Charlottec_/c_/BOOKMOBI   + MOBIc p @EXTHdMaria TortoraiLetteraturag

La Charlotte del titolo è Charlotte Salomon, pittrice ebrea tedesca deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove venne uccisa nel 1943, a soli 26 anni e incinta, in una camera a gas. Perché, ovviamente, …

j'Mer, 29 Nov 2017 12:48:46 +0100p*https://www.lankenauta.it/?p=12884eLankenautafCharlotte

La Charlotte del titolo è Charlotte Salomon, pittrice ebrea tedesca deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove venne uccisa nel 1943, a soli 26 anni e incinta, in una camera a gas. Perché, ovviamente, ai nazisti nulla importava di chi fosse Charlotte, di cosa avesse vissuto e sofferto, di quanto avesse amato dipingere e di quali sogni si portasse dentro. Ai nazisti bastava sapere che Charlotte era un’ebrea per decretarne la soppressione. Di Charlotte Salomon ci resta una memoria fatta di moltissimi dipinti e disegni, opere che ricordano un po’ Chagall, un po’ Klimt, un po’ Van Gogh. Il libro di David Foenkinos è una sorta di biografia poetica della giovane pittrice tedesca, un lungo racconto che ci descrive la vita di Charlotte e un po’ anche il suo modo di fare arte.

In un’intervista Foenkinos racconta il suo incontro con Charlotte Salomon: “Mi sono imbattuto per caso in Charlotte, visitando una piccola esposizione dei suoi quadri a Parigi. È stato uno choc emotivo. Per anni ho continuato a pensare a lei, a sfogliare il catalogo delle opere. L’ho citata in altri libri, era diventata un’ossessione. Ho visitato tutti i luoghi della sua vita, sono andato a Berlino dove nacque e studiò, a Villefranche sur mer, in Costa Azzurra, dove si era rifugiata e dove fu denunciata e arrestata. Ma non riuscivo a scriverne.” Poi però l’autore francese ha trovato il metodo a lui più consono per riuscire a scrivere di Charlotte ossia frantumando ogni frase, soppesando ogni parola ed ogni dettaglio fino a produrre prosa poetica. Gli a capo sono costanti ed ossessivi, sono la misura che ci restituisce il passo e lo stile di chi scrive. Una misura che, con il procedere della storia, può farsi stancante e vagamente opprimente. Sicuramente le pagine scorrono via velocemente, sicuramente la vicenda di Charlotte affascina ma tanto poetico spezzettare potrebbe rivelarsi, alla lunga, fuori luogo e persino un po’ tedioso.

L’esistenza di Charlotte, che David Foenkinos ripercorre con estrema precisione, è funestata da dolorose tragedie. Sembra proprio che nella sua famiglia materna ci sia una fortissima predisposizione al suicidio. Lei stessa, Charlotte, porta il nome della sorella di sua madre morta a soli diciotto anni buttandosi in un fiume. “Charlotte ha imparato a leggere il proprio nome su una tomba. / Non è dunque la prima Charlotte. / All’inizio c’era sua zia, la sorella di sua madre. / Le due sorelle sono molto unite, fino a una sera di novembre del 1913“. E non è questo il solo episodio. Anche la madre di Charlotte deciderà di uccidersi e lo stesso farà sua nonna, molti anni più tardi. Charlotte cresce con suo padre Albert, un facoltoso ed importante medico chirurgo, e con la donna che lui decide di sposare dopo la morte di sua moglie. Charlotte deve lasciare il liceo che frequenta un anno prima di diplomarsi a causa le leggi razziali che Hitler ha promulgato. La ragazza inizia a disegnare e sogna di entrare in Accademia, pur sapendo che, da ebrea, il suo sogno è difficile da realizzare. Inizia comunque a studiare. “Non riesce a esprimere i suoi sentimenti. / Ma la tecnica migliora. / Trova un compromesso fra la tradizione che ha appreso e gli autori moderni. Ammira profondamente Van Gogh, scopre Chagall. / Ha una venerazione per Emil Nolde, del quale ha letto questa frase: «Mi piace quando un quadro sembra essersi dipinto da solo». Naturalmente, adora anche Munch, oltre a Kokoschka e Beckmann. Ormai le interessa solo la pittura, è diventata un’ossessione“.

Nonostante le avversità, Charlotte entra in Accademia dopo aver conquistato e convinto Ludwig Bartning che riconosce in lei un autentico talento. È l’unica studentessa ebrea presente. Nel frattempo i nazisti mettono al bando e distruggono le “opere degenerate“, quelle di artisti come Marc Chagall, Max Ernst e Otto Dix. Charlotte non ha dubbi di sorta: lei sta con questi artisti. Ne apprezza il genio, ne ammira i lavori, ne studia i particolari. Desidera dipingere e vivere per dipingere. Studia quello che deve ma elabora presto un suo stile personale ed autentico.

Foenkinos ci racconta, passo passo, i particolari della vita di Charlotte Salomon tra cui il suo amore per Alfred Wolfsohn, maestro di canto della matrigna Paula. Lo stesso Alfred che spesso ricorre nei suoi dipinti e nei suoi disegni. Ma Foenkinos ci racconta anche la sua fuga dalla Germania, l’arrivo rocambolesco a Villefranche-sur-Mer, nel sud della Francia, e il grande affetto nato tra Charlotte e l’americana Ottilie Moore che ospitò la pittrice e, con lei, i suoi nonni, presso l’Ermitage, una bellissima villa sulle colline. Charlotte continua a dipingere anche in Francia fino al momento in cui viene portata via dai tedeschi assieme ad Alexander Nagler, il rifugiato tedesco sposato pochi mesi prima e da cui aspetta un figlio. Il treno che ha prelevato Charlotte arriva ad Auschwitz il 10 ottobre del 1943. Probabilmente Charlotte è stata mandata nella camera a gas immediatamente. Prima di essere arrestata, la pittrice aveva affidato le sue opere al fidatissimo amico Moridis, medico di Villefranche-sur-Mer. Successivamente il materiale è stato spedito negli Stati Uniti ad Ottilie Moore, la donna a cui “Vita? O Teatro?” è dedicato. La donna, dopo la guerra, restituisce tutto al padre di Charlotte, sopravvissuto dopo essere fuggito in Olanda. Il patrimonio di opere lasciato da Charlotte Salomon è stato dapprima affidato al Rijksmuseum di Amsterdam, successivamente, dal 1971, è passato al Jewish Historical Museum della stessa città, dove è tuttora conservato a cura della Fondazione Charlotte Salomon.

FLIS00 00 00 0800 4100 0000 00 00 00ff ff ff ff00 0100 0300 00 00 0300 00 00 01ff ff ff ffFCIS00 00 00 1400 00 00 1000 00 00 0100 00 00 0000 00 1c c400 00 00 0000 00 00 2000 00 00 0800 0100 0100 00 00 0039184007