Crispino Armando

Macchie solari

Ecco un nome che sicuramente vi dirà nulla o quasi, Armando Crispino, regista poco prolifico che trovò il suo maggior periodo d’ispirazione nella prima metà dei Settanta grazie a due thriller a loro modo geniali: L’etrusco uccide ancora (1972) e Macchie solari (1975). Proprio di Macchie solari ci occuperemo nella nostra analisi, non dimenticando che il regista piemontese, prima di darsi al thriller, aveva sondato tutt’altro genere, la commedia (Faccia da schiaffi – 1969). Crispino, ad oggi, in epoca di rivalutazione del B-movie dei Settanta-Ottanta, sembra assolutamente dimenticato, caduto in un incomprensibile oblio della memoria critico-cinematografica...CONTINUA...

Di Leo Fernando

Avere vent’anni

Nell’ arco di vent’anni, tra il 1964 e 1985, Fernando Di Leo, ottimo artigiano del cinema nostrano, si è districato abilmente tra i generi, restando nell’immaginario degli spettatori per pellicole come Milano calibro 9 e La mala ordina, due polizieschi violenti che lo imposero all'attenzione del pubblico e di parte della critica. Egli lasciò di suo anche una notevole traccia sullo spaghetti western, collaborando al soggetto e alla sceneggiatura dei due primi Leone (Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più), nonché ad alcuni lavori di Tessari (tra gli altri, Una pistola...CONTINUA...

Petroni Giulio

Tepepa

L’epoca dello spaghetti western è stata non lunghissima ma intensa e prolifica, ha partorito opere che incontrarono il gusto degli italiani e non solo, andando a solleticare l’attenzione di altre cinematografie occidentali e orientando non poco il cinema orientale di genere degli ultimi venti-venticinque anni. Tra le opere da esportazione di maggiore interesse indubbiamente c’è Tepepa, del bravo Giulio Petroni (Non commettere atti impuri, Crescete e moltiplicatevi, Da uomo a uomo, La vita qualche volta è dura, vero Provvidenza?), pellicola uscita nel caldo Sessantotto che intreccia, come farà anche...CONTINUA...

Sorrentino Paolo

L’amico di famiglia

Davvero difficile dare una valutazione complessiva dell’ultimo film di Paolo Sorrentino, già salito alla ribalta per il precedente e premiatissimo Le conseguenze dell'amore. Difficile perché l’opera in questione, presentata a Cannes lo scorso anno con pessima accoglienza della critica, è stata rimontata e dunque proposta, qualche mese dopo il passaggio alla Croisette, al pubblico delle sale italiane. Che non ha gradito altrettanto. Difficile perché solo alla seconda visione della pellicola, a distanza di tempo, ne sono riuscito a cogliere la complessità strutturale, tecnica e artistica, a dispetto di una storia che ha continuato a non convincermi. Una storia che ha del...CONTINUA...

Viola Monica

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

Ho letto questo romanzo perché me l'ha consigliato un'amica. Tra l'altro, un'amica che è in Vibrisselibri. Me lo sono scaricato e l'ho letto. Nonostante avessi chilometri di pregiudizi. E pure curiosità. Curiosità. Non leggo molti libri di donne, sono in netta minoranza nelle mie letture, senza che ci sia in effetti un motivo particolare, ogni volta che mi è capitato di leggerne sono rimasto ben soddisfatto da quel che avevo letto, solo che entrando in libreria, e alla fine trovandomi a scegliere, ecco che scelgo un qualche autore, e non una qualche autrice. E dire che per qualche tempo mi sono letto la Yoshimoto, forse l'unico caso, per me, di lettura femminile che si è ripetuta...CONTINUA...

Gaarder Jostein

Il viaggio di Elisabeth

È il trenta novembre. Joakim, un bambino norvegese, è arrivato in città col padre per acquistare un calendario di Natale, giusto in tempo prima che incominci il conto alla rovescia dei giorni. In una piccola libreria Joakim scorge tra gli scaffali un vecchio calendario tutto sbiadito, con raffigurata la classica scena della Natività: Maria e Giuseppe chini sul bambino Gesù deposto nella mangiatoia, sullo sfondo i Re Magi e fuori dalla stalla i pastori con il loro gregge, nel cielo gli angeli. Il...CONTINUA...

von Trier Lars

Il grande capo

Lars von Trier è un imbroglione, un grande paraculo, un abile incantatore di serpenti. Questo bisogna sempre premetterlo prima di lanciarsi nell’analisi di uno suo film, anche quando, novità delle novità, si dà alla commedia. Sì perché il regista danese, a due terzi della programmata e feroce trilogia americana (Dogville, Manderlay e l'annuciato ideale epilogo, che dovrebbe intitolarsi Washington), stacca dal dramma per provare nuove forme di sperimentazione tecnico-visiva, proprio attraverso la commedia. E trattandosi di von Trier, oramai ex dogmatico, non stiamo parlando di una commediola per strappar quattro risate ma...CONTINUA...

Rubini Sergio

La terra

Il fantasma dei quattro fratelli più famosi della letteratura moderna aleggia sull’ultima pellicola del regista-attore pugliese Sergio Rubini il quale, con La terra, aggiunge un nuovo tassello e forse completa il personalissimo viaggio alla ricerca delle proprie radici culturali e socio-antropologiche. Dopo L’amore ritorna costruisce un dramma-thriller che allontana totalmente anche la minima parvenza di commedia e grottesco. L’ispirazione, come su accennato, arriva nientemeno che da I fratelli Karamazov, capolavoro assoluto della letteratura dell’Ottocento in cui Dostoevskij intreccia le vicende di quattro fratelli diversissimi, uno dei quali - come...CONTINUA...

Jordan Neil

In compagnia dei lupi

Immaginatevi un bosco, una ragazzina adolescente, una nonnina che le racconta fiabe e che le raccomanda di non perdere mai il sentiero. Immaginate una mantella rossa, che ricopre le spalle della giovane, un lupo – più lupi – che vaga(no) per il bosco: riportate la memoria alle prime limpide fiabe dell’infanzia. Certo penserete a Cappuccetto rosso, non v’è dubbio alcuno. O forse no. Il dubbio può sorgere, c’è anche la possibilità che avete letto Angela Carter e il suo The bloody Chamber and Other Stories (La camera di sangue), in cui la nonnina in questione racconta fiabe nere, nelle quali i lupi divorano sul serio, rubano l’anima...CONTINUA...

Meneghello Luigi

Bau-sète!

“…’Pascua di Resurressione’, una cosa così andrebbe bene anche a me, mi piacerebbe risorgere, spuntare all’improvviso da un cassone di pietra, bandiera alla mano, e fare bau-sète!” (p.200) Questa prova narrativa di Meneghello si colloca dopo “I fiori italiani”, tra i due testi esce la raccolta di saggi “Jura. Ricerca sulla natura delle forme scritte”. CONTINUA...