Categoria: svezia

Axellson Majgull

Io non mi chiamo Miriam

In un'intervista la scrittrice svedese Majgull Axellson spiega: "quello che è successo nei campi di concentramento è stato -a ragione- un'area proibita per i romanzieri. Non avrei scritto questo libro quindici o vent'anni fa. Ma oggi molti dei sopravvissuti sono già morti e credo sia giunto il momento, per noi romanzieri, di iniziare a raccontare le loro storie. Perché è una parte della storia d'Europa che non potremo mai permetterci di dimenticare"...CONTINUA...

Premio Nobel Letteratura 2016 – Bob Dylan

Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2016. La comunicazione dell'Accademia Svedese che assegna il premio, con il motivo, "per avere creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana". Del Nobel per il menestrello del rock di Duluth si parlava ormai da anni, inserito in passato anche tra i favoriti, quest'anno sembrava non essere considerato, almeno dai siti specializzati. A Stoccolma invece hanno...CONTINUA...

Barghi Andrea, Bernacchioni Veronica

Laponia. Nature and Natives

“Immagini di Andrea Barghi, un fotografo in grado di stabilire un rapporto personale con i soggetti ritratti. Soggetti, si, perché essi sono sempre i protagonisti con i quali entra in dialogo e dei quali si pone in ascolto. E non è mai un dialogo in superficie. Egli cerca sempre di cogliere il mistero di ogni albero, animale o torrente che gli si fa incontro, la magia di ogni ambiente che lo accoglie. Perciò le sue foto visualizzano il libro: sono nate dallo stesso amore, sono documento di uno stesso atteggiamento di ascolto”. Così  scriveva il monaco camaldolese Salvatore Frigerio nella presentazione...CONTINUA...

barghi Andrea, Bernacchioni Veronica

The Wild Forests of Norrbotten

Ho qui davanti a me il bellissimo libro “The Wild Forests of Norrbotten” e devo confessare che ho qualche difficoltà a scriverne in maniera disinvolta. E non perché non abbia molto da dire. Semmai il contrario. Però quando vuoi  raccontare le pagine di un libro fotografico, pochi testi e tantissime immagini suggestive, allora il rischio è di risultare ripetitivo, forse un po’ banale, probabilmente stucchevole nel descrivere con le parole di “bello”, “emozionante” e quant’altro l’opera di Andrea Barghi. Quindi l’unico consiglio veramente spassionato che mi sento di dare ai curiosi e agli appassionati...CONTINUA...