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È un bel libro questo “All’ombra delle palme tagliate”, opera prima in campo poetico di Marino Magliani, pubblicato da Amos Edizioni nel marzo 2018. Poema, romanzo in versi o semplice silloge, le poesie qui presentate si …

j'Sab, 23 Giu 2018 14:40:17 +0200p*https://www.lankenauta.it/?p=14565eLankenautafAll’ombra delle palme tagliate

È un bel libro questo “All’ombra delle palme tagliate”, opera prima in campo poetico di Marino Magliani, pubblicato da Amos Edizioni nel marzo 2018.

Poema, romanzo in versi o semplice silloge, le poesie qui presentate si intersecano, si compenetrano, mostrano connessioni segrete, richiami costanti, rimandi. Si riecheggiano potentemente, si rispecchiano in una circolarità di temi.

L’autore scrive una poesia dal tono narrativo, che colpisce per la forza con cui il pensiero poetante si articola intorno al tema della terra, terra ligure in questo caso, essendo nato Marino Magliani in provincia d’Imperia.

La Liguria è la protagonista assoluta di questi versi, non raccontata nella sua versione cartolinata per turisti ma nella profondità delle sue radici, nella consistenza delle sue pietre, nella verità dei suoi panorami anche duri, le sue terrazze, i suoi carruggi, i motti e le espressioni dei suoi abitanti.

È un libro di ricordi anche, che non cade mai in uno sterile autobiografismo ma raggiunge la vertigine di un’oggettività stranita da reportage onirico.

Ricordi di un tempo più lento, prima che la meccanizzazione imprimesse all’agricoltura la sua velocità, il mondo poteva anche andare al ritmo di una falce (“Il tempo di lavoro dettato da una lama”) come nella poesia ad essa dedicata, dove si racconta proprio di un percorso nella memoria che porta alla constatazione finale di quanto sia difficile essere un bambino in questa società colpevolizzante.

Il dialetto, l’infanzia, il mondo agricolo, tutte cose di un passato che il poeta non ricorda tanto con nostalgia quanto con la freddezza necessaria ad affrontare il passare del tempo senza cadere nell’angoscia. Il mondo è cambiato e ha velocizzato la sua rotta ma Marino Magliani non rimpiange il buon vecchio tempo antico. Ne registra lucidamente la dissoluzione.

Una processione religiosa, un episodio di caccia, il racconto di una  pesca in riva al mare, la raccolta delle olive, amori ai tempi della guerra, gli attrezzi del vecchio mondo agricolo, tutto concorre a conferire a questo libro la forza di un vivo realismo, con versi concreti che raccontano la verità della terra ligure senza abbellimenti retorici.

Marino Magliani opera così una profonda riflessione sull’argomento delle nostre radici in quanto esseri umani. Implicitamente, com’è nella natura della poesia, riportando alla luce frammenti di mondi scomparsi, che pure sono la Storia ma che l’oblio cancella.

Contro questa cancellazione, la memoria. Contro questa dissolvenza, il poeta è potentemente attratto dal fondo della sua anima, dove riemergono intatte la radici.

In questi caso è la Liguria, che Marino Magliani racconta nella sua verità, nella sua bellezza, nella sua durezza e anche nel vuoto degli orizzonti politici, come nella poesia “Le parole per i muri”.

A questi versi si aggiungono i disegni di Sergio Biancheri che arricchiscono il testo e contribuiscono a fare di “All’ombra delle palme tagliate”  una lettura unica.

Ricchezza di temi, varietà di spunti, sobrietà dei toni, scrittura icastica ed espressiva, di cui l’autore sembra essere in totale controllo.

È un libro corposo di circa 160 pagine, dunque in controtendenza rispetto alle abitudini odierne dell’editoria di poesia che privilegia libri più esili, ma si legge con attenzione e interessi crescenti.

A dimostrazione che la poesia può essere appassionante quanto e più della narrativa.

La memoria qui è ciò che dobbiamo preservare contro le forze disgregatrici dell’onnipotente oblio:

“Solo affilando e consumando gli attrezzi, / come fa l’uomo che va in campagna/ le parole diventano la preghiera scoperta /dall’archeologo, se di ogni notte si conserverà /almeno/         la cenere. “

 

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