Categoria: rubbettino

Centorrino Mario, David Piero

La Grillonomics

La leggenda narra che Il fattoquotidiano sia l’house organ dei 5 Stelle. Chi legge il giornale cartaceo e il blog diretto da P. Gomez sa che non è così, non fosse altro perché i cronisti del Fatto spesso sono stati oggetto di insulti da parte dei bimbominchia peppisti e perché hanno condotto le loro inchieste (vedi Marco Lillo in quel di Roma) senza guardare in faccia nessuno, pentastellati compresi. Anche Stefano Feltri, il vicedirettore, non le ha mandate a dire e proprio il 21 maggio 2017 ha pubblicato un articolo tutt'altro che benevolo:  “Reddito di cittadinanza, il M5S è fermo al 2013”. Feltri...CONTINUA...

XXIV Premio Berto 2016: Sergio Baratto, La steppa, Mondadori

Sergio Baratto, con il suo romanzo La steppa (Mondadori), ha vinto la XXIV edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto. La proclamazione è avvenuta ieri, sabato 2 luglio, a Capo Vaticano Ricadi, cittadina in cui è sepolto lo scrittore. Tra la cinquina di finalisti, che comprendeva anche Giovanni Fiorina, Masnago (Marsilio), Mauro Garofalo, Alla fine di ogni cosa (Frassinelli), Cristian Mannu, Maria di Isili (Giunti), Mimmo Rando, Omero al faro (Rubbettino), la giuria presieduta da Antonio D'Orrico ha ritenuto l'opera di Baratto meritevole...CONTINUA...

Fràsher Alberto

L’amara favola albanese

La lettura del libro di Alberto Fràsher, “L’amara favola albanese”, non lascia molti dubbi: è un’opera credibile, che racconta una realtà spaventosa e poco conosciuta. Rimane inevaso soltanto un interrogativo, quello che mi fa preferire di chiamarla “opera” e non in altro modo. In quarta di copertina leggiamo: “il libro, pur non essendo autobiografico, descrive eventi reali e trasformazioni degradanti di una società inizialmente serena e tranquilla”. Nel sito della Rubbettino invece: “Il libro, autobiografico, descrive la metamorfosi di una nazione che nell'arco di quarant'anni si è vista perdere...CONTINUA...

Farese Giovanni

Luigi Einaudi

Giovanni Farese l’ha scritto chiaramente nell’introduzione al libro: “è una biografia divulgativa, che può esser letta da tutti. Il rischio è duplice: che il volume risulti troppo facile per gli specialisti e troppo difficile per quanti non lo sono”. E’ vero che appena centoquaranta pagine non possono che rappresentare un’infarinatura un po’ sommaria sulla vita e le opere di un grande personaggio come Einaudi. Quel tanto però, come suggerito dallo stesso Farese, per poi acquisire strumenti e curiosità tali da volerne poi approfondire vita e opere, anche grazie alla bibliografia essenziale presente...CONTINUA...