Ponti Marco

Sola andata. Trasporti, grandi opere e spese pubbliche senza ritorno

Qui in Italia, quando si azzarda qualche critica alle “Grandi opere”, bisogna spesso mettere le mani avanti e precisare che non siamo estremisti di sinistra, che non siamo simpatizzanti degli anarcoinsurrezionalisti e via dicendo. Quindi, anche nel presentare “Solo andata”, ci viene naturale ricordare che l’autore, Marco Ponti, già professore ordinario al Politecnico di Milano, è uno stimato studioso di economia del trasporti, oltretutto già collaboratore dell’Istituto Bruno Leoni (“Tav: Le ragioni liberali del no”), non propriamente un ricettacolo di sovversivi. Concetto simile lo possiamo  leggere più volte tra le pagine del libro: “Vale la pena ricordare che gli oppositori scientifici italiani...CONTINUA...

Scanzi Andrea

Renzusconi

Erano gli anni del berlusconismo trionfante e Montanelli raccontava a Tiziana Abate vicende note e meno note della sua lunga vita: «Il fatidico 10 giugno del 1940 in Piazza Venezia c’ero anch’io, in compagnia di Pannunzio. Il discorso di Mussolini fu uno dei più brutti che abbia mai pronunciato. Tutto vi suonava falso. E non meno fasulle le ovazioni che gli tributò la piazza […] Improvvisamente Pannunzio, uomo solitamente così misurato da essere giudicato insensibile, sbottò: ‘I più vigliacchi siamo io e te. Perché se nel momento in cui diceva: “Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra Patria”, gli avessimo fatta una pernacchia, si sarebbe sgonfiato tutto».[1]...CONTINUA...

Premuda Corrado, Tranchesi Elsa

La Barcolana dei bambini

In barca con Elsa da Napoli a Trieste Elsa è una brava velista e disegnatrice napoletana, che decide di partecipare alla Barcolana, la famosa regata internazionale per barche a vela che si svolge a Trieste ogni autunno dal 1969. Si tratta di una manifestazione di grande successo e prestigio, molto attesa in città e assai seguita. Elsa, da Napoli, deve così mettersi in viaggio e circumnavigare parte dell'Italia, è un percorso a tratti impegnativo, ma lei non ha paura, perché conosce bene il mare, è esperta ed è anche un'artista, per lei tutto è possibile! Non dimentica mai di portare con sé colori...CONTINUA...

Strout Elizabeth

Mi chiamo Lucy Barton

Elizabeth Strout è uno di quei nomi che mi è capitato di notare centinaia di volte in libreria e su molte pagine internet. Ho spesso snobbato chi genera tanto clamore. Poi, quasi senza volerlo, ho deciso di leggere uno dei suoi romanzi. Uno qualsiasi, mi sono detta. È una donna che scrive e, forse, vale la pena leggere qualcosa per crearsi almeno un'opinione. Ebbene, nonostante la quasi casualità e l'iniziale diffidenza, ho trovato Elizabeth Strout decisamente interessante. Mi è piaciuto molto il modo in cui la scrittrice americana ha tessuto la trama del suo "Mi chiamo Lucy Barton", il modo in cui ha saputo annodare e i filamenti di tante minuscole vicende così da compattarle in una storia tanto...CONTINUA...

Caldirola Davide, Torresin Antonio

Un giorno in parrocchia. Storie da una comunità come tante altre

Un parroco degli anni Duemila si ritrova per caso tra le mani il vecchio Liber Chronicon della sua parrocchia, scritto a mano dal fondatore della stessa, che rimase a governarla per ben quarant'anni. Ispirato da questo solerte predecessore, decide di raccogliere riflessioni, vicende, incontri della sua parrocchia in un diario, che ci offre una panoramica pressocché completa delle molteplici attività che si possono svolgere in questa struttura. Il punto di vista è naturalmente quello del parroco che in questo modo cerca "l'anima della parrocchia", il suo cuore pulsante, vuole mostrarci non numeri e statistiche, ma persone vive, con pregi e difetti come tutti. L'impressione è che i due parroci...CONTINUA...

