  {"id":24239,"date":"2023-08-03T14:54:51","date_gmt":"2023-08-03T12:54:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24239"},"modified":"2023-08-03T14:54:51","modified_gmt":"2023-08-03T12:54:51","slug":"leducazione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24239","title":{"rendered":"L\u2019educazione"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019immaginazione non \u00e8 una semplice facolt\u00e0, \u00e8 l\u2019esistenza umana stessa.\u201d<br \/>\nWilliam Blake<\/p>\n<p>La poesia di Raffaele Castelli Cornacchia, anche in questa silloge \u201cL\u2019educazione\u201d, edita da PeQuod nel marzo del 2022, oscilla fra il prosaico e l\u2019aulico, quest\u2019ultimo riportato sempre con scetticismo molto contemporaneo. Il poeta sembra intento sempre, come nelle parole di Montale riferite a Gozzano, proprio a far \u201ccozzare l\u2019aulico con il prosaico.\u201d Questo per produrre la \u201dscintilla selvatica\u201d in grado di far divampare quel \u201cfuoco senza compassione\u201d che ci permetta di vedere, con cinico e necessario disincanto, le cose della vita.<\/p>\n<p>Fra oggettivit\u00e0 e soggettivit\u00e0 il velo diventa sempre pi\u00f9 sottile, la scrittura si scopre quel percorso rigoroso in cui nessuno spazio rimane per banali effusioni liriche. \u00c8 uno scavo nel linguaggio, se in poesia la pagina \u00e8 sempre bianca, va ascoltata nel suo profondo dire aporetico, formicolante paradosso che rende conto dell\u2019inquietante duplicit\u00e0 che caratterizza ogni espressione che possa chiamarsi poetica.<\/p>\n<p>Fra i \u201clezzi delle cose umane\u201d, si tratta di \u201clasciare echi che sembrano linguaggi\u201d, nella \u201cpenitenza dello scrivere\u201d, muovendosi in un contesto in cui tutto muta ed evapora. Pi\u00f9 che di societ\u00e0 liquida, il poeta sembra narrare di una societ\u00e0 in cui tutto \u00e8 evaporato da un pezzo, dove le emozioni ci stancano e \u201cl\u2019esercizio della vita\u201d, dove anche \u201cIl buono bestemmia\u201d e si \u00e8 solamente \u201ctronfi del proprio io\u201d , si consuma fra \u201cmomenti sobri e pieni disastri\u201d.<\/p>\n<p>Sebbene il tono sia colloquiale, il poeta non cerca mai una, in fondo falsificante, complicit\u00e0 con il lettore, n\u00e9 lo lusinga con i cascami di una retorica consolatoria, cos\u00ec conformisticamente veicolata oggi da molti poeti in cerca di facili consensi. Quella di Raffaele Castelli Cornacchia \u00e8 una parola dura, anche se non spietata, che fruga negli interstizi della quotidianit\u00e0 per cavarne ci\u00f2 che rimane aldil\u00e0 della sua presente fuggevolezza. Ci sono momenti di quiete, \u201cquando la brezza del rancore\u201d cessa di spirare e si scambiano sogni al \u201cbaratto del quartierino\u201d, sempre \u201din attesa\/ d\u2019una storia, adrenalina o gelati\u201d.<\/p>\n<p>Sentenze brillano nel testo: \u201cForse s\u2019impara da soli a odiare\u201d, in una realt\u00e0 in cui \u201canche le ombre mutano\u201d, il poeta \u00e8 consapevole di proferire enigmi, \u201cscritte siderali\u201d, fuse con \u201clemmi incerti\u201d, \u201cnomignoli sgraziati\u201d, \u201cbassezze\u201d. Tutte le rappresentazioni del reale non possono che essere fallaci, se \u201cogni disegno \u00e8 prodotto da ciechi\u201d e noi \u201cfacciamo in fretta\/ ad ingannare le parole\u201d, accettando infine ogni inganno, \u201cpurch\u00e9 chiaro\u201d.<\/p>\n<p>Qui si capisce che, come sempre, la poesia \u00e8 quell\u2019atto filosofico che, mettendoci davanti ai vortici e ai segreti del linguaggio, facendoci attraversare i suoi buchi neri, inaugura altri tempi e altri spazi, \u00e8 una sonda per percepire l\u2019incessante divenire e darci quindi, in filigrana, il fil rouge di ci\u00f2 che permane.