Nothomb Amélie

Mercurio

I dialoghi sono senza dubbio il punto forte di “Mercurio”. Un testo che per la sua enfasi e la sua natura potrebbe facilmente essere rappresentato in teatro. La Nothomb, però, in questo libro risulta essere meno avvincente del solito. Nella seconda parte appare addirittura un po’ sbrigativa, vagamente superficiale, come se avesse avuto fretta di concludere la storia, di trovare un epilogo. E, probabilmente, per convincersi e convincerci della sua buona fede, di epiloghi ne ha scritti ben due. A mio avviso entrambi insoddisfacenti. Mercurio, oltre che essere un noto elemento chimico, è anche il nome del messaggero degli dèi, protettore dei viaggiatori, della comunicazione, dei ladri e dei truffatori...CONTINUA...

Kundera Milan

Il valzer degli addii

“Si fonda su un archetipo formale del tutto diverso da quello degli altri miei romanzi. E’ assolutamente omogeneo, senza digressioni, composto di una sola materia, raccontato con lo stesso tempo, è molto teatrale, stilizzato, basato sulla forma del vaudeville”. Così Milan Kundera descrive, ne “L’arte del romanzo”, il suo “Il valzer degli addii”. Cinque capitoli, cinque giornate. I personaggi che animano il “valzer” si muovono in una località termale boema, un Paese in cui la retorica del regime sovietico e il peso delle sue restrizioni è forte, seppure i personaggi, primo tra tutti il ginecologo Škreta, riescano a trovare sistemi molto personali ed originali per sfuggire o, quanto meno...CONTINUA...

Heim Scott

Mysterious Skin

“Chiusi gli occhi e vidi me stesso a otto anni. Un altro ragazzino mi teneva per mano, guidandomi. Entrambi indossavamo le uniformi delle Pantere. Era assurdo, in un certo senso riuscivo quasi a sentire il palmo umido della mano del ragazzino, potevo sentire l’odore dell’erba appena tagliata, il tuono che rimbombava nel temporale intorno a noi. Il bambino mi portò verso una porta aperta e ci trovammo immersi in una luce blu diffusa. Era l’interno della navicella aliena? Non potevo dirlo, ma quando ci muovemmo verso la luce, vidi che c’era qualcun altro, qualcuno più alto di noi. Quell’uomo aveva un potere assoluto su di noi, come se fosse un re. Alzai...CONTINUA...

Troisio Luciano

Nuvole di drago

 “Nuvole di drago” è il primo di una serie di volumi sui viaggi di Luciano Troisio e contiene otto reportage da paesi asiatici (Laos, Vietnam, Cambogia, Tailandia, Giappone, Cina) realizzati in periodi diversi, tra il 1991 e il 2008. Si tratta di lunghi anni di frequentazione di queste terre e di conoscenza approfondita dei luoghi e delle popolazioni. Luciano Troisio è un infaticabile globetrotter, ma è soprattutto uno scrittore e un letterato che ama coinvolgere i lettori nei suoi itinerari di viaggio. L’Asia costituisce per l’Autore la “cuna del mondo”, la madre di tutte...CONTINUA...

Kechiche Abdellatif

La schivata

Uno sguardo realistico e disincantato sull’adolescenza, un film che, pur avendo vinto il premio per la regia al Torino Film Festival, passò in Italia generando nelle sale il consueto disinteresse di massa – favorito, come logica vuole in questi casi, dalla pessima distribuzione. La schivata, seconda regia del talentuoso tunisino Abdellatif Kechiche (Tutta colpa di Voltaire, premio Opera Prima a Venezia 2000 - Cous cous, 2007) è un’opera di viva potenza espressiva, che indaga l’adolescenza al margine delle banlieu parigine evitando tutti i possibili stereotipi del caso, al contrario partendo da un punto di vista che, attraverso...CONTINUA...

Morici Claudio

La terra vista dalla luna

“Tutti questi zainetti, Antonella, queste stanze di dormitorio, tradizioni del posto, calzini sporchi, e-mail, lingue diverse, birrette, libri in prestito, mercati… Tutte cazzate, te lo ripeto: la famosa ‘gente da tutto il mondo’, come immaginavo, non esiste. I cinesi? Dove li metti i cinesi, Antonella? E hai mai incontrato in ostello un iraniano? E pensa all’Africa quanto è grande… L’hai mai visto uno del Burundi fare l’autostop in Bolivia? Eccola la tua gente da tutto il mondo: i paesi dominanti, le economie forti, i figli giocherelloni dei colonizzatori.” (pp.10-11) La terra vista dalla luna, dagli occhi di...CONTINUA...

Potok Chaim

L’arpa di Davita

“L’arpa di Davita” è, in sintesi, un romanzo di formazione. Presenta, infatti, il percorso di maturazione ed evoluzione umana e spirituale che porta la protagonista, Ilana Davita, una bambina di otto anni, ad una maggiore consapevolezza di sé e del mondo. Ilana Davita, grazie alle precoci letture, alle esperienze personali e familiari e alla scoperta della scrittura, passa dall’età infantile a quella adolescenziale, attraversando anche uno dei periodi più difficili del Novecento, quelli che vanno dalla fine degli anni trenta e i primi anni quaranta. Ilana Davita vive negli Stati Uniti con i suoi genitori. La madre, Channah, è un’ebrea originaria di una cittadina polacca, vittima di uno dei...CONTINUA...

Gentile Emilio

La via italiana al totalitarismo

Il saggio di Gentile propone un’interpretazione poco consueta del fascismo visto come esperimento totalitario messo in atto da un partito milizia, il quale, per imporre il primato della politica su ogni altro aspetto della vita individuale e collettiva, tese ad estirpare, sin dalle radici, la democrazia liberale dalle istituzioni e dalla cultura del nostro paese. Frutto di ricerche sull’ideologia e strutture organizzative del fascismo, il libro si compone di due parti complementari: lo scopo è offrire al lettore un possibile equilibrio fra la discussione storiografica e l’indagine storica. La prima parte presenta una rassegna delle interpretazioni in merito alla natura e alla storia del partito...CONTINUA...

Romero George Andrew

Martin. Director’s cut

Il geniale George A.Romero, tra i maestri indiscussi dell’horror, ha visto progressivamente scemare le sue fortune nel mondo di celluloide non tanto per una crisi creativa, quanto per il voltafaccia delle major americane, influenzate da un’opinione pubblica mai troppo benevola nei confronti del regista e sceneggiatore newyorchese – problemi simili a quelli che da noi ebbe Lucio Fulci, senza voler proporre alcun paragone di notorietà e né artistico, se non di genere, tra i due registi. Il genio e la visionarietà di Romero, ci raccontano le cronache, furono molto precoci: grazie alla sua passione per la letteratura, i fumetti di fantascienza e la macchina...CONTINUA...

Reiner Rob

Stand by me. Ricordo di un’estate

Il cinema del riflusso, caratteristico degli anni Ottanta, a dispetto dell’appellativo che indica palesemente un’epoca di disimpegno rispetto al cinema politico-sociale delle decadi immediatamente precedenti, ha partorito opere tutt’altro che disprezzabili, andando spesso a indagare la fanciullezza e l’adolescenza in modo più libero e più attento alle dinamiche interiori, psicologiche, trovando anche diversi modi di rappresentazione e centrando quasi sempre l’attenzione sui percorsi formativi dei giovani protagonisti. Se certamente restano impresse nella memoria le opere fantasy, come La storia infinita, Labyrinth, E...CONTINUA...