  {"id":24564,"date":"2024-02-10T11:47:23","date_gmt":"2024-02-10T10:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24564"},"modified":"2024-02-10T11:47:23","modified_gmt":"2024-02-10T10:47:23","slug":"teatro-a-corte-la-festa-del-paradiso-di-bernardo-bellincioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24564","title":{"rendered":"Teatro a corte, La FESTA DEL PARADISO di Bernardo Bellincioni"},"content":{"rendered":"<p>Di Andrea Zepponi abbiamo gi\u00e0 parlato a proposito della sua elegante e ironica silloge <a href=\"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=22225\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201dZeppa poetica\u201d<\/a>. Si tratta ora di affrontare nello specifico il tema a lui forse pi\u00f9 caro: la musica antica e il suo rapporto con le altre arti. Zepponi, come emerge da questo suo <a href=\"http:\/\/www.mymonkeyedizioni.com\/PUBBLICAZIONI.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cTeatro a corte, La FESTA DEL PARADISO di Bernardo Bellincioni\u201d<\/a>, edito nel dicembre 2023 dalle edizioni <a href=\"http:\/\/www.mymonkeyedizioni.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">My Monkey<\/a>, infatti, \u00e8 un suo studioso attento, oltre che a essere il primo contralto diplomato in Italia nel 1990.<\/p>\n<p>Qui si tratta di approfondire filologicamente e in maniera multidisciplinare il primo libretto ante litteram per un\u2019opera musicale messa in scena nel 1490 al Castello Sforzesco di Milano per il matrimonio di Galeazzo Sforza e Isabella d\u2019Aragona, con scenografia curata, niente poco di meno, da Leonardo da Vinci. L\u2019opera \u00e8 definita proto lirica, il testo &#8220;La festa del Paradiso&#8221; \u00e8 opera di Bernardo Bellincioni ed \u00e8 qui riportato integralmente. Sin dall\u2019incipit di questo raffinato libricino, Zepponi mette in chiaro le dinamiche del suo breve saggio introduttivo, nel quale si vuole indagare questa vicenda mettendo in risalto la convergenza multidisciplinare, appunto, di varie arti: teatro, musica, poesia, danza, scenografia. Parliamo di un\u2019opera musicale che si configura come celebrazione del potere degli Sforza, ma anche come allegoria simbolica sfaccettata. Allegoria \u201cpaganeggiante\u201d, la definisce Zepponi, con gli dei greci e latini a dominare la scena, da Giove a Mercurio, rappresentati anche come pianeti, a definire una cosmologia alternativa a quella tolemaica, con Giove, e non la Terra, al centro dell\u2019Universo.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto simbolico si fonde con quello allegorico, con quello metafisico, financo con quello iconografico. Il saggio introduttivo, preambolo al testo di Bellincioni, \u00e8 breve dicevamo ma estremamente denso e brillante. In questa sintetica riflessione si condensano i temi filosofici di quel periodo storico che nell\u2019opera musicale trovano una formulazione a tratti enigmatica, a tratti cristallina. Il connubio fra musica, poesia e teatro, la loro combinazione \u00e8 di per s\u00e9 una dimostrazione della potenza espressiva di quell\u2019epoca, in cui l\u2019arte aveva ancora l\u2019ambizione di porsi come sintesi suprema, in cui filosofia, mito, religione, potevano trovare la loro condensazione. Dello spettacolo scrisse l\u2019ambasciatore ferrarese Jacopo Trotti, di cui nel libro \u00e8 riportata l\u2019intera testimonianza. La musica \u00e8 andata perduta, rimane il testo di Bellincioni e della messinscena teatrale questo scritto dell\u2019ambasciatore.<\/p>\n<p>Naturalmente l\u2019ambito \u00e8 quello della civilt\u00e0 delle corti, e il compito dell\u2019artista \u00e8, soprattutto, quello di celebrare il potere della nobilt\u00e0 che in esse si esprimeva. La musica, rispetto al melodramma secentesco, ha ancora un ruolo estemporaneo ma non marginale perch\u00e9, come ricorda Zepponi, essa era vissuta come espressione umana della celeste \u201dmusica delle sfere\u201d. Il contesto, oltre che dantesco, \u00e8 neoplatonico, ermetico, gnostico, in cui, dunque, l\u2019elemento puramente cristiano risulta essere soltanto un \u201cinvolucro secolarizzato\u201d utile soprattutto a far emergere \u201celementi propri del mondo filosofico classico\u201d. Fra i modelli del Bellincioni l\u2019Orfeo del Poliziano, la commedia \u201cAmphitruo\u201d di Plauto, e reminiscenze da Terenzio. Ad arricchire il libro un prezioso materiale iconografico: incisioni, pagine riprodotte del testo originale, stampe\u2026 La confluenza di diverse discipline induce Zepponi a realizzare un prisma di affascinanti intuizioni, erudite considerazioni, profonde analisi testuali.<\/p>\n<p>La sensazione finale \u00e8 che operazioni di questo tipo, con la loro precisione, rappresentano un necessario argine alla valanga di un\u2019attualit\u00e0 sempre pi\u00f9 stordente, brutale, barbara e incolta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Andrea Zepponi abbiamo gi\u00e0 parlato a proposito della sua elegante e ironica silloge \u201dZeppa poetica\u201d. Si tratta ora di affrontare nello specifico il tema a lui forse pi\u00f9 caro: la musica antica e il suo rapporto con le altre arti. 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