo colophon che recita “Qui finisce il libro… Ma non finisce qui” e una miriade di notizie precise ci illuminano sui materiali che hanno consentito la realizzazione del libro, nel rispetto dell’ambiente. CONTINUA...

Pinkus Yirmi

Il folle cabaret del professor Fabrikant

“Il folle cabaret del professor Fabrikant” è stato un regalo. Un gran bel regalo, in tutta sincerità. Un libro che arriva dallo stand delle Edizioni Cargo, direttamente dalla della Fiera della piccola e media editoria di Roma. Il nome di Yirmi Pinkus mi era del tutto ignoto, d'altro canto siamo di fronte ad un'opera prima e Pinkus, in genere, lavora come disegnatore e come graphic journalist. Non a caso tra le pagine del libro si trovano diverse illustrazioni realizzate dallo stesso autore. “Il folle cabaret del professor Fabrikant” ha lo straordinario potere di catapultare il lettore in un mondo decisamente originale e per lo più sconosciuto, poiché normalmente degnato di scarsa attenzione...CONTINUA...

Barghi Nicola

Sunny Day

“Prova ad ascoltare Barghi e il suo Sunny Day, poi mi dici”. Il consiglio è stato azzeccato, così ho fatto, anche se poi non è che mi sia risultato proprio facile dare conto dell’ascolto oltre ad un pur convinto “mi è piaciuto”. “Sunny day”, tanto si fa ascoltare bene quanto sfugge alle consuete definizioni musicali; e quindi parlarne (ed ora scriverne) non può essere un esercizio superficiale e sbrigativo. Si ascolta bene nel senso che tutte le canzoni composte da Nicola Barghi e presenti nell’album si fanno apprezzare da subito: non vi è alcuna necessità di costringersi a ripetuti ascolti, magari con fare meditabondo, per coglierne le qualità. Un’immediatezza che ritengo sia frutto sincero...CONTINUA...

Eastwood Clint

Hereafter

In fondo la morte è stata sempre una inseparabile compagna di viaggio dei personaggi dei film di Clint Eastwood, se si vuol ripercorrere brevemente anche solo a fuggevole memoria la carriera dell’ottantenne regista statunitense. Una morte non da temere né da scansare, quella evocata più volte dal cantore crepuscolare delle contraddizioni d’America, e tanto meno è mai stata quell’innominabile ingombro che è nei fatti divenuta per la società occidentale di massa che insegue, più o meno consapevolmente, lo spettro (quello sì, ben più mortifero e pericoloso) di un benessere illusorio che si cela dietro infinite maschere. Per il vecchio Clint l’istante in cui la morte...CONTINUA...

Schmitt Eric-Emmanuel

Concerto in memoria di un angelo

Una vecchia assassina, scampata fortunosamente alla giustizia, si innamora di un bellissimo prete e lo tiene avvinto a sé con la confessione quotidiana dei propri omicidi. Un marinaio lontano da casa riceve la notizia della morte di una delle sue figlie: quale sarà delle quattro? Il messaggio via telegrafo non lo dice. In attesa di scoprirlo, il marinaio si tormenterà con un cinico pensiero: di quale figlia sentirebbe meno la mancanza? Due amici violinisti, uno geniale e angelico, l’altro meno dotato e arrivista, in seguito ad un drammatico incidente andranno incontro ad un completo ribaltamento di ruoli, in cui la purezza dell’uno si sfigurerà in rancore, e l’arrivismo dell’altro si trasfigurerà...CONTINUA...