  {"id":24829,"date":"2024-05-31T18:24:18","date_gmt":"2024-05-31T16:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24829"},"modified":"2024-06-23T18:00:48","modified_gmt":"2024-06-23T16:00:48","slug":"anatomia-di-un-tramonto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24829","title":{"rendered":"Anatomia di un tramonto"},"content":{"rendered":"<p>Tra le caratteristiche della poetica di T. S. Eliot esiste una sostanziale critica alla societ\u00e0 del suo tempo, trasmettendo sempre un senso di profondo disinganno politico. Al di l\u00e0 delle ovvie considerazioni in merito a contesti molto diversi, il fatto che \u201cAnatomia di un tramonto\u201d si apra con un esplicito \u201c\u00e0 la mani\u00e8re di Eliot\u201d \u00e8 gi\u00e0 un indizio di come Marina Torossi Tevini abbia interpretato il ruolo della poesia e in particolare di questa sua silloge poetica. Sicuramente non una produzione che qualcuno oggi definirebbe frutto semplicemente psicologico-intimista tutta presa da vicende interiori e \u201cpsicologismi di maniera\u201d; piuttosto un\u2019autentica necessit\u00e0 di testimoniare i fatti della vita, anche nella loro durezza. Testimonianza che si manifesta immediatamente di fronte al disincanto del tempo, con tutti i rischi che si porta appresso: \u201cci sar\u00e0 tempo per me e per te\u201d; e ancora \u201cci sar\u00e0 tempo? Ci sar\u00e0 tempo per decisioni e indecisioni?\u201d.<\/p>\n<p>Tutto coerente se si pensa che ad epilogo della raccolta troviamo ancora il tempo; precisamente \u201cmi manca il tempo oscillante\u201d \u2013 peraltro citato in quarta di copertina -: \u201cMi manca il tempo oscillante\/il tempo che ti ravvolge da un lato\/il tempo fatato\/che ha un suo centro\/e non ha precisione\/il tempo minuto eterno\/o eternit\u00e0 &#8211; minuto\/del tempo minuto\/non so che fare\u201d. Tempo ed esistenze che si avvertono in tutte le sei sezioni della raccolta: \u201cInfiniti &amp; quotidiani\u201d, \u201cAspettando i barbari\u201d, \u201cL\u2019inverno del Terzo Millennio\u201d, \u201cRien ne va plus\u201d, \u201cFunamboli\u201d, ed appunto \u201cIl tempo oscillante\u201d.<\/p>\n<p>Come intuibile, soltanto leggendo questi titoli, lo sguardo lucido e determinato di Marina Torossi ci trasporta da una dimensione apparentemente pi\u00f9 individuale ad una in cui, in tutta evidenza, la poesia diventa mezzo di analisi della societ\u00e0 e dei suoi mutamenti; in cui il passato e il presente sembrano davvero avere molto pi\u00f9 in comune di quanto si possa pensare: \u201ce mentre la folla in delirio\/ esercitava il suo arbitrio di vita e di morte\/ e pollici salivano e scendevano in un gioco crudele,\/ mentre il sangue scorreva negli anfiteatri\/ per gioco e per crudelt\u00e0 assassina\/ mentre nessuno sapeva pi\u00f9 indossare le armi\/ ma amava veder combattere per diletto,\/ mentre tutti si sciacquavano la bocca con belle parole e pensavano ai loro interessi,\/ arrivano i barbari.\/ E misero il piede sudato sul cuore di Roma\u201d (pp.32). Ignoriamo quando la \u201cE intanto, la folla in delirio\u201d sia stata concepita, ma balzano agli occhi i crudeli paradossi di una poesia che sembra parlarci proprio di un\u2019attualit\u00e0 che, giusto \u201cchi si sciacqua la bocca con belle parole\u201d, pu\u00f2 fare finta di ignorare.<\/p>\n<p>Paradossi che ritroviamo frequentemente e che descrivono, sempre con grande lucidit\u00e0, un mondo in cui il nostro declinante Occidente si mostra per quello che \u00e8: \u201cdi traffici e di ingenue presunzioni\/ di accordi infranti e di ideali appannati\u201d (pp.38).<\/p>\n<p>Se con \u201cAspettando i barbari\u201d e con \u201cL\u2019inverno del terzo millennio\u201d l\u2019attenzione verso la socialit\u00e0, verso il mondo con tutte le sue devastazioni anche culturali, \u00e8 pi\u00f9 esplicita, in \u201cRien ne va plus\u201d Marina Torossi torna a una dimensione apparentemente pi\u00f9 privata, in cui lo scorrere del tempo, il ricordo, i viaggi, la vecchiaia, la fanno da padroni; senza per\u00f2 che questa dimensione sia del tutto distaccata da qualche precedente spunto polemico: [\u2026]\u201csugli spalti\/ di un Occidente\/ che scivola nel grigio [\u2026]\u201d. Mentre in \u201cFunamboli\u201d, sembra concentrare gran parte delle nostre fragilit\u00e0, intese anche come perdita di speranze: \u201cDietro alle parole biancolatte\/ abbiamo perso vita e sentimenti\/ foriamo il vuoto\/con lontane esche\/ vestiamo il nulla\/ di speranze spente\u201d (pp.82). Se \u00e8 vero che l\u2019aspetto pi\u00f9 schiettamente polemico e combattivo di Marina Torossi lo possiamo leggere in tutti i suoi \u201cAforismi\u201d, ad epilogo del volume, in \u201cAnatomia di un tramonto\u201d l\u2019evidente impegno civile, l\u2019urgenza di comunicare delle realt\u00e0 dominate dall\u2019ingiustizia, fortunatamente non prevalgono sul ritmo e sulla bellezza delle composizioni, dei versi.<\/p>\n<p>In sostanza il valore di quanto letto in \u201cAnatomia di un tramonto\u201d, consiste proprio nel legame sfuggente, ambiguo e indeterminato che si instaura tra la realt\u00e0 e questo genere letterario, teoricamente il meno narrativo e il meno discorsivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le caratteristiche della poetica di T. S. Eliot esiste una sostanziale critica alla societ\u00e0 del suo tempo, trasmettendo sempre un senso di profondo disinganno politico. 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