  {"id":18735,"date":"2020-01-02T12:46:44","date_gmt":"2020-01-02T11:46:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=18735"},"modified":"2020-01-02T14:39:29","modified_gmt":"2020-01-02T13:39:29","slug":"libro-dei-fulmini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=18735","title":{"rendered":"Libro dei fulmini"},"content":{"rendered":"<p>Il protagonista del romanzo di esordio di Matteo Trevisani (<a href=\"http:\/\/www.edizionidiatlantide.it\/home\/catalogo\/libro-dei-fulmini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Libro dei fulmini<\/em><\/a>, Atlantide 2017, Euro 20,00) \u00e8 uno studioso di magia ed esoterismo e fa il giornalista culturale per una rivista per la quale si occupa di <em>\u201cmusei abbandonati, chiese senza pi\u00f9 storia, templi romani obliati\u201d. <\/em>Anche lui si chiama Matteo come l\u2019autore, il quale egli stesso da sempre si occupa di esoterismo, scienze occulte e filosofia, forse pi\u00f9 di un sospetto sulla nascita di un nuovo genere letterario di tipo ibrido quale potrebbe essere definita un\u2019auto fiction in salsa di saggio archeo-filosofico? Matteo ci accompagna in una Roma umbratile e crepuscolare, anche se per lo pi\u00f9 limitatamente a quella delle antiche vestigia imperiali e invasa dalle orde di turisti, con i palazzi trafitti dall&#8217;arancio dei raggi del sole al tramonto, alla ricerca dei misterici segni lasciati dai fulmini. I fulmini sono i messaggeri degli dei e tramite fra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il loro culto che testimonia il rapporto della divinit\u00e0 con gli umani e risponde alla necessit\u00e0 di <em>\u201cnormalizzare i rapporti fra cielo e terra\u201d,<\/em> \u00e8 tramandato nei secoli e risale prima ancora che ai romani, agli etruschi che ne furono i primi sacerdoti.<\/p>\n<p>Matteo riceve un messaggio sul telefono che lo invita a recarsi al Tabularium, la terrazza che domina il Foro romano ed \u00e8 da l\u00ec che tutto ha inizio, con la visione di una strana e arcaica cerimonia alla quale sembra sia stato chiamato a assistere in quanto eletto.<\/p>\n<p>Nel dipanarsi del racconto, fra decrittazione di iscrizioni su basamenti di colonne, epigrafi (lo stesso Trevisani confessa essere stata un\u2019epigrafe all&#8217;interno dei Musei Capitolini lo spunto che gli ha dato l\u2019idea del romanzo), lastre dei fulmini, che sono i sepolcri delle folgori, progressivamente questa sorta di thriller archeologico assume le sembianze di un\u2019indagine dentro l\u2019anima del protagonista, dentro i suoi stessi segreti e traumi e di coloro che incontra durante il suo cammino, su tutti Silvia, colei che diventer\u00e0 la sua ragazza proprio in queste circostanze misteriose e la quale si scoprir\u00e0 essere il motore primo dell\u2019esoterica indagine, dando all&#8217;intero romanzo l\u2019aspetto di una grande iperbole sulla ricerca interiore del protagonista e vero e proprio romanzo di formazione. La discesa nella Roma nascosta \u00e8 s\u00ec reale, anche topograficamente, lo scavo \u00e8 s\u00ec \u201carcheologico\u201d e interpretativo, ma anche e soprattutto psicologico. Un nuovo genere e una interessante commistione di piani narrativi che si tengono bene assieme e che confermano la qualit\u00e0 di questo nuovo autore, tanto che la sua seconda prova, <em>Il Libro del Sole<\/em>, in qualche modo seguito naturale del suo esordio, indizio di ci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato anche solo l\u2019evocativa bellezza da testo sapienziale del titolo, sempre uscito per Atlantide durante l\u2019anno appena trascorso, ha ricevuto lusinghieri attestati critici e pregevoli giudizi nelle classifiche di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Trevisani si destreggia bene fra il saggio erudito e il romanzo di formazione, con una lingua matura e controllata, senza barocchismi o\u00a0 abbandoni\u00a0 come il tema trattato avrebbe potuto suggerire, una scrittura in una prima persona molto lineare, senza strappi o sussulti, anche se qualcuno per la tematica affrontata non avrebbe sfigurato. Tra fantasmi, apparizioni, richiami al tantrismo, echi del <em>Libro tibetano dei morti<\/em>, sembra