Categoria: campi di concentramento

Axellson Majgull

Io non mi chiamo Miriam

In un'intervista la scrittrice svedese Majgull Axellson spiega: "quello che è successo nei campi di concentramento è stato -a ragione- un'area proibita per i romanzieri. Non avrei scritto questo libro quindici o vent'anni fa. Ma oggi molti dei sopravvissuti sono già morti e credo sia giunto il momento, per noi romanzieri, di iniziare a raccontare le loro storie. Perché è una parte della storia d'Europa che non potremo mai permetterci di dimenticare"...CONTINUA...

Bruck Edith

Chi ti ama così

"Chi ti ama così" è l'opera prima della Bruck: "Ho cominciato a scrivere questo racconto autobiografico alla fine del 1945 in Ungheria, nella mia lingua. Ma durante la fuga in Cecoslovacchia persi il mio quaderno marrone che conteneva anche poesie scritte nell'infanzia e dedicate a mia madre. Ho cercato poi di riscriverlo più volte nei vari paesi dove sono stata. Solo a Roma, tra il 1958 e il 1959, sono riuscita a scriverlo fino in fondo in una lingua non mia". Edith Bruck è una sopravvissuta alla Shoah. E' nata in un piccolo villaggio ungherese che si trova tra l'Ucraina e la Slovacchia...CONTINUA...

Pahor Boris

Necropoli

La parola necropoli ha origine dall’unione di due termini greci: nekròs (morto) e pòlis (città). Nella Nécropole nationale de Struthof, come scrive Pahor, si trova “ogni francese diventato polvere nel mondo crematorio tedesco”. Perché il campo di concentramento di Natzweiler-Struthof è in territorio francese, in quella terra alsaziana che per qualche anno fu annessa al Terzo Reich. Ed è proprio in questa necropoli che l’ex deportato Boris Pahor, sopravvissuto allo sterminio, torna venti anni dopo, nel 1965. Il Lager, ormai...CONTINUA...