  {"id":17945,"date":"2019-08-04T19:20:50","date_gmt":"2019-08-04T17:20:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=17945"},"modified":"2020-10-22T10:09:53","modified_gmt":"2020-10-22T08:09:53","slug":"lultima-corve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=17945","title":{"rendered":"L&#8217;ultima corv\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>In Italia un libro dal titolo \u201cL\u2019ultima corv\u00e8\u201d era gi\u00e0 stato pubblicato oltre trent\u2019anni fa, ma non aveva niente a che vedere col romanzo di <a href=\"https:\/\/www.jimenezedizioni.it\/darryl-poniscan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Darryl Ponicsan<\/a>. C\u2019\u00e8 voluto quindi l\u2019impegno \u2013 e l\u2019intuizione &#8211; della casa editrice Jimenez per consentire la lettura, in lingua italiana, di quella che, negli Stati Uniti, \u00e8 considerata un\u2019opera \u201cdi culto\u201d. Espressione, quella \u201cdi culto\u201d, spesso abusata e usata in maniera approssimativa, ma che in questo caso ha una sua ragion d\u2019essere anche al di l\u00e0 dell\u2019intrinseco valore letterario del romanzo d\u2019esordio di Ponicsan. \u201cThe last detail\u201d, pubblicato per la prima volta nel 1970, \u00e8 in tutta evidenza un\u2019opera rappresentativa delle contraddizioni dell\u2019America dei primi anni settanta, sempre impregnata dal suo secolare razzismo e spietato puritanesimo, al tempo, in piena guerra del Vietnam, pure divisa tra patriottismo e contestazione. <a href=\"https:\/\/www.jimenezedizioni.it\/darryl-ponicsan-lultima-corve\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cL&#8217;ultima corv\u00e8\u201d<\/a> che, come molti sanno, nel 1973 \u00e8 diventata un <a href=\"http:\/\/www.mediacritica.it\/2017\/04\/22\/lultima-corve-1973\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">celebre film<\/a> diretto da Hal Ashby e interpretato da Jack Nicholson nei panni di Billy Buddusky, nonch\u00e9 da Otis Young e Randy Quaid. Ponicsan, sceneggiatore a tutti gli effetti per qualche decennio, in quel caso lasci\u00f2 il campo libero a Robert Towne e, come ricorda lo stesso autore nella prefazione al libro, la modifica del finale l\u00ec per l\u00ec lo fece parecchio arrabbiare. Poi leggiamo: \u201cqualche anno pi\u00f9 tardi, dopo che anch\u2019io avevo scritto un paio di sceneggiature, compresi perch\u00e9 era stato cambiato il finale. Era stata una scelta intelligente\u201d (pp.14). Una diversa prospettiva che, va detto, poi si riveler\u00e0 utile al momento di riproporre gli stessi personaggi trent\u2019anni dopo, ovvero il seguito della vicenda con <a href=\"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=16953\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cLast Flag Flying\u201d<\/a> (romanzo pubblicato per la prima volta in Italia nel 2018, sempre dalla Jimenez).<\/p>\n<p>Nel 1970 per\u00f2 non erano presenti le disillusioni dell\u2019era Bush ed anche la spirale autodistruttiva nonch\u00e9 la protesta sociale che viene raccontata in non pochi momenti di \u201cThe last detail\u201d, convive con uno spirito ribelle, che fa intravedere la speranza di una vita pi\u00f9 dignitosa: nessuna concessione ad un antimilitarismo vero e proprio, semmai polemica nei confronti di una burocrazia militare che infierisce sui pi\u00f9 deboli e si sposa al peggior puritanesimo, e nel contempo un certo ironico distacco rispetto all\u2019anarchia dei contestatori e alle meschinit\u00e0 dei ricchi borghesi. Uno sguardo molto critico ma alieno da integralismo e da utopismo, che probabilmente si spiega grazie alla condizione in qualche modo privilegiata dell\u2019autore: Ponicsan, al tempo della redazione del romanzo, non si era ancora congedato ufficialmente dalla U.S. Navy e proprio una vicenda a grandi linee simile a quella presente in \u201cL\u2019ultima corv\u00e8\u201d \u00a0gli era stata raccontata da un commilitone che tempo addietro aveva scortato una giovanissima recluta in carcere.