che pi\u00f9 si scenda nel tentativo di decifrazione dei segni che si presentano al protagonista, pi\u00f9 lo stesso si smarrisca dentro antichi misteri e saperi perduti nei secoli, magari gli stessi \u00a0polverizzati\u00a0 e custoditi gelosamente all&#8217;interno delle vecchie famiglie nobiliari di Roma, magari nei loro eredi o nel vecchio professore di filosofia antica dello stesso Matteo. Pi\u00f9 lo scavo e l\u2019indagine prosegue, pi\u00f9 si ha l\u2019impressione di arrivare vicini alla conoscenza, tranne rendersi conto che come la avviciniamo lei sfugge sempre pi\u00f9 in l\u00e0 e noi socraticamente possiamo solo ammettere di sapere di non sapere, lo stesso romanzo di Trevisani infatti lascia molte cose in sospeso.<\/p>\n<p><em>Il Libro dei fulmini<\/em> pu\u00f2 anche essere letto come una particolare guida archeologica a una Roma sconosciuta, quella che corre parallela ai grandi circuiti turistici, che pure \u00e8 l\u00ec alla portata di tutti ma sa mostrarsi solo a pochi eletti, a chi con la sua speciale sensibilit\u00e0 o per una sorta di chiamata sovrannaturale sembra atto ad afferrare i segni lasciati su pietre, epigrafi, in luoghi oscuri pi\u00f9 o meno conosciuti, dal Mitreo del Circo Massimo alle Domus imperiali, da una statua di Ercole ai Musei Vaticani fino a meno note e antiche chiese del primo Cristianesimo o all&#8217;ombrosa casa del professore di filosofia antica del protagonista. L\u2019ammissione dello stesso Matteo <em>\u201cRoma devi guardarla da dentro se vuoi capirci qualcosa\u201d <\/em>d\u00e0 un po\u2019 il senso alla sua particolare odissea nella citt\u00e0 eterna, ove l\u2019antico culto dei fulmini riveste una grande importanza e sembra poter essere rivelatore di grandi verit\u00e0. Il percorso di Matteo \u00e8 anche un continuo passaggio fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, fra l\u2019alto e il basso, fra l\u2019esoterico e l\u2019essoterico. Egli stesso sente di abitare due mondi, quello suo personale di uomo contemporaneo, con le sue beghe di trentenne precario, emotivamente e professionalmente, e quello legato a un mondo ancestrale e metafisico che \u00e8 rappresentato da segni, credenze e segreti da decifrare, del resto \u00a0\u201c<em>gli antichi romani\u00a0 avevano scelto per i fulmini il loro significato pi\u00f9 oscuro e inquietante, il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti\u201d. <\/em>La stessa iscrizione F C S trovata sul basamento della colonna nel Foro romano, la prima tomba dei fulmini scoperta da Matteo, s\u00ec, perch\u00e9 venivano fatti dei veri e propri funerali ai fulmini, \u00a0sta per <em>Fulgur Conditum Summanium<\/em>, ove Summanium sta per il pi\u00f9 grande dei Mani, cio\u00e8 delle anime dei defunti.<\/p>\n<p>Leggere <em>Il libro dei fulmini <\/em>\u00e8 la suggestione di immergersi in queste due realt\u00e0\u00a0 che si contaminano a vicenda, la vita e la morte, la veglia e il sonno, detto quest\u2019ultimo anche la piccola morte e dentro di esso i sogni, quelli del protagonista che ammetter\u00e0 <em>\u201cnon avevo vissuto niente di vero tranne che i fulmini\u201d<\/em>, l\u2019eletto o forse solo il paranoide investigatore di segreti ancestrali o immaginari. La progressione del romanzo di Trevisani apre a diverse aspettative che in un finale ben calibrato, in una sorta di scioglimento finale dell\u2019intreccio, lascia comunque aperte diverse possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019elegante formato in copie numerate e limitate approntato dalla piccola e indipendente casa editrice romana, la mia la numero 76 della terza edizione, ognuna delle quali di 999 copie, \u00e8 un valore aggiunto per questo bel romanzo di esordio di un autore del quale ci si augura si possa sentir parlare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il protagonista del romanzo di esordio di Matteo Trevisani (Libro dei fulmini, Atlantide 2017, Euro 20,00) \u00e8 uno studioso di magia ed esoterismo e fa il giornalista culturale per una rivista per la quale si occupa di \u201cmusei abbandonati, chiese senza pi\u00f9 storia, templi romani obliati\u201d. 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