Grazioli Stefano

Putin 4.0

Quando si tratta di monografie su Putin e sulla democratura russa le vie di mezzo sono poche: da un lato le denunce giornalistiche sulla repressione del regime, sui diritti civili negati, sulla corruzione, sulle opacità di un sistema di potere condizionato dagli oligarchi e da una mentalità illiberale ereditata da decenni di autentica dittatura; dall’altro lato l’apologia del “presidente” da parte di chi apprezza “l’uomo forte”, la cosiddetta “democrazia sovrana”, a volte in odio a tutto quello che significa occidente e liberalismo, altre volte – vedi la destra berlusconiana e leghista – barcamenandosi tra fedeltà atlantica, anticomunismo e ammirazione per gli eredi del Kgb. Stefano Grazioli...CONTINUA...

Fitzgerald Francis Scott

Basil Lee

I quattro racconti di questa raccolta, tutti con lo stesso protagonista, furono scritti da Fitzgerald nel 1928, tra la stesura de “IL grande Gatsby” e quella di “Tenera è la notte” e pubblicati sul Saturday Evening Post per 3500 dollari l’uno. Visti i cronici problemi di Fitzgerald con il denaro, si tratta chiaramente di testi realizzati per guadagnare un po’, ciò nonostante l’autore stesso li distingueva da altri, più modesti, e si era affezionato al protagonista che compare, in totale nella sua produzione, in otto storie. Fitzgerald pensò più volte di raccoglierli tutti insieme in un unico volume, ma il progetto non fu mai attuato, poiché temeva che i lettori de “Il grande Gatsby” li...CONTINUA...

Lothar Ernst

Sotto un sole diverso

Fino al 1919 il Sud Tirolo, che noi italiani siamo abituati a chiamare Alto Adige, era austriaco. Con la fine della Grande Guerra quel territorio venne assegnato all'Italia, Paese vincitore. Nel 1922, con l'avvento del Fascismo, prese il via una pesante opera di italianizzazione del Sud Tirolo che, secondo la volontà di Mussolini, doveva perdere i secolari connotati tedeschi. La legge fascista proibì l'uso della lingua tedesca nelle scuole, sui giornali e in tutti i luoghi pubblici, il nome di ogni località, ogni fiume, ogni montagna venne italianizzato così come i cognomi delle persone, con esiti a volte ridicoli: ogni tradizione tedesca venne messa al bando. I dipendenti di lingua tedesca furono...CONTINUA...

Florenskij Pavel A.

Le porte regali. Saggio sull’icona

Il filosofo e teologo russo Pavel Nikolaevič Evdokimov scrisse che “l’icona, punto materiale di questo mondo apre una breccia. Il Trascendente vi fa irruzione e le ondate successive della sua presenza trascendono ogni limite e riempiono l'universo”. Parole impegnative, tanto più enigmatiche per un occidentale che si trova di fronte a quelle conversazioni che Elémire Zolla – autore della prefazione a “Le porte regali” – definisce così incantate “che rapiscono nel mondo degli archetipi, fanno d’ogni cosa tangibile un riflesso sull’acqua” (pp.8). E’ stato infatti il filosofo e storico italiano a curare la prima edizione italiana (1977) dell’opera di Pavel A. Florenskij sull’arte e la liturgia dell’icona...CONTINUA...

Zanibelli Anna

Il mistero del popolo del Serpente

Se siete amanti della montagna e cercate un po’ di refrigerio dalle elevate temperature di questo torrido agosto, Il mistero del popolo del serpente potrebbe essere una lettura che fa al caso vostro. Anna Zanibelli, la sua autrice, vive e lavora in provincia di Cremona. Insegnante, scrittrice e appassionata di montagna è qui al suo romanzo d’esordio, una dichiarazione d’amore per la Val Camonica e la Valsaviore in particolare, alle porte dell’Adamello, luoghi dov’è cresciuta nel corso di ogni estate della sua vita e che le hanno lasciato – con tutta evidenza – un segno indelebile nella memoria e nel cuore. Pencolante tra realtà e finzione, il libro di Zanibelli...CONTINUA...

