  {"id":3779,"date":"2012-10-15T16:59:28","date_gmt":"2012-10-15T14:59:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lankenauta.it\/?p=3779"},"modified":"2025-09-28T00:48:17","modified_gmt":"2025-09-27T22:48:17","slug":"il-viaggio-verso-agartha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=3779","title":{"rendered":"I bambini che inseguono le stelle &#8211; Viaggio verso Agartha"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Avete mai sentito parlare di Agartha (o Agarthi: il nome \u00e8 stato pronunciato e scritto in pi\u00f9 modi, simili tra loro)? Il regno mitologico sotterraneo descritto nell\u2019 Ottocento da <b>Willis George Emerson <\/b>e in seguito fascinosamente narrato in <b><i>Bestie, uomini e dei<\/i><\/b> di <b>Ferdynand Ossendowski<\/b>, per infine essere riletto in modo \u201cscientifico\u201d da <b>Ren\u00e9 Gu\u00e9non<\/b>, ne <b><i>Il Re del mondo<\/i><\/b>. Anche il cantautore catanese <b>Franco Battiato<\/b>, nell\u2019omonimo brano <b><i>Il Re del mondo<\/i><\/b>, contenuto nell\u2019album <strong><em>L&#8217;era del cinghiale bianco<\/em><\/strong>, omaggi\u00f2 a suo modo, nel 1979, questo mondo leggendario presente nella mitologia di pi\u00f9 culture e tradizioni, che i pochi i quali affermano di averne avuto notizie certe sull\u2019esistenza situano all\u2019interno dell\u2019Asia centrale. C\u2019\u00e8 chi lo ha associato al regno di <b>Shambhala<\/b>, che nel <b>tantra Khalachakra<\/b> del buddismo tibetano viene descritto in modo simile a quello che i presunti testimoni affermano di aver visto. Ma cos\u2019\u00e8, di fatto, Agartha? \u00c8 una sorta di paradiso perduto, o per meglio dire occultato, in un tempo remoto a un\u2019umanit\u00e0 predatrice che ne avrebbe assorbito ogni risorsa sacra e spirituale, ogni energia immateriale che manteneva l\u2019equilibro tra l\u2019uomo, la natura e il cosmo. Tanti regnanti, pi\u00f9 o meno illuminati, avrebbero infatti cercato l\u2019ingresso nascosto di Agartha, lungo l\u2019arco della storia, per assorbirne l\u2019energia e accrescere il proprio potere (\u00e8 noto, agli studiosi contemporanei, l\u2019interesse della Germania nazionalsocialista, sulla scia delle teorie della <b>Blavatsky<\/b>, per l\u2019ubicazione di Agartha, ricercata vanamente in Asia). Questa breve e doverosa premessa per introdurre, non una mini trattazione misteriosofico-esoterica ma un\u2019anime diretto da Makoto Shinkai, regista giapponese classe 1973, che aveva gi\u00e0 firmato opere di notevole spessore come <b><i>La voce delle stelle<\/i><\/b> e <b><i>5 cm per second<\/i><\/b>. <i>Hoshi o ou kodomo<\/i>, letteralmente \u201cbambini che inseguono le stelle\u201d, \u00e8 un lungometraggio animato poetico e toccante basato proprio sull\u2019esistenza di questo mitologico regno sotterraneo e sulla naturale ricerca di risposte, attraverso il viaggio di personaggi tra loro assai differenti, ai quesiti esistenziali che accompagnano da sempre, pi\u00f9 o meno gravosamente, tutti gli esseri umani. Il senso della vita e della morte, della perdita e della conseguente solitudine, entrano armoniosamente nel corpo narrativo di una fiaba adulta, in cui protagonisti sono per\u00f2 due bambini appartenenti a due diversi regni: quello soprastante, da noi vissuto e conosciuto, e quello sotterraneo e occulto, del quale fino ad adesso abbiamo parlato. Agartha, per l\u2019appunto.