Pauwels Jacques R.

La grande guerra di classe

La casa editrice Zambon – possiamo leggerlo nel suo sito web - si è presentata contestando “la logica perversa dettata dalle cosiddette ricerche di mercato” ed inoltre “la sistematica disinformazione e dell'altrettanto sistematico indottrinamento reazionario” dei lettori italiani. Questo ha voluto dire un catalogo incentrato su opere di Ludo Martens, Paolo Borgognone, Alan Hart, James Petras, Diego Siragusa, Enrico Vigna e molti altri che, da un lato, vengono considerati paladini della cosiddetta controinformazione; e dall’altro - il lato decisamente meno “antagonista” - vengono accusati di produrre proprio quella disinformazione che invece dicono di combattere. Ora, non vogliamo entrare nel...CONTINUA...

Bianchi Erika

Il contrario delle lucertole

“Vedi, papà, io penso che noi siamo proprio il contrario delle lucertole. Perché il pezzo di coda che abbiamo perso, a noi non solo non ci ricresce, ma continua a farci male, come l’arto fantasma degli amputati”. (pag. 158) Questo breve brano, tagliato dell’ultima parte, è riportato anche sulla quarta di copertina del secondo romanzo della scrittrice fiorentina Erika Bianchi, Il contrario delle lucertole, edito da Giunti. È da qui che il titolo del libro è ripreso e la scelta è stata più che appropriata perché è un romanzo sulle mancanze, questo, sulle...CONTINUA...

Foenkinos David

Charlotte

La Charlotte del titolo è Charlotte Salomon, pittrice ebrea tedesca deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove venne uccisa nel 1943, a soli 26 anni e incinta, in una camera a gas. Perché, ovviamente, ai nazisti nulla importava di chi fosse Charlotte, di cosa avesse vissuto e sofferto, di quanto avesse amato dipingere e di quali sogni si portasse dentro. Ai nazisti bastava sapere che Charlotte era un'ebrea per decretarne la soppressione. Di Charlotte Salomon ci resta una memoria fatta di moltissimi dipinti e disegni, opere che ricordano un po' Chagall...CONTINUA...

Reverberi Gian Franco

La testa nel secchio. Tenco, Paoli, Lauzi, Ciampi, Dalla

Il significato del titolo lo troviamo nella parte centrale del libro, quando Reverberi racconta cosa succedeva in un pionieristico studio di registrazione milanese: “Gino [n.d.r.: Paoli] le stava provando tutte: ad esempio, memore del fatto che Gilbert Bécaud cantava con una mano vicino all’orecchio per ascoltarsi meglio, tentò di imitarlo, ma si dimostrò insufficiente. Allora provammo con un secchio in testa: la voce restava concentrata e l’intonazione andava meglio, ma la voce….” (pp.96). Questo è solo uno degli innumerevoli aneddoti, spesso ancor più originali, contenuti nel libro edito dalla Iacobelli: un’autobiografia di Gian Franco Reverberi, musicista, compositore, arrangiatore, talent...CONTINUA...

Donalisio Fabio

Ambienti saturi

In questa raccolta di poesie “Ambienti saturi” di Fabio Donalisio la prima cosa che spicca è la concisione, come se ci fossero molte cose da dire ma poco spazio per dirle. O forse le molte cose aleggiano intorno al poeta come mosche che vanno scacciate, per esperire una sintesi diversa. Ciò conferisce a questi versi una stralunata eleganza, una freddezza un po’ “acida”, come si legge in una nota di presentazione della casa editrice Amos edizioni. È un’atmosfera rarefatta, con la poesia che, se denuncia la saturazione degli ambienti, non intende saturare il lettore con eccessi...CONTINUA...