Fobo Ettore

Canti d’Amnios

La poesia di Ettore Fobo, che avevo conosciuto per la prima volta in Diario di Casoli (Kipple Officina Libraria, collana “Versi Guasti”, 2015), si nutre di specchiature cosmiche, aperte tanto sull’universo quanto sul momento e il luogo presenti, e dunque sul mondo interiore. In Canti d’Amnios (ed. Montedit, collana “Le schegge d’oro”, 2020) il poeta è tornato a immergersi in questo flusso, raccogliendone impressioni sonore che...CONTINUA...

Messina Dino

Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana

“Oggi ci raccontiamo di aver attraversato i tre incubi del Novecento: il fascismo, il nazismo e il comunismo”. Queste le parole di Antonio Toffetti, classe 1936, figlio di Domenico, vittima della prima ondata di violenze anti-italiane dell’autunno 1943. Parole che troviamo nella quarta di copertina di “Italiani due volte. Dalle foibe al'esodo: una ferita aperta della storia italiana”, e che testimoniano l’origine ideologica delle furibonde polemiche, le strumentalizzazioni, i pregiudizi sugli italiani che vissero e morirono a partire dal 1943 tra Trieste, Pola e i centri dell'Istria occidentale...CONTINUA...

Bregola Davide

I solitari – Scrittori appartati d’Italia

Parafrasando il titolo del celebre dipinto di Francisco Goya “Il sonno della ragione genera mostri” potremmo dire che la frequentazione a vario titolo e più o meno occasionale di scrittori, appartati, non mainstream, magari incontrati al tavolo di un bar, all’angolo di una piazza o in occasione di un festival letterario, genera un libro come quello di Davide Bregola (che di scrittori ne ha frequentati), volume dal titolo I solitari - Scrittori appartati d’Italia (Oligo 2021-...CONTINUA...

Marrucci Claudio, Parissi Carmela

Fantasme: da Messalina a Giorgiana Masi, dove e come incontrarle

Esce per i tipi di Fefè nella collana Pagine vere, un libro singolare: Fantasme. Il titolo è quanto mai evocativo e sufficientemente programmatico: un termine esclusivamente maschile viene dotato per la prima volta di un plurale femminile. Fenomeno bastevole per una storia a sé stante. Di fatto, la prefazione di Claudio Marrucci, che confeziona una raccolta di biografie di defunte non proprio in pace da un’idea dell’illustratrice Carmela Parissi, spiega bene la scelta linguistica e il rispetto dell’autore per l’identità di genere traghetta la riflessione...CONTINUA...

Mercuri Laura

Tra le righe – intervista a Laura Mercuri

Ho posto alcune domande a Laura Mercuri, autrice di Tra le righe, un romanzo edito da  Les Flâneurs Edizioni che, con un buon ritmo narrativo e un tono diretto e colloquiale, pone al centro della vicenda la figura di Tea Rovani, un'editor di grande esperienza a cui viene affidata l'opera di un giovane scrittore esordiente di nome Damiano. La collaborazione tra i due condurrà la protagonista verso un percorso di crescita interiore in cui ogni sua certezza verrà scardinata, dandole la possibilità...CONTINUA...

Scirè Giambattista

Mala Università

“Insomma i concorsi universitari si fanno per predestinazione e per, insomma, per clientela […] Ma io poi la gente…ma cosa si aspetta la gente…che cazzo vuole..perchè non si fa chiamare un posto dov’è il suo maestro?” (pp.251). Queste alcune intercettazioni di conversazioni tra professori universitari, poi riportate fedelmente nel libro di Giambattista Scirè. Conversazioni che sono la palese dimostrazione di abusi di potere ad ogni livello e che, in sostanza, sono l’argomento principale di “Mala Università”; opera di uno storico vittima di un sistema clientelare e che, in molte circostanze possiamo, a buon titolo, definire mafioso. Una mafiosità tipica italiana che non significa soltanto una...CONTINUA...

Lombezzi Giulia

La sostanza instabile

Ci sono eventi che restano traumaticamente infissi nella memoria collettiva per sempre, perché necessitano di elaborazioni talmente lunghe, che non basta l’arco di un’intera esistenza per poterli finalmente considerare smaltiti: tanto che vengono riportati a figli e nipoti con la stessa cocente impellenza che ne ha determinato il trauma; si continua ad associarli con naturale freschezza, come se si fossero verificati un istante prima, all’esatta azione che si stava compiendo allora, quando ci sono piombati addosso, anche solo cronachisticamente. È il caso, per esempio, dei grandi attentati o dei cataclismi naturali, ma anche delle conseguenze della negligenza umana ‒ tanto per attingere al presente...CONTINUA...

Emezi Akwaeke

La morte di Vivek

Tanto vale scriverlo fin da subito: "La morte di Vivek" è uno splendido romanzo. Probabilmente uno dei migliori che ho letto negli ultimi mesi. Scritto in maniera egregia con una delicatezza che sfiora il lirismo ma anche con la dolorosa consapevolezza di addentrarsi al centro di una società ancora incapace di vedere e di accogliere, di (ri)conoscere e capire. Akwaeke Emezi si pone, a mio avviso, come una delle scrittrici più interessanti degli ultimi tempi e, anche per questo, mi sono già ripromessa di leggere "Acquadolce", l'altro suo romanzo...CONTINUA...

Masini Jacopo

Santi numi

È possibile fare dell’ironia su una materia come la santità senza rischiare di offendere la sensibilità religiosa? È ancora valido, oggi, in un mondo laicizzato al massimo, il vecchio adagio “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”? Con che diritto si possono riscrivere le agiografie e le storie sacre, sottolineandone l’incredibilità agli occhi umani? Jacopo Masini fa tutte queste cose: riscrive, attualizza, ironizza, mostra l’assurdo di quelle che tuttavia restano spesso personali convinzioni. Scrive infatti in apertura della sua raccolta: “qualcuno possiede un sistema infallibile per separare il vero dal falso? Non è forse, sempre, alla fine, una questione di fede?” Lo è...CONTINUA...

Mottis Gerry

Domenica Matta. Storia di una strega e del suo boia

Nel romanzo "Domenica Matta. Storia di una strega e del suo boia" di Gerry Mottis realtà storica e finzione letteraria si fondono e si confondono. Il titolo, di per sé, è quasi uno spoiler: qui si parla di Domenica Matta, la strega, e del boia che ne provocò la morte. E, in effetti, questo è. Domenica Matta è una donna vissuta realmente. Venne giustiziata poiché ritenuta strega dal Tribunale della Ragione di Roveredo, nella Svizzera italiana. Morì sul patibolo, decapitata, nel 1616 dopo un processo a cui Mottis, all'interno del...CONTINUA...