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Di solito ho in mano una matita, quando leggo un libro da recensire. Sottolineo passaggi da citare, annoto commenti… Così, anche quando è arrivato il momento di leggere Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells, mi …

j'Mer, 23 Gen 2019 11:26:45 +0100p*https://www.lankenauta.it/?p=16676eLankenautafLe straordinarie bilocazioni di Lily Bells

Di solito ho in mano una matita, quando leggo un libro da recensire. Sottolineo passaggi da citare, annoto commenti… Così, anche quando è arrivato il momento di leggere Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells, mi sono preparata un caffè, messa comoda, presa la matita. Peccato essere rimasta con la matita in mano per più di metà libro. L’autrice, Valentina Ferri, mi ha letteralmente tirata dentro questa storia. Sia per il personaggio proposto, curioso e per nulla scontato; sia per lo stile di scrittura, sofisticato ma al tempo stesso genuino, scorrevole, senza forzature, senza quei piccoli incagli che ti fanno uscire dalla storia per tornare al libro, alla matita.

Non ho preso appunti, quindi. Ma posso iniziare col dire che ci troviamo in Inghilterra, nella cittadina sudoccidentale di Bath. Tuttavia questa dolce, grottesca novella è la storia di ogni luogo. Giacché ovunque, in qualsiasi piccolo paese, in qualsiasi quartiere di qualsiasi grande città, ciascuno di noi non ha potuto evitare di confrontarsi con l’elemento caratterizzante di ogni realtà locale: il matto. Sì, proprio lui, il matto del paese.

Lily Bells parla da sola per ore allo specchio; prepara colazioni per bambini immaginari; si stringe i fianchi corpulenti in una guêpière la sera e immagina di volare come una circense; chiacchiera coi pipistrelli sotto la grondaia; immancabilmente nutre i gatti randagi; importuna i vicini con domande indiscrete e regali bizzarri; si porta sempre dietro una borsa piena di cose apparentemente inutili; ha incrollabili aspirazioni artistiche e talvolta legge libri. Tra questi, la biografia della religiosa Maria de Agreda, le cui esperienze mistiche ambientate nella Spagna del Seicento impressionano Lily al tal punto da farle spiccare il volo in viaggi istantanei verso epoche e luoghi sconosciuti, dai quali torna altrettanto istantaneamente, spesso con le gambe indolenzite, ritrovandosi dove poco prima si era addormentata, nella casa in cui vive sola. È sola infatti, Lily. Perché spesso sono sole queste persone. Ma non è una solitudine amara. Lily Bells sembra essere felice, sospesa in questa dimensione al confine tra reale e immaginario. Si rispetta, si prende cura di sé amorevolmente. Anche quando viene reclusa in un seminterrato, trova il modo di prepararsi un brodino consolatorio, di crearsi un accogliente giaciglio per riposare, inventa originali passatempi per rendere gioioso il suo tempo d’attesa. E attende, con granitica fiducia, che qualcuno arrivi a salvarla dal guaio in cui è finita per aver visto troppo. In questa storia, infatti, ci scappa il morto.

Ed è qui che ho dovuto interrompere la lettura, per tornare alle incombenze del quotidiano. La signorina Bells però mi è rimasta attaccata addosso, me la sono portata a fare la spesa, a ritirare i soldi in banca, me la sono portata in giro fino al giorno dopo, quando ho ripreso in mano il libro, questa volta però senza la matita.

Eravamo arrivati al morto. Si tratta del classico cadavere nel pozzo. Valentina Ferri però non ci tiene a scrivere un giallo, non fa mistero di chi sia il colpevole. Il focus non sta nella suspense, nell’investigazione del fatto delittuoso, ma tutto nel personaggio: questa sorta di antieroe al femminile, che si può leggere anche come metafora della donna libera, sola e felice al di fuori di canoni e convenzioni. Anche se, personalmente, ho preferito leggervi l’ambiguità della malattia mentale, il contrasto fra la drammaticità di questa condizione e lo spirito parodistico, leggero, ma non superficiale, nel quale la scrittrice immerge il personaggio.

Attorno alla nostra protagonista si avvicendano, oltre a gatti, piccioni, pipistrelli e bambini immaginari, anche personaggi singolari e dalle caratteristiche zoomorfiche, per citarne alcuni: Mr. Fox che somiglia a una volpe; Mrs Panthy che ricorda una pantera; Mrs Oinky ha qualcosa del maiale… sono i vicini di casa, pazienti compagni d’avventura.

Quella di Valentina Ferri è una fiaba traboccante di buoni sentimenti, seppur condita da una discreta dose di tragica ironia, una storia dolce-amara, dal finale forse un po’ troppo volutamente naïf, ma glielo si perdona per averci regalato una tal piacevole lettura.

Molto curati anche l’editing e il progetto grafico del libro. Curiose illustrazioni all’inizio di ogni capitolo e il bel disegno in copertina di Hanna Suni rendono questa edizione originale e piacevole anche dal punto di vista estetico e mostrano l’attenzione con cui L’Iguana Editrice ha voluto valorizzare il lavoro di questa autrice.

Il libro viene presentato come il primo di una serie, che vedrà Lily Bells alle prese con nuove avventure. Una sfida non da poco per Valentina Ferri. Riuscirà la sua eroina a reggere le aspettative di intrattenimento di una serie senza rischiare di cadere nella monotonia? Per saperlo non resta che attendere la prossima avventura.

 

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