<\/p>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/5\/56\/Hoshi_o_ou_kodomo.png\/960px-Hoshi_o_ou_kodomo.png\" alt=\"Viaggio verso Agartha - Wikipedia\" \/>\n<p>Asuna \u00e8 una dodicenne che ha perso il padre in tenerissima et\u00e0, e la cui madre infermiera \u00e8 spesso via per turni di notte che la costringono a star sola per larga parte della giornata. La piccola \u00e8 forte e curiosa, avvolta per\u00f2 da una persistente nostalgia per un padre che le aveva lasciato in dono una vecchia radio a galena che Asuna ascolta nella solitudine delle montagne circostanti. Proprio in questo luogo intercetta una coinvolgente e magica melodia, preludio all\u2019incontro con Shun, un ragazzo proveniente da Agartha, venuto a morire nel mondo soprastante.\u00a0 La morte di Shun acuir\u00e0 ancor pi\u00f9 in Asuna il vuoto lasciato dalla perdita del padre, ma aprir\u00e0 alla ragazzina le porte di un nuovo mondo: quello di Agartha. Agartha per\u00f2 \u00e8 ricercata anche da un\u2019organizzazione militare segreta, di cui fa parte anche Ryuji, l\u2019insegnante di Asuna, che vuol scendere nelle profondit\u00e0 del regno sotterraneo per riportare in vita l\u2019amata moglie prematuramente deceduta. Per una serie di rocambolesche circostanze, Asuna e Riuji si troveranno fianco a fianco in viaggio verso Agartha, ne attraverseranno le porte grazie alla <i>clavis<\/i>, la chiave d\u2019ingresso, accompagnati da Mim\u00ec, un gattino che scopriranno essere in realt\u00e0 una potente divinit\u00e0. e dall\u2019impavido Shin, fratello minore di Shun, inviato a recuperare il cristallo sulla terra.\u00a0 Agartha\u00a0 non \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec accogliente con coloro che vengono dalla terra di sopra, memore dei soprusi ricevuti nel tempo, e mostra tutta la sua ostilit\u00e0 tanto da mettere in serio pericolo i viaggiatori. Tutti i personaggi sulla ribalta dovranno venire a capo delle loro passioni e dei loro desideri, per capire cosa si nasconde nel proprio animo e per trovare l\u2019armonia tra il proprio s\u00e9 e il cosmo, accettando il senso circolare di un&#8217;esistenza che per mantenere il suo equilibrio necessit\u00e0 della vita cos\u00ec come della morte.<\/p>\n<p>Un\u2019opera intensa e ricca di significati adulti e profondi, per un\u2019animazione davvero rimarchevole sia nel tratto che nei colori, rovinata per\u00f2 \u2013 \u00e8 d\u2019obbligo dirlo, e me ne dispiace molto \u2013 da un doppiaggio italiano scandaloso affidato a non professionisti per la maggior parte nemmeno di lingua italiana. Non ci sono parole per esprimere lo sdegno degli appassionati per tale nefasta operazione portata a compimento dalla Kaz\u00e9, evidentemente non nuova a leggerezze e inadempienze in fase di confezionamento di prodotti che, al contrario, hanno una qualit\u00e0 visiva e contenutistica notevole, come nel caso in questione. Il consiglio pertanto \u00e8: vedetelo in qualsiasi lingua, o sottotitolato se avete la fortuna di trovarlo, tranne che nel doppiaggio proposto per l\u2019home video dalla Kaz\u00e9. Detto ci\u00f2, sono lieto invece di spendere qualche parola di commento su un\u2019opera che a tratti toglie il fiato per la bellezza visiva, sull\u2019interessante spunto narrativo, nonostante Shinkai non si concentri pi\u00f9 di tanto nell\u2019approfondimento psicologico, e pi\u00f9 in generale su un apparato tecnico di primo livello distribuito sulle capacit\u00e0 dello stesso Shinkai, di Takumi Tanji e di Takayo Nishimura, senza dimenticare l\u2019affascinante colonna sonora.