Buber Martin

Il cammino dell’uomo

Sessanta paginette per parlare dell’uomo,della sua educazione e del suo essere nel mondo. Un piccolo concentrato di saggezza. E’ un’opera tratta da una conferenza che Buber tenne al Congresso di Woodbrook a Bentveld nell’aprile 1947 e pubblicata per la prima volta l’anno successivo. Di questo libro Hermann Hesse osserva: “…è quanto di più bello io abbia letto. Lascerò che questo dono così prezioso e inesauribile mi...CONTINUA...

Buber Martin

Il cammino dell’uomo

Sessanta paginette per parlare dell’uomo,della sua educazione e del suo essere nel mondo. Un piccolo concentrato di saggezza. E’ un’opera tratta da una conferenza che Buber tenne al Congresso di Woodbrook a Bentveld nell’aprile 1947 e pubblicata per la prima volta l’anno successivo. Di questo libro Hermann Hesse osserva: CONTINUA...

Pasolini Pier Paolo

Le ceneri di Gramsci

La raccolta “Le ceneri di Gramsci”, pubblicata nel 1957, contiene undici poemetti articolati in capitoli e sezioni nei quali Pasolini elabora una lieve trama-racconto in cui s’inseriscono elementi autobiografici, riflessioni politiche e ideologiche, descrizioni fortemente pittoriche sul modello della critica d’arte (Pasolini all’università fu allievo del critico Roberto Longhi) sia del paesaggio sia del sottoproletariato delle borgate romane che tanto l’affascinava per l’originaria naturalezza e la genuinità popolare non ancora corrotta dal capitalismo e dalle sue mode. La lirica è ricca...CONTINUA...

Jordan Neil

Breakfast on Pluto

Finalmente è arrivato anche in Italia, pur con grave ritardo. L’ultima fatica dell’irlandese Neil Jordan, Breakfast on Pluto, si affaccia a fine maggio nelle sale italiane, dopo aver affascinato le platee del vecchio continente, tanto da entrare con pieno merito nella cinquina per il miglior film europeo dell’anno appena trascorso. È ancora una volta un romanzo di Patrick McCabe la fonte di ispirazione del regista di Sligo, a dieci anni dal poco fortunato The butcher boy (1997, comunque premio alla regia a Berlino, tratto da un romanzo omonimo che fu finalista al Booker Prize nel 1992), primo incontro tra Jordan ed uno dei migliori scrittori...CONTINUA...

Gresh Alain

Israele, Palestina. La verità su un conflitto

La quarta di copertina prometteva molto bene: “Un libro che rifiuta la solidarietà astratta con uno dei contendenti - anche se non nasconde la simpatia per la causa palestinese – e abbraccia la tesi che nessuno dei due è investito da una missione superiore”. Non solo: si ribadisce che il libro nasce dalla volontà di stabilire principi oggettivi, indiscutibili su cui fondare una seria discussione e cercare una soluzione al conflitto israelo-palestinese. Alain Gresh, caporedattore di “Le Monde diplomatique” con questa sua opera pare essersi prefissato un obiettivo fin troppo ambizioso e ben sintetizzato dal sottotitolo (discutibile): “La verità di un conflitto”. Allo scopo ci ha sfornato sei...CONTINUA...

Fincher David

Zodiac

Storie di serial killer, imprevedibili e inafferrabili, folli e geniali, disturbati quanto originali nel motivare il loro istinto punitivo quasi “divino” (molti di essi si sentono un Dio, in effetti, un essere superiore e trascendente), storie che Fincher ha nelle proprie corde, se ricordiamo il riuscitissimo Seven, e in cui trasferisce la propria vocazione a far cinema d’ atmosfera, cupo ed enigmatico. Vocazione all'oscurità dell'anima che percorre tutta l’opera del regista americano, per alcuni sopravvalutata ma pur sempre significativa di titoli come il già citato Seven, Fight club, il claustrofobico terzo Alien...CONTINUA...

Meneghello Luigi

Fiori italiani

“Che cos’è un’educazione?” Questo l’interrogativo che Meneghello si pone in apertura del libro che rievoca la formazione di S., alter-ego dell’Autore, svoltasi durante gli anni del fascismo nel Veneto, tra Malo, Vicenza e Padova. La prima idea per quest’opera venne a Meneghello nel 1944 nello stesso luogo in cui si svolge una scena de “I piccoli maestri”, il suo romanzo più noto. I “Fiori” ne costituiscono...CONTINUA...

Fulci Lucio

I quattro dell’Apocalisse

Lucio Fulci, abile incursore tra i generi cinematografici più disparati, dopo essersi cimentato quasi esclusivamente in commedie, approda allo spaghetti western nel 1966, con Le colt cantarono la morte… e fu tempo di massacro. Fu un ottimo successo di pubblico, cui comunque fece seguire altre commedie, prima di accostarsi al genere per il quale è più noto: il thriller/horror. Ma gli spaghetti western tornarono, a qualche anno di distanza, andando a vivificare un genere che andava inevitabilmente incontro al suo canto del cigno. I quattro dell’Apocalisse (1975) e Sella d’argento (1978) sono due film molto differenti...CONTINUA...

Hickox Douglas

Oscar insanguinato

Una delle più geniali e suggestive vendette della storia del cinema si consumò in teatro: un teatro di sangue, per l’appunto. Theatre of blood è, difatti, il titolo originale (da noi riadattato come Oscar insanguinato) di una godibilissima pellicola di Douglas Hickox, magistralmente interpretata dall’icona horror Vincent Price. Il film, strutturato su un’ affascinante trovata narrativa, ovvero immaginare un assassino che compie i suoi delitti secondo un rituale che ha come schema unico l’emulazione-(re)interpretazione di noti drammi shakespeariani, ha al contempo una struttura horror e un retrogusto da commedia nera. Srotoliamo brevemente il plot. Conrad...CONTINUA...

Némirovsky Irene

Il Ballo

Feroce e non premeditata è la vendetta che la quattordicenne Antoinette prepara per la madre Rosine, con la quale il rapporto è di alta conflittualità se non di odio vero e proprio. “Era una ragazzina di quattordici anni, lunga e magra con il volto pallido di quell’età, tanto smunto da apparire agli occhi degli adulti come una macchia rotonda e chiara, priva di lineamenti, le palpebre socchiuse, cerchiate, la boccuccia serrata…Quattordici anni, i seni che premono sotto l’abito stretto da scolara, che feriscono e impacciano il corpo debole, infantile…i piedi grandi e quelle lunghe bacchette...CONTINUA...