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La poesia di Gašper Malej, poeta sloveno nato a Capodistria nel 1975 e autore di due raccolte di versi (Otok, slutnje, poljub, “Isola, presagi, un bacio”, ed. ŠKUC 2004, e Rezi v zlatem, “Intagli nell'oro”, ed. …

j'Dom, 05 Giu 2016 14:35:33 +0200p(http://www.lankenauta.it/?p=4031eLankenautafLA POESIA DI GAŠPER MALEJ

La poesia di Gašper Malej, poeta sloveno nato a Capodistria nel 1975 e autore di due raccolte di versi (Otok, slutnje, poljub, “Isola, presagi, un bacio”, ed. ŠKUC 2004, e Rezi v zlatem, “Intagli nell’oro”, ed. CSK, 2009), oscilla tra gli universi naturali, quelli del ricordo e quelli degli affetti, senza sostanziali soluzioni di continuità. Mostra una spiccata attitudine alla transizione metamorfica tra le forme del mondo e gli spazi immateriali dell’interiorità. Lo possiamo vedere nei suoi versi tradotti in italiano da Darja Betocchi, come i seguenti:

Qualcosa avviene tra le foglie.
E forse una primavera diversa
lascerà nel vuoto spazio
suoni estranei
alla tregua. E ci sarà un’eco –
lento defluire dell’esperienza
che sussurra tra i muri.
Non ti muovi. E il

mare è qui. E il riso
di un gioco di bimbi, la fiaba
scordata nei boschi.
Qualcosa avviene tra le foglie.
E delinea il tuo viso –
come non l’hai visto mai.

(da Rezi v zlatem)

Al tempo stesso, è una poesia che rivela la sostanziale intercambiabilità, o meglio la profonda compenetrazione dell’io e del tu.

Mare che sommerge con la forza
di tutti gli elementi. Esorcismo
di sdrucite passioni, uno sconosciuto
dimenticato nello specchio
o dietro un tendaggio. Attenzione
contenuta nelle onde. Inaccessibile forse,
sotto la superficie. Ti laceri in brevi,
indefiniti spasmi. E forse sei
ancora lì, sulla battigia.
Nell’inconsistenza di castelli
edificati da altrui mani. È morte,
e viene col mare. Le appartieni,
come ogni detrito deposto sulla rena.

(da Rezi v zlatem)

Questi versi potrebbero essere delle brevi ma intense lettere d’amore o, se vogliamo, delle e-mail liriche disciolte in scorci di paesaggio da cui le parole sembrano quasi essudare.

Sempre meno compiuto,
ma in costante avvicinamento,
mi lacero a formare la parola –
illusoriamente: come traccia nascosta
sotto la zona di contatto, guardingo
come un animale, vigile fino
all’irriconoscibilità, accumularsi
di fatali silenzi. votato a
un incantesimo che vive altrove:
perché, insolubile questione,
la parabola s’incurva e precipita
nel vuoto: laggiù dove la inseguo,
e dove non puoi serrarmi
nel guscio di noce d’un abbraccio,
laggiù discendo. abisso
e insostenibile stillare.
di questo ti parlo.

(da Otok, slutnje, poljub)

Questa varietà e compresenza di registri ben si concilia con la sensibilità linguistica dell’autore, esperto traduttore letterario dall’italiano allo sloveno. Tra gli autori da lui tradotti, ricordiamo Pavese, Buzzati, Pasolini, Tabucchi, Tondelli e Fo. Lui stesso è stato tradotto in molteplici lingue e ospite di diversi festival internazionali, tra cui un prestigioso premio sloveno per la traduzione di Petrolio di Pasolini.

È stato anche ospite di numerosi festival di poesia internazionali in Europa e in Sudamerica. Dirige Zrakogled, associazione artistico-culturale e casa editrice che pubblica la collana “Helia”, dedicata ad autori di origine mediterranea.

(foto da ljudmila.org)

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