  {"id":6474,"date":"2010-12-17T14:36:38","date_gmt":"2010-12-17T13:36:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lankenauta.it\/?p=6474"},"modified":"2025-07-23T17:09:10","modified_gmt":"2025-07-23T15:09:10","slug":"incontrerai-luomo-dei-tuoi-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lankenauta.it\/?p=6474","title":{"rendered":"Incontrerai l&#8217;uomo dei tuoi sogni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Torna Woody Allen, con una commedia sentimentale che riprende alcune tematiche a lui care, sviluppate attraverso diversi registri narrativi del suo cinema pi\u00f9 recente. E sorprendentemente &#8211; ma non poi tanto, a ben guardare &#8211; torna proprio a Londra, abbandonata da due film a questa parte e protagonista del filone pi\u00f9 glaciale e pessimista (la trilogia <b><i>Match Point<\/i><\/b>, <b><i>Scoop<\/i><\/b>, <strong><em>Sogni e delitti<\/em><\/strong>) del regista newyorchese. <i>Incontrerai l\u2019uomo dei tuoi sogn<\/i>i, titolo volutamente beffardo e fuorviante &#8211; ancorch\u00e9 l\u2019originale sia lievemente differente e dal sinistro retrogusto -, \u00e8 una pellicola che sembra avere le componenti della classica commedia alleniana, quanto meno in partenza, ma che attenua visibilmente il ricorso al consueto campionario di battute taglienti e di dialoghi spiazzanti. \u00c8 pi\u00f9 un\u2019analisi, sempre leggera e disincantata, condita da una sottile vena umoristica mai volgare o banale, della fragilit\u00e0 dell\u2019animo umano, del suo bisogno di relazione e della sua ansia di ricerca di un qualcosa a cui riesca a dare un nome convenzionale che traduca in forma semplice la necessit\u00e0 di condivisione affettiva. Forse \u00e8 l\u2019amore, questo qualcosa, pi\u00f9 probabilmente l\u2019empatia o qualunque altro sentimento che non ci faccia sentire soli a questo mondo. E ci si accorge presto che la commedia sfuma non pi\u00f9 in cerca del cinismo del tempo che fu, n\u00e9 del pessimismo cosmico londinese, ma pi\u00f9 che altro in una sorta di misurata indulgenza nei confronti di personaggi la cui ricerca di felicit\u00e0 non pu\u00f2 che restare incompiuta perch\u00e9 affidata all\u2019auto inganno preventivo per evitare la sofferenza, il confronto con le proprie paure o per non lasciarsi andare alla deriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuno sfugge a questa regola. L\u2019ultrasessantenne Alfie (Anthony Hopkins) ha lasciato l\u2019anziana moglie Helena (Gemma Jones) perch\u00e9 colto da improvviso attacco senile. Sposa una giovanissima e avvenente prostituta, dalla quale vuole un figlio maschio che colmi il vuoto lasciato da un lutto mai elaborato. Helena, depressa e alcolizzata, trova conforto grazie alle cure interessate di una sedicente maga che le spilla un sacco di soldi, lasciandole credere che ha vissuto pi\u00f9 vite e che ha tanta energia positiva intorno a s\u00e9. Helena e Alfie hanno una figlia, Sally (Naomi Watts), che deve affrontare un matrimonio disatroso con uno scrittore fallito e nullafacente (Josh Brolin) che s\u2019invaghisce di una giovane musicista\u00a0 (Freida Pinto) in procinto di sposarsi. Sally lavora in una galleria accanto al capo Greg (Antonio Banderas), per il quale comincia a provare pi\u00f9 che una semplice attrazione fisica. Questa la base di partenza da cui si snodano le vicende sentimentali e esistenziali di personaggi che inevitabilmente aumentano col mutare degli scenari. Nessuno, per\u00f2, alla fine della fiera, sembra trovare l\u2019agognata stabilit\u00e0 affettiva, ed anzi qualcuno cercher\u00e0 &#8211; invano &#8211; di ritornare sui suoi passi.