Pamuk Orhan

Il mio nome è rosso

Istanbul, anno 1591. Un uomo è stato ucciso e gettato in un pozzo. E’ lui a raccontarci la propria morte nel primo capitolo del libro. Raffinato Effendi, questo il suo nome, lavorava come miniaturista. Il suo compito era quello di realizzare le splendide dorature che arricchiscono gli eleganti e preziosi libri del Sultano. Ma chi lo ha ucciso? E perché lo ha fatto? Con questo misterioso omicidio Pamuk apre quello che forse è il suo romanzo più celebre. La sensazione è che l’autore abbia voluto tingere di giallo la vicenda narrata solo per renderla più intrigante agli occhi del lettore. In verità “Il mio nome è rosso” è soprattutto l’abile descrizione di una serie di tradizioni artistiche ormai...CONTINUA...

Moretti Nanni

Sogni d’oro

Come l’illustre predecessore Françoise Truffaut, Nanni Moretti sviluppa, nella prima parte della sua carriera, un alter ego di celluloide, un personaggio che si evolve in più film, un ventenne nell’Italia del riflusso ideologico e della conseguente crisi morale e culturale. Siamo tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, tempi di grigiore assoluto anche per il cinema nostrano, che ebbe comunque modo di partorire nuovi autori comici in grado di imperversare sugli schermi per tutto il decennio con notevole successo di pubblico. Confuso erroneamente tra loro, il romano d’adozione Nanni Moretti, alias Michele Apicella, è l’intellettuale, quello...CONTINUA...

Almodovar Pedro

La mala educacion

Dopo aver incantato pubblico e critica con le sue due opere a più ampio respiro (Tutto su mia madre, Parla con lei), nel momento più alto della sua brillante carriera Pedro Almodovar portò sul grande schermo un lungometraggio a cui aveva lavorato per circa un decennio. Probabilmente il suo film più sofferto, dalle suggestioni vagamente autobiografiche, La mala education non incontrò il favore della critica e né tanto meno quello del pubblico. In particolar modo per la distanza evidente, nei toni e nei contenuti, rispetto alle opere poco sopra citate, senza dimenticare l’intenso e vibrante Carne Tremula, pellicola immediatamente...CONTINUA...

Maurensig Paolo

Vukovlad. Il signore dei lupi

“Lei crede nella potenza del Male?”. Tutto parte da questa domanda inaspettata rivolta proprio a Maurensig. L’espediente letterario di un incontro fortuito e di una testimonianza raccolta e riportata per iscritto: “Vukovlad. Il Signore dei lupi” altro non è che il racconto di un racconto. Maurensig è ospite di un convegno di saggisti e romanzieri presso Capri. In tale occasione ha modo di essere avvicinato da un’anziana coppia di coniugi. Lei è un’impiegata statale in pensione, lui è Emil Ferenczi, un architetto ultra ottantenne che, da giovane, durante la Seconda Guerra mondiale, militava nell’esercito polacco. E’ proprio a quel periodo che risale un’esperienza che è al limite dell’inspiegabile...CONTINUA...

Crowe Cameron

Quasi famosi

Quattro anni dopo la nomination all’Oscar ottenuta per la regia di Jerry Maguire, e un anno prima dell’uscita nelle sale del remake del film dello spagnolo Amenabar Apri gli occhi (nella versione hollywoodiana affidata a Crowe prese il titolo Vanilla Sky), lo sceneggiatore regista e produttore Cameron Crowe portò sul grande schermo una pellicola quasi autobiografica che racconta la storia di un ragazzo di 15 anni, nei primi anni Settanta, immerso nel mondo magico del rock, al seguito del tour di una band emergente della quale avrebbe dovuto scrivere un pezzo per il celebre magazine Rolling Stone. Vicenda...CONTINUA...

Medem Julio

Gli amanti del Circolo Polare

Julio Medem, regista, sceneggiatore e scrittore di San Sebastian, è forse poco noto oltre i confini della Spagna e la cerchia dei cinefili, nonostante un indubbio senso del cinema - e un amore dichiarato per la settima arte: come tanti grandi registi, Truffaut su tutti, prima che regista fu critico cinematografico - e una originale capacità narrativa. Vinto il Goya (l’equivalente del nostro David di Donatello) con la sua opera prima, Vacas (1992), conquistò l’attenzione internazionale quattro anni dopo con Tierra, per poi consolidare la sua produzione artistica con due opere - più affini tra loro di ciò che una prima visione lascerebbe...CONTINUA...

Nolan Christopher

Il cavaliere oscuro

Ci eravamo lasciati con l’opera che ne raccontava la genesi, con molte licenze rispetto al fumetto senza perdere di vista però quell’elemento che ha reso Batman uno dei fumetti più fascinosi della DC Comics: il lato oscuro. L’eroe della notte, della tenebra, che come marchio porta con sé il proprio incubo primordiale: il pipistrello. E il pipistrello evoca la notte più buia, nell’inconscio di ognuno di noi, quella del vampiro. Certo Batman non è un vampiro, ma come un vampiro abita la notte, è una creatura del buio, dell’ombra, quasi infero. Non proprio le stimmate del classico supereroe, a ben guardare. Nolan, rispetto alla pur geniale ma più ludica – espressionista...CONTINUA...

Yehoshua Abraham

Il responsabile delle risorse umane

“Passione in tre atti”. Questo il sottotitolo del libro di Yehoshua. Gli atti di una “passione” che si fa viaggio, espiazione e pellegrinaggio esistenziale. La vicenda muove dal senso di colpa. Gerusalemme. In un giornale locale sta per uscire un articolo in cui si accusano i responsabili di una grande azienda di mancanza di umanità: il cadavere di una donna, deceduta a seguito di un attentato kamikaze, priva di documenti, a parte il cedolino aziendale, è abbandonato nell’obitorio dell’ospedale da alcuni giorni senza che nessuno, sul luogo di lavoro, si sia accorto della sua assenza. L’anziano direttore della ditta chiede spiegazioni al responsabile delle risorse umane. Lui dovrebbe sapere...CONTINUA...

Domingo Placido

Canciones de Amor

Operazioni discografiche come “Canciones de Amor” sono molto più difficili da recensire di quanto si possa pensare. Dove si tratta di crossover o di incursioni di lirici nel pop (e sciaguratamente anche l’inverso) capita che non sia soltanto il prodotto musicale ad essere sconfortante.  Sconfortanti lo sono anche le cosiddette analisi dei commentatori: ognuno ha il suo campo d’azione e gli sconfinamenti sono spesso motivo di grandi cantonate. Basti l’espressione “possente” scritta da Luzzato Fegiz riguardo il pur bravo e vocalmente esile Bocelli (nel suo campo melodico meticciato) per capire che spesso si va fuori strada. Motivo per cui starò sulle generali riguardo “Canciones de amor”, raccolta...CONTINUA...

Hartman Johnny

Waltz for Debby

Ci voleva il vecchio Callaghan Clint Eastwood, la cui competenza nel campo del jazz è nota e certificata, per dissotterrare dalle nebbie dell'anonimato Johnny Hartman: qualcuno di voi ricorderà "I Ponti di Madison Country", dove a fare da colonna sonora alle paturnie amorose dei due frollati, c'era proprio il nostro cantante di colore. Un omaggio postumo (Hartman era morto 12 anni prima l'uscita del film) che in parte ha compensato quella colpevole indifferenza dei media e delle case discografiche, tale da farne un artista apprezzato solo da un ristretto numero di cultori della musica black. Non è facile conoscere la vita e la carriera di Hartman, almeno qui in Italia: provate a consultare...CONTINUA...