<\/p>\n<p>Protagonista del romanzo \u00e8 infatti il Segnalatore di Prima Classe Billy \u201cBadass\u201d Buddusky, cinico e \u00a0impenitente bevitore, ma anche persona colta, che legge molto \u2013 aspetto quindi che fa pensare a qualcosa di autobiografico &#8211; e che ha scelto la vita di marinaio grazie alla \u201cscoperta della geografia\u201d, un modo per migliorare i rapporti col padre: ovvero mettere pi\u00f9 geografia \u201cpossibile tra s\u00e9 e la sua famiglia\u201d (pp.28). A lui e al nero Mule Mulhall, altro personaggio caratterialmente difficile, viene dato l\u2019incarico di scortare il diciottenne Larry Meadows in carcere a Portsmouth. Questi si dice affetto da cleptomania e, \u00a0per aver rubato la misera somma di quaranta dollari dalla cassa delle offerte gestita dalla moglie del comandante, viene condannato a ben otto anni di carcere. Un\u2019assurdit\u00e0 che subito colpisce i due lupi di mare, ben consapevoli delle ingiustizie presenti nella forza armata. Presto poi la conoscenza del ragazzo, disadattato e ingenuo \u00a0\u2013 \u201c\u00e8 un bravo ragazzo, ha il cuore al posto giusto\u201d, pp. 121 -, li convincer\u00e0 che nei pochi giorni a disposizione prima di giungere a Portsmouth \u00e8 il caso di spassarsela insieme al povero Meadows, che ancora non ha potuto apprezzare cosa vuol dire la libert\u00e0. Il percorso verso il carcere diventa cos\u00ec sempre pi\u00f9 tortuoso, abbondano le soste alcoliche e le deviazioni per trovare madre, ex moglie e via via si sprecano le occasioni per divertirsi, scatenarsi con feroci sarcasmi \u2013 su tutti si impone la figura del falso cinico Billy Badass -, mettersi alle spalle le rigide convenzioni militari e rimandare il pi\u00f9 possibile il momento inevitabile della consegna del prigioniero. Giorni in cui, girovagando appresso a parenti anaffettivi, improbabili fricchettoni, squallidi sobborghi, tra risse, scurrilit\u00e0 marinaresche, \u00a0un\u2019incursione last minute in un bordello e un\u2019iniziazione meno squallida del previsto, per concludere con un\u2019improbabile tentativo di fuga di Meadows, si rafforza uno spirito di solidariet\u00e0, in sostanza un inconfessato affetto che non sembra destinato a scomparire del tutto nemmeno una volta che il ragazzo \u00e8 entrato in carcere.<\/p>\n<p>Come anticipato, il finale particolarmente amaro dovr\u00e0 poi essere riletto alla luce del sequel \u201cLast Flag Flying\u201d. Da questo punto di vista ci possiamo citare perch\u00e9 \u201cl\u2019impostazione quasi cinematografica\u201d del primo e pi\u00f9 celebre romanzo, pur a distanza di tanti anni, non sembra discostarsi molto dal suo seguito: \u201ccos\u00ec il tempo presente, una sorta di presa diretta che sembra predisposta per una sceneggiatura\u201d. Poche, quasi inesistenti infatti le descrizioni dei personaggi e tutto risulta sorretto da dialoghi disinvolti, aggressivi, caratterizzati da un perenne alternarsi di sarcasmo e un non sempre confessato coinvolgimento emotivo. Anche se nelle ultime pagine una lettera di Billy Badass all\u2019ex moglie, mai realmente dimenticata, ci fa ancora una volta capire che i giorni dell\u2019Ultima corv\u00e8 hanno voluto dire molto per tutto il trio di improbabili carcerieri e improbabile prigioniero: \u201ctutto quello che so \u00e8 che di sicuro non sono pi\u00f9 il marinaio che ero [\u2026] Per quanto riguarda l\u2019altra cosa di cui ti parlavo, di tratta solo di avere pazienza e scoprire cosa far\u00f2\u201d (pp. 166).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia un libro dal titolo \u201cL\u2019ultima corv\u00e8\u201d era gi\u00e0 stato pubblicato oltre trent\u2019anni fa, ma non aveva niente a che vedere col romanzo di Darryl Ponicsan. 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