<\/p>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.effettonotteblog.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/incontrerailuomo-film-pic.jpg\" alt=\"Incontrerai l'Uomo dei tuoi Sogni | Effetto Notte\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\">Dicono che Woody Allen tocchi sempre gli stessi argomenti, e questo \u00e8 vero solo in parte; ma non \u00e8 affatto un difetto, a parere di chi vi parla, perch\u00e9 l\u2019artista newyorchese adatta il suo sguardo ai \u00a0passaggi dell\u2019et\u00e0, sia biologica che artistica, e cerca di regalare un cinema che inviti all\u2019immedesimazione e alla riflessione un pubblico mirato, amante dell\u2019arte, colto o quanto meno informato sui fatti del mondo che gli gira attorno, probabilmente pi\u00f9 europeo che americano per mentalit\u00e0. Certo Allen cita sovente s\u00e9 stesso, e non sfugge alla regola nemmeno in questo caso. Palesi sono, a tal proposito, le vicinanze tra il personaggio della giovane prostituta che irretisce Anthony Hopkins con quelli incarnati, in maniera peraltro pi\u00f9 convincente, da Mira Sorvino in <b><i>La dea dell\u2019amore<\/i><\/b> e da Evan Rachel Wood in <b><i>Basta che funzioni<\/i><\/b>. E poi c\u2019\u00e8 il personaggio interpretato dallo stesso Hopkins, alter ego con cui Allen \u00e8 meno indulgente del solito: lo mostra alle prese col Viagra e con l\u2019inadeguatezza di un\u2019et\u00e0 psicologicamente mal vissuta, in tutta la sua decadenza senile. Il cast a disposizione dell\u2019artista di Manhattan \u00e8 sempre di gran lusso, ma meno convincente che in passato, e tra un Hopkins non troppo ispirato, un Banderas senza sussulti, un Josh Brolin ingrassato e poco decifrabile, quello che convince maggiormente \u00e8 l\u2019universo femminile, con Naomi Watts una spanna sopra a tutte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Incontrerai l\u2019uomo dei tuoi sogni<\/i> \u00e8 pertanto un ritorno affatto casuale a Londra, abbandonata con il cupo <i>Sogni e delitti<\/i>, a cui era seguito il solare ma dall\u2019epilogo non consolatorio, <b><i>Vicky Cristina Barcelona<\/i><\/b>. Nemmeno il ritorno a New York, con <i>Basta che funzioni<\/i>, aveva allontanato i dubbi su un pessimismo di ritorno mascherato sotto forma di fatalismo, nonostante l\u2019effetto satirico sia pi\u00f9 palese rispetto alle sue ultime opere. Le trasmigrazioni alleniane culminano dunque nelle reincarnazioni evocate da Helena, persa nel suo vortice di illusioni e di certezze ultraterrene le quali, paradosso dei paradossi,\u00a0le sono indispensabili per restare agganciata a una vita, quanto mai terrena, che sembra sfuggirle. Un\u2019opera sottile e dalle percettibili venature malinconiche, affatto dirompente e di difficile lettura e conseguente apprezzamento se non si \u00e8 amanti del cinema alleniano. Un film sul potere delle illusioni, sulle piccole grandi meschinit\u00e0 che aiutano a sopravvivere e andare avanti. Un Allen forse pi\u00f9 indulgente ma sempre sottilmente amaro e palesemente disilluso, o quanto meno persuaso del fatto che non essendoci alcun Dio a cui rendere conto, l\u2019unico vero giudice che abbiamo \u00e8 soltanto la nostra coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Federico Magi<\/strong>, dicembre 2010.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna Woody Allen, con una commedia sentimentale che riprende alcune tematiche a lui care, sviluppate attraverso diversi registri narrativi del suo cinema pi\u00f9 recente. 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