McGrath Patrick

Follia

“Mami, non vedi che sto annegando? Certo tesoro, certo che lo vedo, sto venendo ad aiutarti, non aver paura, amore, mamma ti aiuterà, mamma non ti lascerà annegare! Urlava Stella, ma a chi? Chi mai poteva sentirla? Nessuno; la sua voce echeggiava sotto una volta piena di ombre, e non c’era nessuno a risponderle, nessuna presenza amica usciva dal buio per prenderle la mano, e rassicurarla, e dirle che andava tutto bene, era stato solo un sogno”. (p.272) Per certi versi un romanzo agghiacciante. Follia, forse l’opera più nota e fortunata dell’inglese Patrick McGrath, sceglie da subito una forma di narrazione inusuale...CONTINUA...

Comencini Luigi

Lo scopone scientifico

Considerato uno dei maestri della commedia all’italiana, Luigi Comencini, deceduto da pochi mesi, fu attivo già dal primissimo dopoguerra, trovando lustro e notorietà con la mini saga del Pane, amore e… (il primo film è del 1953, il secondo lo segue a ruota di un anno). Ma aggiungerei di più, in quanto si può ben affermare che le due opere dirette da Comencini siano state le pellicole d’ingresso al lungo e fortunato filone della commedia all’italiana, genere davvero ispirato fino alla metà dei Settanta. Il regista di Salò fu sempre molto prolifico e partorì, a distanza di un abbondante decennio l’una dall’altra, due opere rimarchevoli che si possono...CONTINUA...

Buzzati Dino

Bàrnabo delle montagne

“Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella Valle delle Grave, detta anche la Casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta”. (p.21) Tutt’attorno ”le bianche ghiaie che fasciano le montagne”....CONTINUA...

Manfredi Nino

Per grazia ricevuta

Già noto e celebrato per aver lavorato con tutti (o quasi) i grandi registi della commedia all’italiana (Magni, Risi, Scola, Loy, Comencini, Festa Campanile, Wertmuller), l’eclettico Nino Manfredi, attore rimasto nell’immaginario di un Paese intero ad oramai tre anni dalla dipartita (al pari degli altri grandi colleghi andati: Gassman, Sordi, Tognazzi, Mastroianni), si cimentò per la prima volta con la regia regalando al pubblico una commedia agrodolce che, attraverso una storia tipicamente italiana, a tratti grottesca ma assai verosimile...CONTINUA...

Buzzati Dino

Il segreto del bosco vecchio

Un grande e antichissimo bosco montano: il Bosco Vecchio, luogo suggestivo e misterioso, popolato da geni, da animali parlanti, visitato da venti con un loro temperamento. Il secondo romanzo di Buzzati è una favola fascinosa ed evocativa, che lascia spazio all’immaginazione e richiede adesione, lavoro di fantasia, perché solo chi ha mente disponibile e sgombra può riuscire a sentire dentro di sé le musiche straordinarie che il vento Matteo sa trarre dagli alberi del Bosco Vecchio col suo soffio. “CONTINUA...

Crispino Armando

Macchie solari

Ecco un nome che sicuramente vi dirà nulla o quasi, Armando Crispino, regista poco prolifico che trovò il suo maggior periodo d’ispirazione nella prima metà dei Settanta grazie a due thriller a loro modo geniali: L’etrusco uccide ancora (1972) e Macchie solari (1975). Proprio di Macchie solari ci occuperemo nella nostra analisi, non dimenticando che il regista piemontese, prima di darsi al thriller, aveva sondato tutt’altro genere, la commedia (Faccia da schiaffi – 1969). Crispino, ad oggi, in epoca di rivalutazione del B-movie dei Settanta-Ottanta, sembra assolutamente dimenticato, caduto in un incomprensibile oblio della memoria critico-cinematografica...CONTINUA...

Di Leo Fernando

Avere vent’anni

Nell’ arco di vent’anni, tra il 1964 e 1985, Fernando Di Leo, ottimo artigiano del cinema nostrano, si è districato abilmente tra i generi restando nell’immaginario degli spettatori per pellicole come Milano calibro 9 e La mala ordina, due polizieschi violenti che lo imposero all'attenzione del pubblico e di parte della critica. Egli lasciò di suo anche una notevole traccia sullo spaghetti western, collaborando al soggetto e alla sceneggiatura dei due primi Leone (Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più), nonché ad alcuni lavori di Tessari (tra gli altri, Una pistola...CONTINUA...

Petroni Giulio

Tepepa

L’epoca dello spaghetti western è stata non lunghissima ma intensa e prolifica, ha partorito opere che incontrarono il gusto degli italiani e non solo, andando a solleticare l’attenzione di altre cinematografie occidentali e orientando non poco il cinema orientale di genere degli ultimi venti-venticinque anni. Tra le opere da esportazione di maggiore interesse indubbiamente c’è Tepepa, del bravo Giulio Petroni (Non commettere atti impuri, Crescete e moltiplicatevi, Da uomo a uomo, La vita qualche volta è dura, vero Provvidenza?), pellicola uscita nel caldo Sessantotto che intreccia, come farà anche...CONTINUA...

Sorrentino Paolo

L’amico di famiglia

Davvero difficile dare una valutazione complessiva dell’ultimo film di Paolo Sorrentino, già salito alla ribalta per il precedente e premiatissimo Le conseguenze dell'amore. Difficile perché l’opera in questione, presentata a Cannes lo scorso anno con pessima accoglienza della critica, è stata rimontata e dunque proposta, qualche mese dopo il passaggio alla Croisette, al pubblico delle sale italiane. Che non ha gradito altrettanto. Difficile perché solo alla seconda visione della pellicola, a distanza di tempo, ne sono riuscito a cogliere la complessità strutturale, tecnica e artistica, a dispetto di una storia che ha continuato a non convincermi. Una storia che ha del...CONTINUA...

Viola Monica

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

Ho letto questo romanzo perché me l'ha consigliato un'amica. Tra l'altro, un'amica che è in Vibrisselibri. Me lo sono scaricato e l'ho letto. Nonostante avessi chilometri di pregiudizi. E pure curiosità. Curiosità. Non leggo molti libri di donne, sono in netta minoranza nelle mie letture, senza che ci sia in effetti un motivo particolare, ogni volta che mi è capitato di leggerne sono rimasto ben soddisfatto da quel che avevo letto, solo che entrando in libreria, e alla fine trovandomi a scegliere, ecco che scelgo un qualche autore, e non una qualche autrice. E dire che per qualche tempo mi sono letto la Yoshimoto, forse l'unico caso, per me, di lettura femminile che si è ripetuta...CONTINUA...