  {"id":25761,"date":"2026-10-19T21:54:12","date_gmt":"2026-10-19T19:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=25761"},"modified":"2026-10-20T14:43:42","modified_gmt":"2026-10-20T12:43:42","slug":"nella-terra-del-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=25761","title":{"rendered":"Nella terra del mito"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNella terra del mito\u201d, di Marina Torossi, \u00e8 un romanzo relativamente breve \u2013 poco pi\u00f9 di centoventi pagine \u2013 ma \u00e8 anche la dimostrazione che brevit\u00e0 non \u00e8 sinonimo di scarsit\u00e0 di contenuti e di pressapochismo. Il \u201cmito\u201d, inquadrato nella terra minoica, infatti ci conduce non soltanto a considerare diversi piani storici, ma soprattutto, raccontando la parabola di una famiglia, tragica e nel contempo prototipo di un certo modo di vivere nella societ\u00e0 attuale, ci porta a riflettere su temi reali, di cui probabilmente molti occidentali non hanno piena consapevolezza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la famiglia tragga origine, intorno al 1905, da un incontro a Creta \u2013 luogo dove l\u2019armonia fa il paio con una bellezza e cultura millenaria \u2013 tra Jim, un giovane britannico, al momento semicieco, giunto sull\u2019isola accompagnato da una sorella devota, con la ferma intenzione di produrre un\u2019opera poderosa sulla civilt\u00e0 minoica; e Jane, una ragazza letteralmente fuggita dal suo ambiente familiare, che a quel tempo condivideva la sua vita con Ellen, un\u2019archeologa.<\/p>\n<p>In sostanza una nuova famiglia nata dalla rottura delle famiglie di origine, senza patria, una coppia di esuli che si ritrovano senza una rete di protezione, in un luogo che prometteva una grande libert\u00e0; e dove il mare appariva molto diverso dai paesaggi del Nord, dove \u201csi doveva essere in grado di convivere con la libert\u00e0 e l\u2019inquietudine\u201d.<\/p>\n<p>Questo il piano storico pi\u00f9 antico, che avr\u00e0 una conclusione decisamente tragica. Ma non una conclusione definitiva in quanto \u201cnella terra del mito\u201d, troviamo anche Alexis, il bisnipote della coppia, che, intorno al 2010, alla ricerca delle sue origini \u2013 ovvero del nonno Markos, sopravvissuto a Buchenwald, e rifugiatosi a Creta intenzionato \u201ca seppellire l\u2019orrore che aveva attraversato dietro ad una patina di vita primitiva\u201d &#8211; vedr\u00e0 una Creta decisamente diversa da quella vissuta molti anni prima dai suoi progenitori: \u201cLa zona di Festo e di Agia Tiada era affollata da turisti, ma riuscirono ad evitarli sistemandosi nella campagna circostante e recandosi nella zona degli scavi solo al tramonto quando i turisti sciamavano tirati a lucido verso gli happy hours\u201d (p.113). Creta forse la comprender\u00e0 accompagnato da Anna, sua moglie, mentre tutti e due sono in pensiero per Sophie, la figlia, che in quel momento vive a New Orleans, anoressica e caparbia nel \u201cperseguire una strada che definiva di purificazione\u201d.<\/p>\n<p>Semmai, quello che colpisce di \u201cNella terra del mito\u201d \u2013 indubbiamente l\u2019aspetto pi\u00f9 sorprendente e \u00a0sicuramente pi\u00f9 apprezzabile del romanzo &#8211; \u00e8 l\u2019estrema complessit\u00e0, ricchissimo di excursus biografici, artistici, mitologici, sociali, morali, seppur funzionali a inquadrare vicenda e personaggi, che comunque non ne complicano affatto la chiarezza e la comprensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista lo potremmo definire una specie di piccola \u2013 viste le dimensioni \u2013 \u201copera-mondo\u201d. Opera-mondo che, se andiamo a leggere qualche definizione di Franco Moretti, significa un\u2019opera che ambisce a sovrapporre e a sintetizzare diverse dimensioni narrative. Ed effettivamente sono molte le dimensioni narrative presenti nella \u201cterra del mito!. Come anticipato, il piano temporale che oscilla tra il 1905-1906, in parte il 1970, e il 2010; ma soprattutto ci si immerge senza alcun fastidio nelle numerose analisi storico sociali, nonch\u00e9 artistiche, mitologiche, biografiche, che scaturiscono sia dalle vicissitudini dei protagonisti sia dalla semplice contemplazione dei paesaggi passati e presenti: \u201cIl mondo minoico, come risult\u00f2 dai primi scavi, era un mondo molto diverso da tutte le altre civilt\u00e0 fino allora scoperte [\u2026] La principale differenza era che vi regnava un eccezionale spirito di armonia tra uomini e donne [\u2026] Le sembrava di entrare in una dimensione che, in qualche modo, si opponeva a tutto quello che aveva visto fino ad allora. Un luogo in cui si realizzavano i suoi sogni\u201d (p.15). Sogni destinati presto ad evaporare una volta usciti da Creta; e soprattutto, come intuibile, evaporati anche per i discendenti della coppia, come leggiamo insieme alle parole di Markos: \u201cPoi ho conosciuto il male [\u2026] la vita vera \u00e8 quando fissi negli occhi il tuo carnefice e non riesci a ricordargli che sei anche tu un uomo\u201d (p.11).<\/p>\n<p>In sostanza l\u2019analisi della crisi della societ\u00e0 occidentale appare ancor pi\u00f9 avvilente proprio perch\u00e9 messa a confronto con un mondo ancora misterioso ma in cui sicuramente, come diceva Jim a sua sorella, conteneva \u201cla chiave per leggere la realt\u00e0\u201d e che \u201cmigliaia di anni fa aveva toccato il senso delle cose\u201d\u00a0 (p.13). Giustamente polemico, illuminato dall\u2019amore per la classicit\u00e0, \u00e8 un romanzo che merita di essere letto e, proprio in virt\u00f9 della sua ricchezza di contenuti, anche riletto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNella terra del mito\u201d, di Marina Torossi, \u00e8 un romanzo relativamente breve \u2013 poco pi\u00f9 di centoventi pagine \u2013 ma \u00e8 anche la dimostrazione che brevit\u00e0 non \u00e8 sinonimo di scarsit\u00e0 di contenuti e di pressapochismo. 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