  {"id":20235,"date":"2020-09-14T16:26:28","date_gmt":"2020-09-14T14:26:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=20235"},"modified":"2020-09-15T09:33:15","modified_gmt":"2020-09-15T07:33:15","slug":"piccolo-alfabeto-per-viaggiatori-selvatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=20235","title":{"rendered":"Piccolo Alfabeto Per Viaggiatori Selvatici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.enricodamianieditore.com\/product\/piccolo-alfabeto-per-viaggiatori-selvatici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Un libro<\/a> che si presenta piccolino, in formato tascabile e di un bel giallo scuro. Pratico, simpatico, facile da vedere, certamente adatto alla filosofia di viaggio che professa. Una bella impaginazione, una pratica cartina in quarta di copertina che indica tutti i luoghi raccontati, e per fortuna perch\u00e9 molti sono sconosciuti ai pi\u00f9. Tutto sommato un aspetto fresco e giovane, che sicuramente si addice all\u2019et\u00e0 dell\u2019autrice, Eleonora Sacco, classe 1994.<\/p>\n<p>Diciamo che quella dell\u2019elenco alfabetico \u00e8 pi\u00f9 che altro una scusa per raccontare le peripezie proprio dell\u2019autrice, sono presenti anche dei consigli pratici di viaggio ma forse l\u2019idea pi\u00f9 interessante sono i trafiletti che tra un capitolo e l\u2019altro analizzano l\u2019etimologia di alcune parole che girano intorno al concetto di viaggio. L\u2019autrice \u00e8 infatti una studiosa della linguistica quindi possiamo dire che sa di cosa sta parlando.<\/p>\n<p>Il libro si compone appunto di capitoli che partono da una parola e raccontano un qualche aneddoto ad essa collegato, il tutto in ordine alfabetico. In alcuni casi al loro posto c\u2019\u00e8 una breve poesia dell\u2019autrice. Le destinazioni di questi viaggi riguardano principalmente lo spazio russo e post-sovietico. Ci sono per\u00f2 anche dei capitoli ambientati nei Balcani, in Turchia, in Israele e Palestina, Ucraina, Romania e uno in Italia che riguarda il periodo della quarantena.<\/p>\n<p>La narrazione di luoghi, personaggi e situazioni \u00e8 veramente efficace, descrittiva al punto giusto, senza quindi risultare pesante e che riesce benissimo nel darci l\u2019idea dello spazio in cui si muove. Lo scrivente ha avuto occasione di visitare alcuni di quei luoghi, in particolare Azerbaigian, Georgia e Uzbekistan e pu\u00f2 quindi confermare l\u2019accuratezza delle descrizioni e la validit\u00e0 delle considerazioni. Nota di merito per l\u2019interessantissimo reportage sull\u2019isola di Sachalin, estrema propaggine Siberiana a nord del Giappone.<\/p>\n<p>Eleonora Sacco ci presenta un modo di viaggiare che sicuramente non \u00e8 per tutti ma che \u00e8 senza dubbio il modo migliore per entrare in contatto con la realt\u00e0 dei luoghi visitati, il che in verit\u00e0 diventa sempre pi\u00f9 difficile se ci si pensa. Andare a fondo, vedere come vivono gli abitanti anche fuori dalle capitali, quali sono le loro abitudini, come sono le loro case, quali sono i loro sogni. Andare a visitare i monumenti non ci fa automaticamente capire tutto del popolo che li ha costruiti. C\u2019\u00e8 anche da aggiungere che l\u2019autrice parla il russo, il che rende la comunicazione estremamente pi\u00f9 facile in luoghi dove l\u2019inglese non \u00e8 parlato e ovviamente permette di entrare meglio nelle realt\u00e0 dei luoghi visitati. Va quindi riconosciuto un grande merito all\u2019autrice perch\u00e9 in una realt\u00e0 di travel blogger improvvisati che si preoccupano solo di trovare uno scorcio carino per una fotografia da condividere sui social, qui invece siamo davanti a qualcuno che affronta i viaggi con preparazione, cerca di studiare i luoghi che visita e ce ne presenta poi un quadro per quanto possibile oggettivo.<\/p>\n<p>Un\u2019attenzione particolare in questo libro viene data proprio alle persone: ospiti che l\u2019hanno accettata in casa loro, minatori incontrati sulla Transiberiana, compagni di viaggio, autisti di taxi, vecchie signore gentili, c\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto e basta aver viaggiato un po\u2019 in questo modo \u201cselvatico\u201d come lo chiama l\u2019autrice, per riconoscersi molto in queste situazioni. Una nota a parte meritano le <em>babushki, <\/em>le nonnine russe e per dirla con le parole dell\u2019autrice:\u201d le babushki dominano trasversalmente l\u2019immaginario culturale russo. Dominano le famiglie. Dominano tutti i mezzi di trasporto. Dominano le fiabe, dove dal nulla spuntano dacie di legno con camini fumanti e altre babushki in ansia per l\u2019arrivo dell\u2019inverno, intente a sgridare l\u2019asino e a spaccare legna.\u201d<\/p>\n<p>Questo libro mi \u00e8 molto piaciuto, lo considero una validissima raccolta di racconti di viaggio, la consiglio a chi ama viaggiare in modo \u201cselvatico\u201d ma soprattutto a chi ha visitato le zone post-sovietiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro che si presenta piccolino, in formato tascabile e di un bel giallo scuro. Pratico, simpatico, facile da vedere, certamente adatto alla filosofia di viaggio che professa. 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