Park Chan-wook

No other choice

Vedere l’ultimo film di Park Chan-wook è come “ridere nel pianto”, rubando una strofa meravigliosa e calzante a Lindo Ferretti vecchia maniera, quello di Amandoti. E anche la colonna sonora di questo lavoro immane che è No Other Choice è all’altezza della musica di Zamboni. Sì perché qui vediamo, e ascoltiamo, un film che a tratti...CONTINUA...

Bergman Ronen, Mazzetti Mark

L’impunità dei coloni. Come un movimento estremista ha conquistato Israele

Pubblicato nel 2024 sul New York Time Magazine – non propriamente una rivista simpatizzante di Hamas –  “The unpunished. How extremists took over Israel” di Mark Mazzetti e  Ronen Bergman, peraltro premiato col Polk esteri nel febbraio 2025, è un’inchiesta meticolossissima frutto di anni di indagini sul campo, sulla radicalizzazione della destra ebraica, ma soprattutto su come il movimento dei coloni – “grazie alla protezione della polizia, del sistema giudiziario e della politica” – sia riuscito letteralmente a degradare le istituzioni d’Israele. Nelle prime pagine leggiamo alcuni passaggi fondamentali che spiegano le motivazioni e la struttura della monografia: “Come ha fatto una nazione...CONTINUA...

Carollo Alberto

Casa Palladio e altri racconti di vita vicentina

Uno degli aspetti più significativi di “Casa Palladio” di Alberto Carollo, è subito anticipato nella bandella del libro: “è un cantiere aperto […] nella dimensione che un osservatore illustre come Gian Mario Villalta definisce glocal, fusione ed esasperazione insieme del locale e del globalizzato”. E’ vero che il titolo completo è “Casa Palladio e altri racconti di vita vicentina”, e indubbiamente si colgono personaggi, situazioni che risultano corrispondenti a quanto molti di noi pensano si possa trovare a Vicenza e provincia. In realtà non è che la presenza di imprenditori privi di scrupoli e di giovani figli di arricchiti -  evidentemente poco attenti a quello che combinano i loro pargoli...CONTINUA...

Szalay David

Nella carne

Nella carne entra sottopelle e ci rimane. Perché è una storia che buca come un ago inserito da mano esperta: quando entra nemmeno te ne accorgi, sembra che rimanga in superficie. Poi arriva in vena.  Icastico, minimale, scritto tutto al presente, in terza persona. Una scelta non a caso, da parte di Szalay, che annuncia e descrive i punti di svolta della trama sempre in modo caustico, spesso in una sola riga di testo. E i momenti in cui la storia vira bruscamente sono tanti: racconta una vita...CONTINUA...

Bärfuss Lukas

Il cartone di mio padre. Storia e critica di un’eredità

Il cartone di mio padreIl cartone di mio padre. Storia e critica di un’eredità (L’Orma Editore, pp. 108, traduzione di Margherita Carbonaro) di Lukas Bärfuss colpisce subito per la sproporzione apparente tra l’oggetto e la materia che ne viene estratta. Un cartone – letteralmente: una scatola di documenti appartenuti al padre – diventa il detonatore di una riflessione che riguarda l’eredità (così come l’origine, la famiglia, il diritto) in senso forte, quella che non si deposita nei notai ma nei corpi, nel linguaggio, nei silenzi. Bärfuss non cerca una riconciliazione né un atto d’accusa...CONTINUA...

Manuppelli Nicola

Gatsby – Lezioni fuori rotta su un classico americano

Questo libro potrebbe sembrare un saggio accademico, ma l’autore, Nicola Manuppelli ci tiene a specificare che si tratta di una “lettera d’amore intellettuale” diretta a Il grande Gatsby di Fitzgerald. Una sorta d’invito a non fermarci alla sola lettura del romanzo, ma ad andare oltre per scoprirne i retroscena e i fatti che hanno portato alla sua stesura. Lo scopo del libro è quindi trovare lo spirito dell’opera, e l’autore lo fa con una prosa che ci fa quasi sentire guidati in una sorta di museo, sala dopo sala scopriamo un aspetto diverso della stessa tematica, in quello che potremmo definire un vero e proprio percorso culturale. Questo percorso ci porta attraverso delle prospettive...CONTINUA...

Benforte Antonio

La band del Supersantos

Da molti lettori e recensori, “La ragazza della fontana” di Antonio Benforte era stato definito come una sorta di romanzo di formazione, arricchito da diverse tematiche non soltanto adolescenziali. Anche il suo terzo romanzo, “La  band del Supersantos” potremmo inquadrarlo come romanzo di formazione, visti i giovanissimi protagonisti e le loro avventure nel corso degli anni. Ma il tempo passa e probabilmente anche l’idea di bildungsroman di Benforte si è fatta più matura; e difatti possiamo dire che questa volta parlare di “favola urbana” appare un po’ riduttivo: in realtà, proprio per il legame dei protagonisti col territorio napoletano e con tutti i suoi annosi problemi, c’è molto più “urbano”...CONTINUA...

San Guedoro Lodovica

Il giardino chiuso

Scrivendo delle precedente opera di Lodovica San Guedoro, “La vita è un sogno” avevamo scritto frasi come “un gran bel romanzo, o dramma che dir si voglia”, “nelle pieghe di un linguaggio particolarmente raffinato”. Tutto quello che potremmo ripetere, od addirittura enfatizzare, per quanto contenuto ne “Il giardino chiuso”, l’ultima uscita editoriale della scrittrice “inattuale per elezione”. Sì, perché la bellissima inattualità dello stile di Lodovica San Guedoro ha molto a che fare con l’evidente contaminazione tra romanzo e teatro che troviamo nel “giardino chiuso”. Come leggiamo nell’introduzione al romanzo breve, o come lo si voglia chiamare, il pretesto dello scritto nasce da una riscoperta...CONTINUA...

Macioci Enrico

Il grande buio

“E’ difficile spiegare tutto del tutto, argomentò. La vita è un’isola circondata del buio, da un grande buio, e nel buio accadono fatti al di là della nostra comprensione” (p.102); “Il grande buio c’è sempre, non scappa mica. Il grande buio c’è sempre ma noi non ce ne accorgiamo, e questo è uno dei motivi per cui rimaniamo sani di mente nell’arco della nostra misteriosa e, per molti versi, assurda esistenza” (p.171). Nella sua raccolta di racconti Enrico Macioci cita il “grande buio” solo due volte, ma quel tanto da farci capire come questo “buio” rappresenti qualcosa di molto reale, proprio di ognuno di noi. Una realtà  incerta, sfuggente ed enigmatica piuttosto che complessa, tale da provocare...CONTINUA...

Gurrieri Pietro

Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini

“Cronistoria di una riforma da bocciare” poteva essere il titolo alternativo – o per meglio dire più aggressivo e polemico - della poderosa opera dell’avvocato Pietro Gurrieri “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini”. Cronistoria perché gran parte del libro è incentrato su un amplissimo e meticolosissimo approfondimento storico del dibattito politico e dottrinale della cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati. A partire dal periodo preunitario, passando per i lavori durante la Costituente, per poi giungere ai giorni nostri, con tutto l’iter del disegno di legge Nordio e relative posizioni dei partiti, pareri di costituzionalisti, del CSM...CONTINUA...