Bier Susanne

In un mondo migliore

Dopo la poco convincente parentesi americana con Noi due sconosciuti, la cinquantenne regista e sceneggiatrice danese Susanne Bier torna in patria con un film pensato e costruito appositamente per concorrere nelle rassegne festivaliere. In un mondo migliore è, in effetti, il classico film a cui la critica non rimane insensibile, sia per i temi trattati che per il ritorno a un cinema indipendente che porta ancora con sé qualche traccia del Dogma e del maestro Lars von Trier. È un film a tesi, peraltro ben strutturate, sull’inevitabilità della violenza e della vendetta quando scattano alcune dinamiche psicologiche che, secondo...CONTINUA...

Torres Maruja

Aspettatemi in cielo

Maruja Torres è una scrittrice e giornalista spagnola assai nota nel suo paese, ha collaborato a varie testate (“La prensa”, “Garbo”, “Fotogramas”, “Por favor”, “El Pais”) ed è nota per la sua acutezza e ironia corrosiva. Le edizioni Cavallo di FerroCONTINUA...

Allen Woody

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

Torna Woody Allen, con una commedia sentimentale che riprende alcune tematiche a lui care, sviluppate attraverso diversi registri narrativi del suo cinema più recente. E sorprendentemente - ma non poi tanto, a ben guardare - torna proprio a Londra, abbandonata da due film a questa parte e protagonista del filone più glaciale e pessimista (la trilogia Match Point, Scoop, Sogni e delitti) del regista newyorchese. Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, titolo volutamente beffardo e fuorviante - ancorché l’originale sia lievemente differente e dal sinistro retrogusto -, è una pellicola che sembra avere le componenti...CONTINUA...

Goldman William

La principessa sposa

“Non voglio dire che questo libro abbia un finale tragico, ho già detto nella prima riga che questo è il mio libro preferito. Ma c’è del brutto in arrivo, alle torture siete già preparati, ma c’è di peggio. E’ in arrivo la morte, ed è meglio che afferriate questo punto: muoiono le persone sbagliate. Siate pronti. Questa non è una storiella”. Quando William Goldman si inserisce nel bel mezzo della narrazione per dirci queste parole, appare del tutto evidente quel che molti lettori, arrivati a questo punto, probabilmente presagivano. Ovvero che la fiaba mutuata da S.Morgenstern, fantomatico narratore...CONTINUA...

Ozon François

Potiche. La bella statuina

Ispirata alla pièce teatrale di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, la nuova commedia del regista francese François Ozon, Potiche – La bella statuina, arriva in sala dopo aver incontrato il consenso sia di pubblico che di critica nella sua passerella al Festival di Venezia. Ambientata nel 1977, ma pensata con un occhio all’attualità politica di molti paesi occidentali nei quali le donne al potere cominciano a farsi largo (Hilary Clinton e Sarah Palin negli States, Angela Merkel in Germania, tanto per fare alcuni nomi), la pellicola di Ozon si concentra, in chiave divertente e farsesca, sull’emancipazione improvvisa...CONTINUA...

Cavalli Giulio

Nomi, cognomi e infami

Ha perfettamente ragione Gian Carlo Caselli quando nella prefazione di “Nomi, cognomi e infami” ci ricorda che la resistenza alle mafie parla molte lingue. Spesso ce lo dimentichiamo perché probabilmente, immersi nella propaganda e amnesie da disinformazione, non si sta troppo a sottilizzare. Importa semmai la sostanza di quello che viene raccontato, nella considerazione che la mafia prima che esercizio letterario, al di là degli stili e sensibilità, è un cancro della vita civile; e come tale va curata con tutte le medicine a disposizione. L’attore Giulio Cavalli ha appunto scelto ormai da anni di dedicarsi al “teatro civile”, per il quale è quasi imbarazzante parlare di interpretazione. In realtà...CONTINUA...

Matteoni Francesca

Tam Lin e altre poesie

Ma guarda scrivo di nuovo di poesia, e di nuovo di Francesca Matteoni. Scrivevo, delle poesie di "Artico", un anno e passa fa “Sono poesie che osservano le ferite, ne fanno uscire il sangue, quindi le disinfettano, e la pulizia brucia, ci brucia, ma è necessaria per guarirle.” e questo vale anche per quelle di questa raccolta. Una raccolta disomogenea, tenuta insieme dalla scrittura. Siccome parliamo, io e Francesca, e le dico le mie impressioni, tempo fa le dicevo, di questa raccolta, che era frammentaria, ogni poesia come una porta su di una stanza che lei ci permette di sbirciare dal buco della serratura. Come se ogni buco fosse uno squarcio su di un mondo, o per dirla con termini inglesi...CONTINUA...

Scandolin Matteo

E’ tutto qui

Storie di giovani, di amori, di alcool, storie di pendolarismo o di corse in autostrada da Venezia a Trieste, storie minime di vita quotidiana o di straordinaria follia, di tradimenti – dell’amore, dell’amicizia - di viaggi e di permanenza. “È tutto qui”, essenziale anche nel titolo, è una raccolta di racconti del veneziano Matteo Scandolin, classe 1982. Alcuni pezzi sono in versi, altri sembrano sperimentare la prosa, saggiarne le possibilità e le capacità. Già la citazione iniziale di Guccini ci aiuta...CONTINUA...

Zambon Eva

Hangover

My heart is broke but I have some glue / Help me inhale and mend it with you / We'll float around and hang out on clouds / Then we'll come down and I have a hangover, have a hangover / Have a hangover, have a hangover. Dumb, Nirvana.  Hangover è il termine anglosassone che cerca di definire quel particolare malessere post eccesso alcolico o di stupefacenti, che inquadra i postumi di una sbornia o quel fastidioso strascico che segue lo sballo. Hangover è anche il titolo del primo e unico romanzo della vicentina Eva Zambon, letterata che evidentemente non ha avuto la fortuna che...CONTINUA...