<\/p>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/orgoglionerd.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/i-bambini-che-inseguono-le-stelle-3.jpg\" alt=\"I Bambini Che Inseguono Le Stelle 3\" \/>\n<p>Makoto Shinkai, dichiarato fan del maestro <b>Hayao Miyazaki<\/b>, dimostra nuovamente una sensibilit\u00e0 e un tocco fuori dal comune nel dirigere un anime che va dritto al cuore dei motivi dell\u2019esistenza umana; filtrando, in ossequio alle tematiche proposte nei lungometraggi animati del fondatore dello Studio Ghibli, una pedagogia che attinge a piene mani dai fondamenti della tradizione estremo orientale e dai suoi culti animisti, soffermandosi sulla dicotomia vita-morte per insinuare pi\u00f9 dubbi salvifici che risposte dogmatiche, assecondando cos\u00ec i principi di un&#8217;ontologia che rifugge l\u2019assolutezza delle dimensioni percepite e veicolando, attraverso la narrazione fiabesca e fantasiosa, concetti solitamente trattati in forma grave e monodimensionale, le cui risposte sono per lo pi\u00f9 affidate alla legge degli uomini e delle religioni (monoteistiche). Ancora una volta \u00e8 centrale il tema dell\u2019equilibrio tra gli opposti in conflitto, in realt\u00e0 sempre parti di unicum la cui fenomenologia pu\u00f2 trarre in inganno se ci si abbandona solo a una concezione indotta e lineare dell\u2019esistenza e non si va oltre i muri eretti dalla ragione. Il vuoto, le deprivazioni e il senso di mancanza dovuti a una perdita importante, ci insegna Shinkai attraverso la parabola dei tre protagonisti, non sono altro che una condizione psicologica ed esistenziale che va superata per guardare avanti, per cercare al di l\u00e0 dei piccoli grandi contesti immediatamente percepiti, per scoprire che oltre il lungo percorso del dolore e della solitudine ci sono ancora possibilit\u00e0 e terre inesplorate. Come Agartha, appunto, mondo sotterraneo non importa quanto immaginifico o improbabile, in cui ritrovare s\u00e9 stessi nel confronto con l\u2019inconoscibile fattosi nuova conoscenza. Anche gli stessi abitanti di Agartha, pertanto, dovranno aprirsi all&#8217;alterit\u00e0 verso chi era percepito solo come straniero e predatore, come impuro.<\/p>\n<p>Nessuna particolare vicinanza col mondo descritto dalle pagine di Ossendowski, l\u2019Agartha di Shinkai \u00e8 pi\u00f9 che altro una terra totalmente immaginifica, costruita sulla fantasia dei suoi creatori e su figure mitologiche della tradizione estremo orientale. Scelta assolutamente condivisibile per l\u2019opera proposta, proprio perch\u00e9 il regno sotterraneo la cui porta verr\u00e0 varcata da Asuna e Ryuji, \u00e8 pi\u00f9 che altro un altrove immaginario e misterioso non privo di prove e pericoli, in cui rigenerasi e ritrovarsi, sconfiggendo il mal di vivere contratto nel mondo soprastante. <i>I bambini che inseguono le stelle,<\/i> presentato in Italia al Future Film Festival 2012 di Bologna, \u00e8 dunque un\u2019avventura tutta da vivere, un percorso iniziatico che doner\u00e0 a una bambina, Asuna, la consapevolezza che il crescere porta con s\u00e9, oltre alle responsabilit\u00e0 incalzanti che proiettano nell&#8217;et\u00e0 adulta, l\u2019infinito fascino della scoperta.<\/p>\n<p><strong>Federico Mag<\/strong>i, ottobre 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai sentito parlare di Agartha (o Agarthi: il nome \u00e8 stato pronunciato e scritto in pi\u00f9 modi, simili tra loro)? 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