Baraldi Barbara

Osservatore oscuro

Sulla quarta di copertina dell’ultimo romanzo di Barbara Baraldi troviamo subito una nota sul significato del titolo: “L'osservatore oscuro è l'alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori”. O meglio dovremmo dire su “un” significato, perché il finale del racconto svela qualcosa che va ben oltre le comprensibili turbe mentali della protagonista. L’Osservatore oscuro in sostanza potrebbe rappresentare l’anello di congiunzione tra il serial killer presente in “Aurora nel buio” e il nuovo criminale che ha ucciso all’interno della Certosa di Bologna, di sicuro ambedue ben presenti nella mente fragile...CONTINUA...

Ali Bachtyar

L’ultimo Melograno

La sensazione netta – e la speranza - è quella di trovarsi davanti a uno scrittore di cui sentiremo parlare ancora molto in futuro, anche in Italia. Bachtyar Ali, nato a Sulaymaniyya nel 1960, una decina di romanzi pubblicati in patria, è senza dubbio il romanziere in lingua curda più promettente, soprattutto per quel che riguarda la capacità di parlare anche al di fuori del suo popolo e dei lettori della sua lingua. Recenti pubblicazioni stanno lì a confermarlo: nel 2016 esce in Inghilterra I stared at the night of the city (e vince l’English Pen Award) e qualche mese dopo esce in Germania Der letzte Granatapfel, traduzione da cui a sua volta deriva questa italiana de L’ultimo...CONTINUA...

Conaci Salvatore

Ordo Mortis

Un libro abbastanza breve ma dalle tante sfumature. Un thriller, ambientato alla fine degli anni ’90 in un piccolo paese dell’entroterra calabrese; Alessio è un giovane laureato in lettere che affronta il primo incarico da supplente in sostituzione di un professore della scuola locale. Fin da subito però scopre che c’è qualcosa di profondamente oscuro che aleggia tra gli abitanti. La vicenda sembra partire dal personale e dal privato: s’inizia con il suo arrivo nella casa che ha preso in affitto e rapidamente si passa ai suoi affittuari, per poi allargarsi alla scuola, ai colleghi e infine a tutto il paese e anche ai suoi dintorni. Una sorta di percorso investigativo che porterà il protagonista...CONTINUA...

Tardieu Jean

Hanoi. Lettera a Roger Martin du Gard

Definire soltanto “lettera” quanto scrisse Jean Tardieu al futuro premio Nobel Roger Martin du Gard può apparire un po’ ingeneroso. Dovremmo parlare semmai di diario, come fa notare Gérard Macé, ma seppure abbandonato e ripreso più volte, il testo nasce effettivamente come la lettera di un giovane poeta - Jean Tardieu – al suo “mentore”, conosciuto in occasione degli Décades de Pontigny. A fronte di un incipit che non nasconde affetto e deferenza, l’autore subito si immerge nel racconto della propria vita ad Hanoi. Il poeta era militare di stanza in estremo oriente e svolgeva il servizio di leva in una maniera un po’ particolare, ai limiti dell’imboscamento: era segretario dello Stato maggiore...CONTINUA...

Ward Jesmyn

Salvare le ossa

Esch ha solo quindici anni ed è l'unica ragazza in un mondo fatto di soli uomini. Maschio suo padre, maschi i suoi tre fratelli, maschi i suoi amici. Ed è proprio Esch, in prima persona, a raccontarci la vita a Bois Sauvage, in Mississippi. Una storia che passa essenzialmente attraverso i sensi perché Esch trasmette in maniera nitida e precisa ogni percezione visiva, uditiva, tattile. Attraverso le sue parole, attraverso le descrizioni chirurgiche e minuziose ci arriva l'esatta impressione dell'afa tipica degli Stati Uniti del sud che bagna la pelle anche senza pioggia, ci arriva l'odore polveroso di una terra rossa che sporca tutto quel che sfiora, ci arrivano i latrati di China, la pitt bull...CONTINUA...