“L’idea era di sperimentare un personaggio che, contro ogni logica, non creasse empatia nel lettore. Lucas non ride, non piange, pare non provare emozioni. Vive secondo una rigida legge interiore ed è difficile riuscire a trovare uno spiraglio, un elemento al quale aggrapparsi per immedesimarsi. Volevo fabbricare un personaggio in grado di commettere atti atroci, qualcosa di imperdonabile, ma volevo allo stesso tempo che il lettore riuscisse in qualche modo a comprenderlo”. Le parole di Nicola Lucchi, intervistato da Antonio Benforte, ci raccontano non soltanto Lucas, il protagonista de “Il giardino dei fiori infelici, quanto l’atmosfera “estrema” – del resto confessata dallo stesso autore –...CONTINUA... Il giardino dei fiori infelici
“L’idea era di sperimentare un personaggio che, contro ogni logica, non creasse empatia nel lettore. Lucas non ride, non piange, pare non provare emozioni. Vive secondo una rigida legge interiore ed è difficile riuscire a trovare uno spiraglio, un elemento al quale aggrapparsi per immedesimarsi. Volevo fabbricare un personaggio in grado di commettere atti atroci, qualcosa di imperdonabile, ma volevo allo stesso tempo che il lettore riuscisse in qualche modo a comprenderlo”. Le parole di Nicola Lucchi, intervistato da Antonio Benforte, ci raccontano non soltanto Lucas, il protagonista de “Il giardino dei fiori infelici, quanto l’atmosfera “estrema” – del resto confessata dallo stesso autore –...CONTINUA...









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