  {"id":21585,"date":"2021-03-31T15:49:01","date_gmt":"2021-03-31T13:49:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=21585"},"modified":"2021-03-31T15:49:01","modified_gmt":"2021-03-31T13:49:01","slug":"hagard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=21585","title":{"rendered":"Hagard"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019inizio? Non \u00e8 mica una cosa facile. Nessuno pu\u00f2 stabilire con quale evento prenda avvio una storia.\u201d C\u2019\u00e8 abbastanza per concedere a questa affermazione un\u2019eccelsa forza persuasiva. La frase si colloca non tanto all\u2019inizio ma comunque nelle primissime mosse di <a href=\"https:\/\/www.lormaeditore.it\/libro\/9788831312592\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Hagard<\/em> <\/a>di Lukas Ba\u0308rfuss, primo libro del cinquantenne scrittore, saggista e drammaturgo svizzero proposto in italiano da <a href=\"https:\/\/www.lormaeditore.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Orma Editore<\/a> nella traduzione di Marco Federici Solari. L\u2019evento iniziale potrebbe essere l\u2019appuntamento mancato del protagonista, Philip, agente immobiliare che ha passato i quarant\u2019anni, oppure le ballerine color prugna di una donna che il suo occhio aggancia e che Philip decide di inseguire. Oppure l\u2019evento iniziale potrebbe essere non noto, incerto, fuori dal campo visivo, disperso in un prima. L\u2019inseguimento, che \u00e8 quanto leggiamo, assomiglier\u00e0 a una ricerca forsennata, pertanto fuori di s\u00e9, nella quale ticchetteranno di continuo, nelle parole del narratore in terza persona che \u00e8 comunque coinvolto nei fatti e nella scena cittadina, le notizie misteriose che si susseguono sulla scomparsa di un Boeing 777 della Malaysia Airlines, una gazza, lo scemare della batteria del cellulare del protagonista verso lo 0% di carica, i miasmi di una cattiva digestione (per via olfattiva questo libro ricorder\u00e0 a molti <a href=\"https:\/\/www.marsilioeditori.it\/lista-autori\/scheda-libro\/3179661-la-morte-a-venezia\/la-morte-a-venezia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La morte a Venezia<\/em><\/a>), un freddo che coglie quasi sempre di sorpresa.<\/p>\n<p><em>Hagard<\/em>, che si \u00e8 aggiudicato il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Premio_Georg_B%C3%BCchner\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">premio Georg Bu\u0308chner<\/a>, si rif\u00e0 alla tradizione di opere con una cortissima concentrazione temporale. 36 ore rappresentano l\u2019arco di tempo dall\u2019istante in cui le ballerine \u2013 e mai il viso della donna &#8211; entrano nel campo visivo di Philip e la fine dello svolgimento di una catastrofe che non \u00e8 rovina. Che cosa succede a Philip? C\u2019\u00e8 la deliberata volont\u00e0 di far fallire quell\u2019affare che lo attendeva? I vantaggi innegabili della vita di coppia stabile gli stanno stretti o comunque non escludono l\u2019anelito a un legame di profonda comunione interiore o fusione con un\u2019anima affine? \u00c8 questo uno dei fantasmi che abita il cervello del protagonista? Non \u00e8 dato ridurre o stemperare i grumi di quesiti che questo libro porta a galla, su questa presunta fuga che fuga non \u00e8. Tanto per chiarire, leggiamo in un passo che finch\u00e9 \u201cla donna resta un mistero puoi continuare a credere. Se vedi il suo viso saprai tutto e non imparerai pi\u00f9 nulla. Decifrerai il suo volto. Inizierai a interpretare. E quando ti metti a interpretare, smetti di vedere. Saprai cosa pensa. Come guarda il mondo. Capirai, ma non vedrai pi\u00f9.\u201d Insomma, il segreto fa aprire agli occhi, quanto \u00e8 compreso e interpretato \u00e8 perduto. Smettere di cercare \u00e8 la morte, e sebbene questo possa sembrare un facile slogan, ben s\u2019attaglia alla vicenda narrata. Di certo sappiamo che il ricercare alla morte pu\u00f2 condurre, e questo dato non \u00e8 novit\u00e0.<\/p>\n<p>I rimandi a certi assi portanti del presente sono evidenti: le ossessioni, le perversioni, l\u2019interconnessione perenne con la tecnologia (per converso: il cellulare morente di questa storia), la documentalit\u00e0 e le tracce che lasciamo (il cellulare o i documenti smarriti col portafoglio dal protagonista, ma anche la vicenda del Boeing Malaysia Airlines sullo sfondo, quasi a richiamare la sola vera possibile \u201cscomparsa\u201d oggi data all\u2019essere umano, in un incidente aereo). Possibili ma evitabilissimi gli incroci con il termine giornalistico-legale <em>stalking<\/em>. Non \u00e8 di quest\u2019ultimo che troviamo traccia in questo libro, non ci sono estremi per parlare di <em>stalking<\/em>, e rivolgersi allo <em>stalking<\/em> potrebbe essere il tentativo banalizzante di un recensore in crisi di idee, o meglio, di un giornalista culturale in cerca di agganci facili con la moribonda e davvero fantomatica \u201cattualit\u00e0\u201d (del resto i comparti del giornalismo sono diventati permeabili nella totale disinvoltura, con giornalisti di nera passati a raccontare il virus al posto di preparati giornalisti scientifici o giornalisti culturali che flirtano con la nera, in un calderone tanto prevedibile quanto dannoso). Chiaramente non \u00e8 escluso che, soprattutto in Italia, qualcuno si metta in testa di scrivere e pubblicare l\u2019atteso romanzo sullo <em>stalking<\/em> \u201cche tutti aspettavamo\u201d, ma questo \u00e8 marketing editoriale della peggiore specie, praticato tanto da autori che da editori, e non dovrebbe fregarci pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il titolo dell\u2019opera rimanda al gergo della caccia e sta per il falco preso da adulto, non addomesticato, per\u00f2 non \u00e8 immediato dire chi caccia o chi \u00e8 cacciato in quest\u2019opera. Certamente quella di Philip a una caccia assomiglia, eppure \u00e8 lui stesso braccato, dai suoi demoni e da quel narratore, coinvolto nei fatti e nella scena cittadina (Zurigo), che abbiamo nominato gi\u00e0 all\u2019inizio. Ed \u00e8 in questo narratore, una sorta di riedizione contemporanea del narratore dostoevskiano geolocalizzato, che si situa un motivo di interesse per questo libro. Ma \u00e8 altres\u00ec nei ripetuti pensieri sulla macchina, sul vapore, sulla rivoluzione industriale, sulla ricerca scientifica (si aspetti il finale) e sulla tecnologia che questo libro gioca le proprie carte pi\u00f9 promettenti, pur nella consapevolezza di una incompletezza o meglio di un\u2019incapacit\u00e0 di comprensione della trama e della trama della realt\u00e0, una sorta di rinuncia con la quale siamo chiamati a una prova, quasi si trattasse di un teorema da dimostrare, anche attraverso la scrittura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019inizio? Non \u00e8 mica una cosa facile. Nessuno pu\u00f2 stabilire con quale evento prenda avvio una storia.\u201d C\u2019\u00e8 abbastanza per concedere a questa affermazione un\u2019eccelsa forza persuasiva. 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