Roth Joseph

La leggenda del santo bevitore

È questo l'ultimo scritto di Joseph Roth. Fu pubblicato nel 1939, poco tempo dopo la scomparsa dello scrittore e ne "La leggenda del santo bevitore", fatalmente, si ritrova molto della vita del suo autore. Un racconto che, per il suo contenuto delicatamente morale e a tratti fantastico, ricorda un po' una parabola. Parigi, 1934. Andreas Kartak è un clochard che dorme sotto i ponti della Senna. È un bevitore e vive di poco. La sua esistenza, un giorno, viene stravolta dall'incontro con uno sconosciuto che ha appena vissuto...CONTINUA...

Cusa Francesco

Racconti molesti

“La musica ha sette lettere, la scrittura venticinque note” è uno dei più celebri aforismi di Joseph Joubert, spesso utilizzato per raffigurare i rapporti tra musica e letteratura. Una citazione che probabilmente non avrebbe sfigurato neppure nella quarta di copertina di “Racconti molesti”, l’ultima opera di Francesco Cusa; e non perché i personaggi e le vicende presenti nel libro abbiamo un’esplicita attinenza con qualche argomento musicale. Chi semmai ha molto a che vedere con la musica è proprio l’autore, jazzista di fama, batterista, compositore, esponente di quello che è stato definito “free jazz”. Ed infatti rubacchiando da wikipedia possiamo leggere: “Come indica il nome [ndr: il frre...CONTINUA...

Mearini Elena

È Stato Breve Il Nostro Lungo Viaggio

“Un romanzo sull’identità maschile che un uomo non sarebbe mai stato capace di scrivere”. Questo dice la quarta di copertina del libro, un giudizio che forse è un po’ definitivo ma che non per questo è sbagliato. Chiedersi quanto possa essere credibile un uomo che scrive dal punto di vista di una donna, o una donna che scrive dal punto di vista di un uomo, è sicuramente lecito e la risposta non è certo semplice. In questo caso abbiamo un’autrice, Elena Mearini, che prende le parti di un uomo, Cesare Forti, riuscendoci bene ma non egregiamente, il che tuttavia non influenza negativamente la qualità del racconto, al contrario: gli elementi su cui più si focalizza il libro, ossia la profondità...CONTINUA...

Bianchi Enzo

Gesù e le donne

Dopo aver letto questo libro di Enzo Bianchi, che ha scelto un titolo assai accattivante, viene una gran voglia di rimettersi a leggere il Vangelo e di andare a Bose, in comunità, dove vivono insieme fratelli e sorelle con ruoli paritari e in armonia. Vien voglia di partecipare alla liturgia e di sentirli cantare i Salmi, insieme o a cori alterni, nella loro bella chiesa. Un esempio di come possa esistere una comunità mista, onesta e semplice, ordinata e armoniosa. CONTINUA...

Ricapito Francesco

Reportage Dal Senegal: La Remota Kedougou e Le Terre Dei Poular – Parte 5

Mercoledì 13 settembre 2017 Ci svegliamo di buon’ora, alle sei e quindici. Moussa, il gestore del campement, ieri ci aveva proposto una gita sul Plateau, l’altopiano oltre la cascata, per visitare delle grotte e a noi era sembrata una buona idea. Facciamo colazione con quel che resta del riso con pesce secco e avocado della sera prima, le quantità erano veramente esagerate per due persone. Ad aspettarci fuori c’è Modu, la guida: un giovane alto e ben piazzato, ha la faccia tonda ed un’espressione gentile...CONTINUA...

Caravella Valeria

Il maggiore dei beni

"La mia è una storia fatta di tante ferite. Sono nato da una ferita, quella di mia madre, e vorrei, un giorno non troppo lontano, andarmene senza ferire nessuno, ma soprattutto senza ferire me stesso. Intendo dire che non voglio sentire dolore. Una morte indolore desidero. Mi chiamo Davide e sono un puro. Ho l'età che ho ma nei fatti sono vecchio di almeno sessanta anni. Sono nato vecchio e nel tempo continuo a invecchiare. I miei fratelli credono che io abbia quindici anni, ma loro non capiscono la mia vera età". Le frasi iniziali de "Il maggiore dei beni", opera prima della scrittrice foggiana Valeria Caravella, rappresentano il leitmotiv dell'intera vicenda narrata che, come si intuisce...CONTINUA...

Ricapito Francesco

Reportage Dal Senegal: La Remota Kedougou e Le Terre Dei Poular – Parte 4

Martedì 12 settembre 2017 Il risveglio è provocato più dall’acido lattico che da altri fattori. Le fatiche del giorno prima si fanno sentire, sia io che Jamie abbiamo le gambe rigide, le spalle doloranti ed una probabile carenza di sali minerali. Lei sotto i piedi ha pure due vesciche dalle dimensioni ragguardevoli. Con una camminata da ottantenni in casa di riposo andiamo verso il ristorante dell’hotel per consumare una colazione a base di pane, burro, caffè e latte in polvere. Siamo entrambi d’accordo su cosa fare...CONTINUA...

Jefferson Margo

Negroland

Molti anni fa, seguendo un programma in TV, sentii dire che se un uomo nero è ricco, colto e potente viene considerato automaticamente un bianco. Mi venne da pensare: è considerato bianco dai bianchi o bianco dai neri? Probabilmente da entrambi. Godere di certi privilegi sembra poter tramutare una persona nera in una persona bianca o, almeno, sembra far dimenticare a molti che il nero è nero. Il razzismo di fondo è lampante. I neri, in sostanza, raggiungono lo stesso livello dei bianchi a patto che dimostrino di possedere ricchezza, cultura e potere. Insomma esistono prerogative che appartengono solo ai bianchi e se un nero ha la fortuna e la possibilità di farle proprie, allora può travestirsi...CONTINUA...

Dentini Fabrizio

Canapa medica

Fino a pochi anni fa molti nostri connazionali si dicevano convinti che lo spinello – anche quello occasionale - avrebbe condotto un’intera generazione alla tossicodipendenza: ovvero fumare cannabis il primo passo per poi cadere nel tunnel dell’eroina. Col tempo, e in virtù di quanto accaduto anche all’estero, queste previsioni catastrofiche sono state smentite, non fosse altro che attualmente la tossicodipendenza ha invece molto a che fare con alcool, cocaina e droghe sintetiche. Se poi anche molti magistrati e operatori del diritto e della pubblica sicurezza hanno rivisto le proprie posizioni in merito al proibizionismo, molto più conservatore si è dimostrato il cosiddetto palazzo della politica...CONTINUA...

Ricapito Francesco

Reportage Dal Senegal: La Remota Kedougou e Le Terre Dei Poular – Parte 3

Lunedì 11 settembre 2017 Non ci sembra vero di svegliarci e di essere ancora ragionevolmente asciutti. La tenda ha retto e quando usciamo vediamo un cielo terso, le nuvole sono arrivate con il buio e se ne sono andate con l’alba, come un animale notturno. Per colazione ci spostiamo su una roccia piatta là vicino: apro un pacchetto di Bisko, popolari biscotti senegalesi, tondi, molto piccoli, con il bordo leggermente rialzato. Lo spazio creato dal bordo è perfetto per versarci della marmellata e io ne ho portato...CONTINUA...