Mariotti Alessandro

Mircea Eliade

“Forse mi spingo troppo oltre, ma ho ogni motivo di credere che nel suo inconscio metta i libri al di sopra degli dèi. Più che a questi vota un culto a quelli. In ogni caso, non ho incontrato nessuno che li amasse quanto lui”. Cosi si espresse Emil Cioran, nei suoi Esercizi d’ammirazione, a proposito dell’amico e compatriota Mircea Eliade. Già questa breve e significativa affermazione ci dà la misura del rapporto tra Eliade e la letteratura, il quale trascende la natura meramente fisica per palesarsi al lettore di questa interessantissima biografia come unione metafisica, spirituale. Ogni gesto, ogni azione, la natura...CONTINUA...

Hosoda Mamoru

La ragazza che saltava nel tempo

Finalmente è arrivato anche da noi in Italia, sia pure solo in dvd e in edizione limitata, un lungometraggio animato made in Japan che ha fatto incetta di premi in diversi festival,  non tutti rigorosamente di genere. La ragazza che saltava nel tempo, diretto da Mamoru Hosada, noto per la regia della fortunata serie dei Digimon, è un’opera agile e scorrevole e tipicamente adolescenziale, ma dai risvolti imprevedibili e dal retrogusto dolcemente malinconico. È la storia di Makoto, liceale un po’ svagata e indifferente al succedersi degli eventi, catapultata improvvisamente in una dimensione temporale immediatamente precedente a quella vissuta. Il...CONTINUA...

Carver Raymond

Vuoi star zitta, per favore?

A volte capita: compro un libro solo perché incuriosita dal titolo. E’ accaduto anche nel caso di “Vuoi star zitta, per favore?”. Non avevo mai sentito parlare di Raymond Carver. Ho semplicemente iniziato a leggere i ventidue racconti che compongono il libro. L’impatto è stato sorprendente. Il primo racconto si intitola “Grasso”. Mi ha stupito, fin da subito, la scrittura di Carter. Detto in maniera brutale: scrive come si parla. I dialoghi sono il punto forte di ogni racconto. E i personaggi parlano esattamente come parlerebbe chiunque nella vita reale. Non c’è la formalità, la compostezza, la regolarità di un testo scritto solamente per essere letto. Lo spettro è più ampio ed imperfetto...CONTINUA...

Forni Marco

Momenti di vita

Il passato di un popolo foggia il suo presente, ne costituisce le radici ultime e profonde e dunque non può e non deve essere dimenticato, pena la perdita della propria identità. Ricordare non significa rimanere prigionieri di un passato di fatica, di povertà e di sofferenze ormai soppiantato da un presente denso di benessere, ricordare è essere consapevoli di sé, di quale strada si sta percorrendo e di quale direzione intraprendere. Il ricco e documentatissimo libro di Marco Forni si colloca in...CONTINUA...

Schneider Helga

Il rogo di Berlino

Dopo la nascita di mio fratello Peter, mia madre scoprì di aver sbagliato carriera. Ben presto si convinse che servire la causa del Führer fosse più onorevole dell’allevare i propri figli; così ci abbandonò entrambi in un appartamento di Berlin-Niederschönhausen e si arruolò nelle SS. Era l’autunno del 1941 e le forze tedesche se la passavano male sul fronte russo. Così si interrompe l’infanzia di Helga Schnider. Era il 1941 e lei aveva solo 4 anni. “Il rogo di Berlino” racconta una doppia tragedia, quella della piccola Helga e quella della città di Berlino. E’ in corso la II Guerra Mondiale e la città tedesca è oggetto di continui attacchi aerei. I civili sono costretti a scappare...CONTINUA...

Sorrentino Paolo

Il divo

C’è chi lo chiamava Belzebù, pur se egli si rimetteva a Dio, rifuggendo la logica del caso. C’è chi lo ha chiamato in molti modi, spesso antitetici nel significato. C’è anche chi lo ha amato sinceramente, seppur strano, e discretamente se ne prendeva cura. C’è chi lo ha odiato profondamente, perché simbolo del malaffare, dei sincretismi bui e dalle conseguenze dolorose tra poteri dello Stato e poteri occulti. Difficile attraversare tutto il tempo dell’Italia repubblicana, dai suoi albori al suo declino morale, ideale e spirituale, restando sempre identico a se stesso. Una figura gommosa, che più la manipoli e più ritorna la stessa: ci si stanca di lottare contro...CONTINUA...

Hornby Nick

Tutto per una ragazza

“Non è che a un certo punto le cose fra me e Alicia abbiano cominciato ad andare male. Smisero solo di andare bene come prima. Non saprei spiegare perché. Semplicemente una mattina mi svegliai e i miei sentimenti erano cambiati. (…) Dov’erano finiti? Era un po’ come se avessimo avuto davanti a noi un piatto strapieno e avessimo mangiato tutto in un lampo, e non era avanzato niente. Forse è cosi che le coppie resistono: evitando di abbuffarsi. Sanno che quel che hanno deve durare a lungo, cosi lo centellinano. Anche se spero che la ragione non sia questa. Spero che, quando due persone stanno bene insieme, sia come se qualcuno continuasse a riempirgli il...CONTINUA...

Bodrov Sergej

Mongol

Tra storia e mito, epopea e leggenda il regista russo Sergej Bodrov, autore incline al fiabesco adulto (Il bacio dell’orso, opera trascurabile) e al drammatico velato di fiaba surreale (Il prigioniero del Caucaso, assolutamente da riscoprire), porta sul grande schermo la vita dello straordinario guerriero mongolo Gengis Khan (1162 -1227), dall’infanzia fino alle soglie della gloria. Ispirato dal poema La storia segreta dei Mongoli, ma anche da La leggenda della freccia nera, libro dello storico russo Lev Gumilev, Bodrov sceglie per un’opera dall’ampio respiro e dai toni elegiaci, andando quasi totalmente in opposizione alla storiografia...CONTINUA...

Salvatores Gabriele

Denti

A tre anni dal fantascientifico Nirvana (1997), film curioso, non del tutto riuscito e lontano dai kolossal hollywoodiani di genere, Gabriele Salvatores partorì la sua opera più inquieta, simbolica e sperimentale, a tratti decisamente più visionaria del lungometraggio precedente. Denti, tratto dall’omonimo testo di Domenico Starnone, è un viaggio sovente allucinato con copiose digressioni nell’onirico, alla ricerca di un mistero fisico che ne nasconde uno esistenziale: l’origine e la natura di due abnormi incisivi sviluppatisi nella bocca di un bimbo, Antonio, il quale sin dalla giovanissima età aveva interiorizzato questa realtà come una fonte d’angoscia esistenziale e come...CONTINUA...

Messina Antonio

Dissolvenze

  Figure femminili evanescenti e danzanti compaiono in liriche d’amore, di omaggio, di evocazione: è la nuova raccolta poetica di Antonio Messina, dove troviamo voci e tematiche già presenti nella sua narrativa e qui sviluppate con altro tono. La musicalità prevale e insistito è l’uso di una tecnica anaforica che segna il ritornare del tema, dell’immagine, nel desiderio di trattenerla prima della dissolvenza finale. CONTINUA...