“Leggere questo libro è come succhiare lo stecco di un cremino”, ho scritto a Luca Tosi in un commento a caldo mentre ero in treno e avevo appena finito il suo ultimo romanzo “Oppure il diavolo”. Lui ha riso, e chi leggerà il libro capirà perché. Amaro e morbido al punto giusto, come il legnetto di un gelato mangiato con avidità, che poi rimani a succhiarlo provando quei brividi asciutti dell’attrito coi denti, non so se lo fa anche a voi.
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Oppure il diavolo
“Leggere questo libro è come succhiare lo stecco di un cremino”, ho scritto a Luca Tosi in un commento a caldo mentre ero in treno e avevo appena finito il suo ultimo romanzo “Oppure il diavolo”. Lui ha riso, e chi leggerà il libro capirà perché. Amaro e morbido al punto giusto, come il legnetto di un gelato mangiato con avidità, che poi rimani a succhiarlo provando quei brividi asciutti dell’attrito coi denti, non so se lo fa anche a voi.
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