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Non capita spesso di finire un libro e pensare “avrei voluto che fosse più lungo”. Q502 è uno di quei casi. Ci troviamo su Marte, 300 anni dopo il “Grande Esodo” che ha visto la razza …

j'Dom, 18 Mar 2018 18:21:38 +0100p*https://www.lankenauta.it/?p=13966eLankenautafQ502

Non capita spesso di finire un libro e pensare “avrei voluto che fosse più lungo”. Q502 è uno di quei casi.

Ci troviamo su Marte, 300 anni dopo il “Grande Esodo” che ha visto la razza umana abbandonare la Terra ormai non più abitabile e ricostruirsi una vita sul pianeta vicino che però è inadatto ad ospitarla. Per ovviare a questo “piccolo” inconveniente l’uomo ha escogitato una serie di strumenti come tute termiche, chip sottocutanei e respiratori, ma non solo, da generazioni ormai hanno cominciato a creare mutanti, modificandoli a seconda dell’occupazione alla quale sono destinati. Alcuni di questi sono stati dotati di poteri mentali, lavorano come “lettori” ed entrano nei pensieri degli abitanti per scoprirne i segreti in nome della sicurezza comune. Questo è forse l’elemento più “distopico” di tutto il libro.

Il resto dei mutanti sono quasi tutti destinati a lavori ben più umili e anche per questo occupano quella posizione di “diversi” e “pericolosi” che ogni società umana ha bisogno di far occupare a qualcuno, anche dopo aver cambiato pianeta. Negli ultimi anni Marte ha pure visto l’avvento di gruppi di estremisti contrari alla creazione o anche solo all’esistenza dei mutanti, uno di questi si chiama RO, Ritorno alle Origini e nel libro assistiamo ad uno dei suoi attentati: uomini armati attaccano un locale del centro città cercando di uccidere una famosa attivista per i diritti dei mutanti. Questo continuo gioco tra similitudini e differenze con la nostra società è molto interessante e dimostra un attento studio da parte dell’autrice, Sylvie Freddi, che riesce nel difficile compito di non scadere mai nel banale. Un esempio è il titolo del giornale con cui si apre il capitolo successivo all’attacco:” l’attentato di ieri è stato rivendicato dai matadori, ala estrema del gruppo RO…” Cambiano i nomi degli attentatori ma potrebbe benissimo essere un titolo dei nostri giornali.

Lo stile e la narrativa, con le dovute cautele, ricordano quelli di Asimov: anche la Freddi cerca di rendere il racconto più verosimile infilandoci dentro qualche dettaglio scientifico che dia più spessore e in questo si vede l’intervento di Laura Passeri, la sua amica biologa che ha partecipato alla stesura del libro. Che un romanzo di fantascienza si preoccupi di essere verosimile può sembrare un ossimoro ma se ci si pensa, leggere qualche complicato termine tecnico di cui magari non conosciamo appieno il significato cattura l’attenzione e aumenta la curiosità, insomma un libro può avere delle ottime basi scientifiche e allo stesso tempo far volare la fantasia. In questo Asimov era un maestro assoluto, anche perché lui stesso era uno scienziato ma anche la Freddi si difende bene e crea un mondo e delle dinamiche sociali che appaiono del tutto plausibili.

La trama gira intorno a Q502, una misteriosa bambina mutante scomparsa subito dopo la nascita e che sembra essere la custode di un segreto che cambierà per sempre la vita della popolazione marziana. Il punto di vista principale è quello di Dylan, detective privato la cui vita sembra arrivata ad un punto morto dopo una sofferta separazione dalla donna che ama. Dylan viene incaricato di trovare la bambina per conto di uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta e si rende subito conto “in che razza di guaio si era cacciato.” La trama si svolge rapidamente, conosciamo nuovi personaggi che fluttuano intorno a Dylan senza mai scalzarlo dal suo ruolo centrale e lo seguiamo in giro per la città e pure fuori, tra un colpo di scena e l’altro. In certi capitoli la narrazione si sposta su altri personaggi che poi incrociano la strada di Dylan e che ci aiutano ad avere diversi punti di vista sulla vicenda. Le ultime pagine arrivano fin troppo presto, rispondendo ad alcune domande sollevate dalla trama ma lasciandone molte altre senza risposta.

Come si è detto, il difetto principale di questo libro è proprio la sua brevità: si vorrebbe sapere di più di questo futuro a tratti distopico a tratti semplicemente fantascientifico, conoscere meglio i personaggi che vi si muovono, avere più dettagli sul Grande Esodo. Non si capisce se questa “fretta” sia stata una scelta dell’autrice oppure un taglio indiscriminato dell’editore. Ciò comunque non toglie che si tratti di libro molto scorrevole e che cattura fin dalle prime pagine. Lo stesso finale potrebbe preludere ad un secondo libro che magari esplori di più quest’universo narrativo e a questo punto spero proprio che arrivi. Consiglio Q502 agli amanti di Asimov e a chi vuole leggere un bell’esempio di fantascienza italiana.

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