  {"id":24908,"date":"2024-09-05T19:56:42","date_gmt":"2024-09-05T17:56:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24908"},"modified":"2024-09-05T19:56:42","modified_gmt":"2024-09-05T17:56:42","slug":"la-coda-delle-lucertole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=24908","title":{"rendered":"La coda delle lucertole"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il <em>weird<\/em> non \u00e8 il mio genere, le lucertole gi\u00e0 di pi\u00f9. Mi hanno sempre incuriosita. Scattanti, veloci, capaci di infilarsi in ogni anfratto, in ogni crepa di muro di campagna. E questo libro \u00e8 stato per me una piccola lucertola, come promettono la bellissima copertina e un incipit perfetto:<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abVincenzina Montefiori ha ventitr\u00e9 anni, una &#8211; quasi &#8211; laurea breve in Lettere, uno scantinato senza riscaldamento in cui vive da tre mesi e sette scatolette di tonno nella dispensa. Ha anche un nome da primi del Novecento, del quale ancora non si capacita, e cinquanta chili scarsi per circa un metro e ottanta di fisico sgraziato.\u00bb<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Insomma questo racconto breve, veloce e scattante, forse fin troppo per me in alcuni passaggi, si \u00e8 infilato nelle mie crepe (quelle che forse abbiamo tutti, quelle che stanno sul confine labile tra mondo reale e mondo \u201coltre\u201d) e mi ha portato nel dark fantasy. Quindi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">touch\u00e9<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, cara giovane autrice.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nel mio caso <strong>Alice Cervia<\/strong> ha tirato a s\u00e9 un\u2019amante del realismo, che pi\u00f9 in l\u00e0 del postmodernismo e del realismo magico raramente si era spinta, e l\u2019ha tenuta fino alla fine de <\/span><a href=\"https:\/\/www.aughedizioni.it\/prodotto\/la-coda-delle-lucertole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">La coda delle lucertole<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, romanzo breve ma denso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La protagonista ha una laurea breve in lettere da raggiungere e che da breve sta diventando infinita perch\u00e9 il traguardo si allontana sempre pi\u00f9; per \u201cprovare a vivere\u201d e mantenersi in un basso in affitto in cui la luce entra solo per sbaglio e il riscaldamento non esiste, fa ricerche genealogiche su commissione. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nella sua casa di famiglia ha lasciato una madre sufficientemente digitalizzata che le scrive messaggi su whatsapp e un padre malato di Alzheimer che ogni tanto le compare improvvisamente davanti chiedendole di aiutarlo a ritrovare le sue origini. Anche il suo vicino di casa, un tipo strano a met\u00e0 tra il bizzarro e l\u2019inquietante, dal nome biblico di Ruben, le compare spesso davanti, e pure lui le chiede di aiutarlo a rintracciare la storia familiare di Mario, un senzatetto scomparso anni prima.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">\u00ab[&#8230;] i\u00a0 cimiteri le sono sempre piaciuti. Tutte\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">quelle foto, tutte quelle storie. Non li ha mai visti come luoghi di\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">fine, ma di nuovi inizi. Quei corpi l\u00ec sotto non li pensa \u201csepolti\u201d\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ma \u201cseminati\u201d in attesa di ricominciare. Non una destinazione\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">finale, insomma, ma un luogo di passaggio. Si sente a suo agio\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">tra le lapidi e ci si muove fluida, come tra gli scaffali della sua\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">libreria preferita. \u00bb<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vincenzina si trova cos\u00ec a entrare in un tunnel di morti misteriose, in apparenza una catena di suicidi, verificatisi in epoche diverse ma che sembrano comunque legate tra loro, e tenute unite dalla figura di un lanternista girovago parigino vissuto nell\u2019ottocento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I brevi dialoghi tra Vincenzina e Ruben sono a tratti esilaranti, cos\u00ec come alcune scene di vita quotidiana in cui il reale viene abilmente mescolato al fantastico. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019idea di Cervia \u00e8 originale, il racconto che ne ha preso forma \u00e8 come una tempesta di fulmini: secco e veloce. Che alla fine ti morde un pezzettino di inconscio e lo mette sottovuoto, magari proprio in uno degli appositi vasetti di vetro del coprotagonista Ruben, che si scoprir\u00e0 essere un cacciatore di anime evase.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Leggerlo \u00e8 sottoporsi a una mini-centrifuga di luci stroboscopiche che lascia un po\u2019 frastornati e con un velo di inquietudine addosso: non troppa n\u00e9 troppo poca, proprio come la misura del libro, a met\u00e0 tra il racconto lungo e il romanzo breve.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il weird non \u00e8 il mio genere, le lucertole gi\u00e0 di pi\u00f9. Mi hanno sempre incuriosita. Scattanti, veloci, capaci di infilarsi in ogni anfratto, in ogni crepa di muro di campagna. 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