Categoria: case editrici

MAGLIANI MARINO

PENINSULARIO

Marino Magliani è per me uno dei più grandi amici e maestri, quindi prendete questa mia recensione come il segno non solo dell’apprezzamento di un lettore, ma della profonda comprensione della natura di un artista. Perché di questo dobbiamo parlare, riferendoci all’opera di questo scrittore figlio del mondo, e non solo della Liguria e dei tanti paesi, in Europa e fuori, in cui ha abitato e abita ancora (penso alla sua Olanda). Peninsulario, uscito da poco per Italo...CONTINUA...

BARBINI TITO

Il treno non si fermò a Kiev

Leggere Il treno non si fermò a Kiev di Tito Barbini (I Libri di Mompracem - Betti Editrice, 2022) è un’esperienza autenticamente trasformativa. Grande viaggiatore e autore di reportage di viaggio da tutto il mondo – che avevo già conosciuto leggendo Il fabbricante di giocattoli (Arkadia Editore, 2021) –, con questo libro non ha solo...CONTINUA...

Manuel de Freitas

Poco allegretto – intervista al traduttore

La persona-poeta ha memoria, non solo propria ma anche sociale e storica, celebra il passato, fatto di relazioni amicali, occasionali o familiari, e ne ha nostalgia: in quest’ultima vive e ne scrive con l’intento di ricordare a noi tutti la fisionomia delle cose e dei fatti, del loro inizio e del loro destino, che in parte dipendono dal singolo; ogni azione deve essere commisurata alla memoria, non solo a quella individuale ma anche a quella collettiva: c’è un flusso temporale che non può essere evitato ma anzi va rispettato. Elemento ricorrente e sacro che, per quanto sembri assurdo, dà respiro...CONTINUA...

FORTI LAURA

Una casa in fiamme

Qualche volta la quarta di un libro è sfavillante: induce a un acquisto irrazionale, la cui irragionevolezza è comprovata spostando appena di poco lo sguardo più sotto o, come in questo caso, dentro il risvolto, sul prezzo di copertina. Qui, la quarta è forviante al contrario, perché banalizza, pur essendo un brano estrapolato dallo stesso romanzo. Probabilmente, la scelta dell’editor non è caduta sul brano giusto: non è il più significativo o il più pregnante. È vero, vi si accenna al palazzo che brucia, riecheggiando il titolo, ma ciò non basta a determinarne l’elezione. CONTINUA...

MANGANELLI LIETTA

Aspettando che l’inferno cominci a funzionare

Per me non è una cosa qualunque scrivere la recensione di un libro sulla vita del padre di un’autrice che, ai miei occhi, è prima di tutto un’amica e una mentore. Ancor più quando il di lei padre, che ho conosciuto tardi (ma non troppo, per fortuna) e in seguito ho letto e approfondito, anche se non ancora abbastanza, ha avuto, con almeno una delle sue opere – Discorso dell’ombra e dello stemma – un influsso determinante sulla mia sensibilità letteraria. Parlo naturalmente di Lietta e di Giorgio Manganelli, del...CONTINUA...

Verde Carmen

Una minima infelicità

Anna viene chiamata Annetta perché non cresce come fanno le altre bambine della sua età. Nel mancato allungamento delle sue ossa c'è la cosciente e recepita volontà di non voler diventare grande. "Se ci vuole ostinazione per non crescere, io ne avevo anche troppa" si legge fin dall'inizio di "Una minima infelicità" di Carmen Verde. Non crescere vuol dire perseverare...CONTINUA...

Palomba Ilaria

Vuoto – intervista all’autrice

Stanca di sentirsi sul punto di straripare, Iris realizza che è giunto il momento di affrontare il suo inconscio, inizia a guardarsi dentro senza filtri. Rivede le spiagge salentine che le hanno strappato l’innocenza e i quartieri della capitale in cui ha cercato fortuna, ritrova nei ricordi adolescenziali frammenti di sé stessa che credeva perduti, insegue gli spettri di un amore fatale e di un’amicizia che si è trasformata in un rimpianto. Fino a far emergere le corrispondenze segrete fra gli eventi della propria vita.  Un memoir visionario, in cui...CONTINUA...

Monti Emanuela

Memorie di un’avventuriera – intervista all’autrice

"Prima donna scrittrice di professione nel panorama anglosassone, celebrata da Virginia Woolf e dal gruppo di Bloomsbury, Aphra Behn vive una parabola straordinariamente avventurosa sullo sfondo turbolento dell'Inghilterra del Seicento, tra la rivoluzione puritana, il regicidio di Carlo I, la restaurazione e il tramonto degli Stuart. La vicenda di Aphra Behn è narrata prevalentemente sotto forma di mémoire in prima persona, con un linguaggio "parlato" diretto e attuale, pur con echi dello stile "storico", e con un taglio psicologico che conferiscono al personaggio un carattere universale. Dal lavoro...CONTINUA...

Amadei Dario, Sbaraglia Elena

Mickey Mouse. La vera storia del topo più famoso del mondo

Come è ovvio fino ad oggi le pubblicazioni di saggi disneyani, intesi come biografie, vicende della The Walt Disney Studio, con tutto l’impatto sociale che ne è derivato, sono state innumerevoli. In questa prospettiva la “biografia romanzata” (cit.) “Mickey Mouse. La vera storia del topo più famoso del mondo” di Dario Amadei ed Elena Sbaraglia, ha il pregio di essere incentrato quasi esclusivamente sul personaggio di Topolino. Scelta oculata perché, come scrivono gli autori, ricordando perché non viene quasi mai citato Paperino: “perché non si può parlare di Donald Duck in poche righe, quasi fosse...CONTINUA...

Moresco Antonio

Il Finimondo. Dal vostro inviato nella città dei morti – intervista all’autore

"Vi posso dire in esclusiva che, nella città dei morti, Dante abita al nono piano di un caseggiato di periferia, insieme a una ballerina di carta in fiamme. 'A una ballerina di carte in fiamme?' domanderà qualcuno di voi, sbalordito. Sì, proprio così! Adesso vi racconto." La voce pungente di Antonio Moresco ci offre un rapporto inesorabile sull’attuale condizione socio-politica internazionale e un’indagine radicale sui meccanismi che hanno portato la società a ritrovarsi in un anfratto buio e apparentemente senza uscita. Il Finimondo vede il capocultura dell’omonimo giornale...CONTINUA...