Bisogna stare a tenti a leggere bene il titolo di questo libro, non è “Il Violinista”, come pure io ho pensato finché non l’ho iniziato, bensì il “Il Violista”. Non di violini, bensì di viole infatti si occupa il protagonista, Danilov, musicista di professione e demone a contratto basato sulla Terra.

Madre umana, padre demone, il nostro appartiene ad entrambi i mondi e a nessuno di questi. Ecco perché la comunità demoniaca ha deciso di lasciarlo sulla terra con un contratto ben preciso e con la facoltà di passare dallo stato umano a quello demoniaco grazie ad una sorta d’interruttore su un braccialetto che indossa sempre.

Come avrete capito, questo libro non si limita a raccontare una storia, ma ci crea un intero universo fantastico intorno. Un mondo con le sue regole, abitanti, leggende, gerarchie e popolato appunto sia da umani, che da demoni. Quest’ultimi si occupano di rendere la vita difficile ai primi grazie ai loro poteri, causando catastrofi naturali, incidenti, eventi nefasti e convincendo le persone ad agire in un determinato modo.

Basta dare un’occhiata al libro per indovinare che l’autore è russo, 464 pagine non le scrivono, e soprattutto non le pubblicano, tutti. Sembra insomma che il freddo della grande madre russa ispiri romanzi di una certa stazza. L’autore in questione è Vladimir Orlov (1936-2014), insegnante per vent’anni all’Istituto Letterario Maksim Gor’kij, pubblica questo romanzo nel 1980 e ne fa seguire altri due che lo fanno diventare uno degli scrittori sovietici più popolari in quegli anni.

Tra le pagine del libro traspare un vero talento per la costruzione narrativa e una fervida immaginazione, ma la parte più interessante è forse l’umorismo che a tratti salta fuori e ci aiuta a comprendere meglio le scene e alleggerisce il tono: “Danilov non corrispondeva con suo padre e non l’aveva mai incontrato. E non avevano neanche il diritto di cercare informazioni l’uno dell’altro. Il paragrafo “b” della clausola diciassette del suo contratto stabiliva che Danilov era obbligato a volare nei pressi di Giove (dove suo padre era stato condannato a vivere dopo essersi reso colpevole di amore terrestre), con gli occhi chiusi e con del cotone nelle orecchie.”

Notevole è anche il rapporto di Danilov con la burocrazia demoniaca, un evidente e neanche troppo velato accenno alla famigerata burocrazia sovietica.

Pagina dopo pagina il lettore viene bombardato di nomi, personaggi, fatti curiosi, informazioni e bisogna stare attenti a non perdersi i pezzi perché è difficile tenere il ritmo e questo è forse il difetto principale del libro. Il tutto, con le dovute cautele, ricorda “La Guida Galattica per Autostoppisti”, un intero universo creato dal nulla, spesso costellato di personaggi assurdi, eventi talmente originali da far sorridere ma che se inseriti nel giusto contesto regalano una bella cornice narrativa.

Come ogni storia che si rispetti, il nostro protagonista dovrà affrontare numerose peripezie, il suo lavoro di demone a contratto verrà presto messo a rishio, una commissione infatti ha deciso di licenziarlo, la sua beneamata viola viene rubata, ci sono problemi con l’ex moglie, un vecchio amico demone arriva sulla Terra e si trasforma in un toro blu che cattura l’attenzione di tutta la stampa mondiale. Insomma ce n’è abbastanza per intrattenere il lettore ma non sarà un libro che leggerete rapidamente, probabilmente la lettura procederà lenta e questo resterà qualche mese sul vostro comodino.

In generale si tratta di un bel libro, zeppo di begli elementi letterari e di talento che però va preso a piccole dosi per essere goduto appieno, una sorta di slow-book. Lo consiglio agli appassionati di letteratura sovietica e agli ammiratori della “Guida Galattica per Autostoppisti”.