Si tratta senza dubbio di un bel libro, senza tante pretese, semplicemente una storia interessante, scritta bene e di facile lettura, con personaggi ben costruiti e situazioni intriganti.

Ci troviamo nella campagna inglese del primo Dopoguerra, Westerbridge è un sonnacchioso villaggio abitato soprattutto da contadini dove il pettegolezzo è lo sport principale e la vita prosegue immutata stagione dopo stagione.

Protagonista è la diciassettenne Shriley Fern, che narra in prima persona la vicenda. Shirley sta per finire la scuola, è una delle allieve più brillanti della sua classe e vorrebbe continuare gli studi presso un collegio nella città vicina per diventare così insegnante, il suo sogno infatti è formare la prossima generazione d’inglesi, la prima dopo il massacro della guerra. I suoi sogni però sono in conflitto con le aspettative che tutti hanno per lei: sposare qualcuno del villaggio, ereditare e gestire la grande fattoria di famiglia, fare figli, vivere una vita rispettabile.

Oltre a questo Shirley ha pure un altro problema: ama il suo professore, il signor Tiller, un veterano di guerra sul quale però girano strane voci, sembra infatti che sia tornato dal fronte con delle bizzarre ferite che ne hanno minato la salute. Proprio Shirley riuscirà a scoprire di cosa si tratta e qui entra in scena la componente fantascientifica del libro e che il lettore non si aspetta dopo i primi capitoli. Leggendo queste prime pagine infatti vengono in mente i grandi classici della letteratura britannica, uno su tutti “Cime Tempestose” e forse è anche grazie a questo rimando ai classici che la svolta risulta così inaspettata. Un esperimento ardito, che avrebbe potuto rivelarsi disastroso (i più coraggiosi possono provare a guardare il film “Orgoglio, Pregiudizio e Zombie” per capire cosa intendo) ma che invece qui viene gestito magistralmente.

Le rivelazioni del professor Tiller porteranno Shirley a fare esattamente l’opposto delle sue intenzioni iniziali e cioè a sposare Daniel, il figlio di un altro fattore del villaggio, un matrimonio conveniente per tutti. La vicenda poi avrà una svolta ancora più inaspettata.

Punti di forza del libro sono l’accurata riproduzione del villaggio, dei suoi personaggi e dell’atmosfera di continuo controllo che la società nel suo insieme porta nei confronti dei suoi membri, come dice il reverendo rivolgendosi proprio a Shirley: “siamo a Westerbridge ragazza mia. Hai dimenticato con quanta velocità si diffondono le notizie da queste parti? Persino quelle che non si vorrebbero sapere?”

Forse l’inizio del libro potrebbe sembrare lento e sonnacchioso, ed effettivamente l’azione avviene prevalentemente nella seconda parte ma si tratta più di una graduale accelerazione tra l’altro molto ben gestita a livello narrativo.

L’autrice, la britannica Aliya Whiteley, si sta affermando sempre più come un’ottima scrittrice di romanzi e questo libro dimostra come la fama sia meritata, sicuramente un’autrice da tenere d’occhio.

Consiglio questo libro agli appassionati dei grandi classici della letteratura britannica e a quelli di fantascienza, un accostamento come detto, sicuramente azzardato, ma che in questo libro trova un suo senso compiuto.