<\/p>\n<p>Non manca in questi versi lo spasimo di un\u2019intollerabile realt\u00e0, quando \u201cil fato si chiama fallimento\u201d e solo le aiuole sono \u201dsenza cause e colpe\u201d, se tutto in questo mondo, vessato dal culto dell\u2019iperrealismo e della visibilit\u00e0, c\u2019\u00e8 letteralmente \u201csbattuto in faccia\u201d, a chi resiste non resta che venerare \u201cil nascosto\u201d, il \u201cbuco nero fra le dichiarazioni\u201d, poich\u00e9 \u00e8 proprio la natura umana \u201cche gi\u00e0 da vivi ci fa un po\u2019 morire\u201d e troppo spesso gli uomini \u201cscambiano vita per sopravvivenza\u201d.<\/p>\n<p>Quello che ci tocca in sorte \u00e8 impetrare \u201cquell\u2019elemosina di luce\u201d che possa liberarci anche dalle nostre farneticazioni, fra archetipi e miti, che codificandoci ci intrappolano. E allora per trovare un \u201cgesto da salvare\u201d, bisogna riappropriarci di questo sguardo cinematografico che faccia anche di un semplice posacenere durante un aperitivo il correlativo oggettivo dei nostri desideri reali.<\/p>\n<p>Pur tuttavia si nota qualche caduta, nel pleonastico \u201cistupidita gente stupida\u201d, per esempio, o in qualche parolaccia di troppo, che appesantisce alcuni versi in un contesto che, secondo me, non ne ha bisogno- fa eccezione la parola \u201cculo\u201d, usata musicalmente in maniera interessante in chiusura della poesia 52 &#8211; qualche ossimoro un po\u2019 ingenuo, &#8220;la grazia di infiniti giorni finiti&#8221; ma sostanzialmente il registro conquista la sua credibilit\u00e0 di operazione artistica evoluta, come sottolinea Amilcare Bronchielli nella bella e densa postfazione.<\/p>\n<p>Ci sono sottili riflessioni filosofiche, elaborate in filigrana, amarissime constatazioni di un\u2019involuzione antropologica in corso; penso, per esempio, alla poesia 44, dove gli spazi della nostra asettica normalit\u00e0 borghese sono \u201cloculi\u201d e ogni memoria sembra dissolversi nel \u201ccullare pomeridiano\u201d. La poesia tende sempre al grido, sebbene mai cessi il controllo di quella \u201csentinella\/ che impedisce al verso davvero di urlare\u201d. Il grido \u00e8 quello in cui riecheggia la profonda animalit\u00e0 preumana, prima della parola e del Senso. Del resto anche dal punto di vista antropologico tutto \u00e8 un tentativo di tornare al \u201cpensiero selvaggio\u201d, come ha mostrato Levi Strauss.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio provando a sfuggire al Senso opprimente e normatore, in cui \u201ctutto ha un posto\u201d, che il poeta cerca \u201csogni senza senso\u201d e di congedarsi dalla parola, proprio per non essere di questo Senso \u201cla marionetta\/irresponsabile\u201d; con una granitica certezza, forse la sola, nell\u2019umano sbandare: \u201cNulla smette di essere realt\u00e0 immaginata.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019immaginazione non \u00e8 una semplice facolt\u00e0, \u00e8 l\u2019esistenza umana stessa.\u201d William Blake La poesia di Raffaele Castelli Cornacchia, anche in questa silloge \u201cL\u2019educazione\u201d, edita da PeQuod nel marzo del 2022, oscilla fra il prosaico e l\u2019aulico, quest\u2019ultimo riportato sempre con scetticismo molto contemporaneo. Il poeta sembra intento sempre, come nelle parole di Montale riferite a&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24239\" title=\"Read L\u2019educazione\">Leggi tutto &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":24240,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[17954,194,8935,3162,16,17955,17127,548,552,15883,12969],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24239"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24239"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24239\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24245,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24239\/revisions\/24245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lankenauta.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}