Amaral Domingos

Mentre Salazar dormiva

Pubblicato il: 30 marzo 2016

I dittatori hanno sempre gestito la repressione del dissenso speculando con l’idea della loro onniscienza. Magari non era così e il loro potere, pur auspicando un autentico totalitarismo, si limitava ad una forma di autoritarismo. Questa in fondo era la situazione del Portogallo di Salazar, l’economista portoghese poi Presidente del Consiglio e leader assoluto dell’“Estado Novo”, una versione molto particolare del fascismo europeo. In questo senso si comprende il titolo dell’ultimo romanzo di Domingos Amaral, dove quel  “mentre Salazar dorme”, viene considerato sia una verità che una bugia. Il dittatore “non dormiva” perché la leggenda si era ormai affermata e quindi si pensava riuscisse a sapere tutto di tutti: “controllava i ministeri delle Finanze, degli Affari Esteri; tutti i giorni parlava con il capitano Agostinho Lourenco, il capo della PVDE, e voleva sapere tutto e spesso seppe anche di noi”.

Protagonista del racconto è Jack Gil Mascarenhas, con un passato di spia filobritannica, di padre inglese e di madre portoghese, che nel 1995, ormai anziano, torna a Lisbona per il matrimonio del nipote. L’occasione per ricordare perfettamente cosa avvenne oltre cinquant’anni prima, nel pieno della seconda guerra mondiale, in quel Portogallo che, proprio perché neutrale, si divideva tra i fedeli all’Asse, i comunisti filosovietici e i sostenitori delle democrazie occidentali. Una sorta di oasi, anche geograficamente un po’decentrata, che, tra rifugiati e personalità di ogni genere, era diventata anche un ricettacolo di spionaggio, controllato e, a volte, represso, dalla polizia politica di Salazar. Una neutralità perseguita con alleanze e politiche contraddittorie ma a quanto pare efficaci. Basti considerare che il regime di Salazar, seppur prossimo ideologicamente al fascismo italiano, e tutt’altro che ostile alle potenze dell’Asse (nel 1945, quando si seppe della morte di Hitler, il dittatore portoghese fece issare le bandiere a lutto), di fatto rese illegali sul territorio portoghese il movimento fascista e nazista e, pur di raggiungere il suo scopo, giunse a formalizzare un’alleanza con il Regno Unito.  Jack Gil Mascarenhas ricorda il contesto cosmopolita del Portogallo, tra mille equilibrismi tutti volti a mantenere una difficile neutralità; e soprattutto come, grazie al caro amico Michael del MI6 (Military Intelligence, Sezione 6), divenne agente britannico, anche per compiacere Mary, donna infelicemente sposata e prima tra le amanti di quel periodo vissuto come spia. Mai imparando davvero a gestire i suoi furori erotici in un mondo dal futuro incerto e il cinismo della sua nuova professione, seguiranno poi Alice, Anika e quella che, con una certa sorpresa del lettore, diventerà sul serio la donna della sua vita. Ma soprattutto saranno anni dedicati a smantellare le reti naziste e a salvare i militari alleati, affrontando gli interrogatori della polizia segreta di Salazar e le ambiguità dei portoghesi sempre più divisi tra nazismo e democrazia: “Nel 1941, il Portogallo era spaccato a metà nelle sue simpatie. Famiglie, popolo, stampa, circoli di potere, si dividevano tra il partito anglofilo e il partito germanofilo, entrambi in competizione per il cuore e le simpatie dei portoghesi” (pag. 45).

La famiglia della sua fidanzata di allora, Carminho, rappresenta l’emblema di questa schizofrenia ideologica, dove, con una sorella filooccidentale e una madre e i fratelli filonastisti, leggiamo del padre: “il generale, poveraccio, restava a mezza strada, né seduto né in piedi, né zitto né cantando, incapace di risolversi. Combattuto tra la voglia di cantare la Marsigliese e il desiderio di non offendere i sentimenti della moglie, dei due figli e, forse anche di un amico chiamato Salazar”(pag. 395). Proprio Salazar (figura che nel romanzo rimane più evocata che presente), col suo sforzo di mantenere il Portogallo fuori dal conflitto – atteggiamento che gli meritò la riconoscenza anche degli avversari e di un popolo meno sensibile ai principi di libertà e democrazia –  viene inquadrato da Amaral tra i suoi dilemmi e ambiguità: “Il presidente del Consiglio aveva difficoltà a conciliare l’anticomunismo viscerale del suo regime con la fedeltà dovuta all’antica alleata, l’Inghilterra, nel momento in cui si era unita all’Unione Sovietica, che Salazar aborriva, e all’America capitalista, che disprezzava” (pag. 191).

Dobbiamo però intenderci su quel “memorie di una spia” del titolo. Il romanzo di Amaral, anche se racconta vicende spionistiche, con personaggi e fatti storici che l’autore ha precisato essere per lo più autentici, in un contesto poco frequentato dalla letteratura di genere, appare davvero come un libro di memorie, con un che di malinconico amplificato dal racconto in prima persona e nell’alternarsi tra passato e presente. Salvo la presenza di un colpo di scena che coinvolge una delle amanti di Jack Gil e poi la donna che finirà per sposare, Amaral ci propone uno svolgimento tutt’altro che complesso, che poco ha a che fare con certe storie autenticamente spionistiche fatte di doppi, tripli e quadrupli giochi. Ne consegue uno stile quasi dimesso e, nell’atmosfera brillante e nel contempo plumbea di Lisbona, senza alcun evidente compiacimento nel descrivere le performances erotiche di Gil Mascarenhas con le sue numerose amanti. Malgrado questa persistente malinconia, che di per sé non rappresenta certo un difetto, il risultato mi è sembrato felice: quasi quattrocento pagine che si leggono in un baleno e fanno scoprire uno squarcio di storia fino ad ora davvero poco conosciuto.

Edizione esaminata e brevi note

Domingos Freitas de Amaral (Lisbona 1967) è laureato in Economia, Master in Relazioni Internazionali a New Tork, ma ha scelto la carriera di giornalista. Attualmente è direttore della rivista “Maxmen” e collabora con vari altri giornali e con emittenti radio e televisive. Questo è il suo quarto libro di narrativa.

Domingos Amaral, “Mentre Salazar dormiva”, Cavallo di Ferro, Roma 2013, pag. 397. (traduzione di Rosaria De Marco)

Luca Menichetti. Lankelot, febbraio 2013