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TOROSSI-TEVINI MARINA – ROTTE D’EUROPA “Rotte d’Europa” è una raccolta di brevi saggi d’attualità e di narrazioni di viaggio, alcuni dei quali già pubblicati negli scorsi anni sulle riviste Stilos o Trieste Arte&cultura . Un nutrito …

j'Mar, 30 Giu 2015 20:58:21 +0200p(http://www.lankenauta.it/?p=4728eLankenautafRotte d'Europa

TOROSSI-TEVINI MARINA – ROTTE D’EUROPA

Rotte d’Europa” è una raccolta di brevi saggi d’attualità e di narrazioni di viaggio, alcuni dei quali già pubblicati negli scorsi anni sulle riviste Stilos o Trieste Arte&cultura . Un nutrito corredo fotografico ci aiuta a visualizzare i luoghi visitati dall’autrice, che viaggia con il marito, interlocutore privilegiato delle sue riflessioni e presenza rassicurante preposta alle necessità pratiche in caso di viaggio con mezzi propri.

Mentre la coppia, nel corso di vari anni, percorre buona parte dell’Europa, non disdegnando di ritornare in città già visitate precedentemente, si creano le numerose occasioni di riflessione vuoi orientate a un confronto tra presente e passato, vuoi volte ad analizzare la crisi che sta attraversando un po’ tutti i paesi in questi anni, crisi che non nasce all’improvviso, ma si preannunciava già con tanti, piccoli segnali.

Quanto al modo di viaggiare, notiamo un discreto eclettismo e una disponibilità a provare esperienze diverse: si va dalla personalissima roulotte – forse il mezzo preferito, perché consente di scegliere dove e quanto sostare, offre libertà e possibilità di starsene indisturbati a riflettere e osservare – alla nave da crociera tra i fiordi, poco amata, anche per la socialità forzata e spesso stupida cui costringe, all’aereo che consente rapidi spostamenti da una capitale all’altra.

Tra le mete la costa spagnola verso Sud, la Bretagna, la Provenza, la Germania, Londra, Berlino, Lisbona, Amsterdam. Qualsiasi sia la meta, il tono del viaggiare è colto, costellato di ricordi letterari e artistici, lo stile è chiaro nelle descrizioni e acuto nelle osservazioni.

L’interesse non è solo turistico, c’è un desiderio di capire, di conoscere come vivono gli abitanti del luogo e vi sono continue aperture a considerazioni socio-antropologiche sull’attualità. La sensibilità dell’autrice la porta a guardare anche al mondo della scuola, così svalutato da noi nel corso degli anni e svuotato di parte del suo ruolo educativo e formativo. La progressiva denigrazione della cultura umanistico-letteraria in un paese come il nostro che praticamente dovrebbe vivere con le proprie ricchezze culturali, rivela una totale mancanza di lungimiranza, oltre che una cattiva volontà politica.

E poi l’eccessivo potere del capitalismo finanziario, il tracollo di molti valori in nome di un consumismo sfrenato, la totale mancanza di rispetto per l’ambiente, l’impressione che anche l’Europa vada a due velocità, una per il Nord e una per il Sud.

Chi ci dice che anche con minori risorse e con una diversa distribuzione dei compiti, con un diverso concetto di lavoro di guadagno e di vita non si vivrebbe meglio?”

Tra un viaggio e l’altro non mancano riflessioni sulla poesia e sulla letteratura, sul pericolo di veder azzerate le proprie risorse pensanti a vantaggio del puro consumismo.

Viaggiare è anche un modo per tener sempre svegli i sensi e per allargare i propri orizzonti, evitando così di chiudersi in localismi inopportuni.

Viaggiare è strappare almeno per un po’ le radici da un luogo – abitudini ripetitività conforto che una vita che si ripete fornisce –e lasciarsi scivolare sul mondo”.

Articolo già apparso su lankelot.eu nel giugno 2016

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