Mi ricordocsvcsvBOOKMOBIR QMOBIqnz| @EXTHdMaria TortoraiLetteraturag

"Mi ricordo" è un romanzo a due voci. Due donne si rincorrono, a capitoli alternati, attraverso le geometrie del tempo. Sonja è nel presente, Adela è nel passato. Sonja è una badante cinquantenne che accetta …

j'Gio, 02 Apr 2015 21:57:58 +0100p(http://www.lankenauta.it/?p=3014eLankenautafMi ricordo

“Mi ricordo” è un romanzo a due voci. Due donne si rincorrono, a capitoli alternati, attraverso le geometrie del tempo. Sonja è nel presente, Adela è nel passato. Sonja è una badante cinquantenne che accetta di assistere un uomo anziano su una sedia a rotelle, personaggio solitario e vagamente intrattabile che vive in quella che è stata la casa d’infanzia della donna “azzurra, con le bianche finestre all’inglese, con il bovindo proteso verso il giardino e verso la striscia plumbea del fiume“. Adela, invece, è una diciottenne dagli occhi verdi e dai capelli dorati che, negli anni Trenta, scrive lettere fitte di riflessioni e di delicati pensieri ad un poeta che ammira in maniera sconfinata. Sonja ed Adela, dunque, ci raccontano la loro esistenza senza lasciar immaginare, almeno all’inizio, che tra di esse possa esserci qualche legame.

Sonja ha perso i suoi genitori quando era molto piccola e quella casa, che il vecchio ha lasciato praticamente immutata negli anni, le riporta alla mente certi suoni, certi giochi, certe atmosfere che pareva aver sepolto dentro di sé per sempre. Prendersi cura dell’anziano è un’attività che Sonja conduce con molta serietà ed attenzione fin quasi ad attirarsi i rimproveri dell’uomo. Adela, dal suo tempo, ci restituisce immagini di quel “mondo di ieri” che il nazismo e una guerra hanno annientato nell’arco di pochi anni. Adela, come tante giovani borghesi del suo tempo, nutre i propri sogni a furia di poesia, di musica e di bellezza. Quella bellezza che ne L’idiota di Dostoevskij dovrebbe servire a salvare il mondo. E lei ci crede fermamente. “Sappiamo entrambi, come il principe Myškin, che il mondo può salvarlo soltanto la bellezza, non certo la rivoluzione o men che meno un nuovo regime politico“. Scrivere al “maestro” è per Adela un’esperienza che si muove fluttuando tra l’incanto e l’esaltazione. Lui le risponde e si rivolge a lei come alla “ninfa candida e gentile“, parole che colpiscono ed inebriano la giovane ammiratrice.

Eppure, nell’arco di poco tempo, nelle lettere di Adela comincia a serpeggiare amarezza e perplessità. La ragazza appartiene ad una famiglia ebraica e le leggi del Terzo Reich generano situazioni imbarazzanti e penose. I divieti divengono sempre più pressanti, così come gli obblighi e la diffidenza. Ci sarebbe un dottorino, allievo del padre medico, che sarebbe persino disposto a sposarla pur di proteggerla dalle persecuzioni razziali. Ovviamente Adela scrive al suo poeta spiegandogli che non potrà mai sposare un uomo che non ama perché “sarebbe come prostituirsi“. Nel presente, invece, Sonja continua a badare al vecchio che, a causa di un improvviso malessere, si ritrova a perdere completamente la lucidità. I ricordi dell’uomo si confondono insieme ai nomi che un tempo gli erano stati cari.

Le storie di Sonja ed Adela, dunque, procedono in parallelo e si incroceranno solo ad un certo punto del romanzo. La Capriolo sa creare, attraverso la sua scrittura attenta e ben calibrata, atmosfere capaci di lasciar percepire con precisione gli stati d’animo e le personalità di entrambe le protagoniste. La compostezza e la diffidenza che caratterizzano da sempre la vita di Sonja; l’eleganza, la sofferenza e il conseguente disincanto di Adela la quale sarà costretta ad imparare a sue spese che, forse, quella bellezza che tanto anelava non sarà in grado di salvare né lei, né il resto del mondo. I registri narrativi e i toni rispecchiano un percorso duplice ma perfettamente organico. Intanto si può imparare che una casa può svelare segreti o conservare memorie che gli uomini, essendo solo uomini, sono destinati a confondere o smarrire. E’ così che Sonja capirà di essere la portatrice di ricordi amarissimi ma profondi come la sua anima. E’ così che potrà tramutare un terribile e vigliacco “Ti so e ti dimentico” in un bellissimo ed amorevole “Ti so e ti ricordo”.

FLIS00 00 00 0800 4100 0000 00 00 00ff ff ff ff00 0100 0300 00 00 0300 00 00 01ff ff ff ffFCIS00 00 00 1400 00 00 1000 00 00 0100 00 00 0000 00 11 8000 00 00 0000 00 00 2000 00 00 0800 0100 0100 00 00 0039184007