Ricapito Francesco

Concerto Bryan Adams – Padova, Kioene Arena – 10 Novembre 2017

Pubblicato il: 23 novembre 2017

“Cordiale”, questa è forse la parola migliore per descrivere questa prima tappa italiana del tour del rocker canadese: il “Get Up Tour” è partito a gennaio 2016 insieme all’uscita dell’omonimo album e terminerà a dicembre 2017 dopo la bellezza di cento ottantuno concerti in quarantuno paesi diversi. Non male per un signore di cinquantotto anni che ormai calca le scene internazionali da più di quaranta.

Se non c’è il tutto esaurito, ci si è andati molto vicini. Tra le tribune si vedono pochi posti liberi e nel parterre invece sembra non esserci più spazio, in tutto ci saranno all’incirca cinquemila persone alla Kioene Arena di Padova. Una folla eterogenea, età media trentacinque – quaranta, tutti molto tranquilli, nessuno spintona, le facce sono sorridenti, non c’è quel via vai di gente che caratterizza i grandi concerti, un’atmosfera per l’appunto cordiale.

Ad accogliere il pubblico c’è un megaschermo con una foto in bianco e nero della nuca di Adams affiancata dalla scritta “Get Up” e da una bella freccia rossa che indica verso l’alto, il simbolo del tour. Qualche centinaio di piccole frecce di cartone vengono distribuite da alcuni dei fan più vicini al palco, una di queste arriva fino a noi, servono a fare scenografia. Verso le ventuno la foto sul megaschermo cambia e diventa la copertina dell’album: sempre una foto in bianco e nero ma stavolta del viso di Adams, semicoperto dalle mani di una donna che gli sta dietro. Ogni tanto qualche animazione la fa muovere: linguacce, sguardi torvi, occhi strabuzzati. Sono le nove e dieci, l’inizio era previsto per le nove, il pubblico comincia ad essere impaziente e rumoreggia. I tecnici sul palco fanno avanti e indietro per posizionare i fogli con la scaletta della serata e finiscono di accordare le chitarre. Un’altra animazione sul megaschermo invita il pubblico a spegnere i telefonini.

Sono le ventuno e trenta quando le luci si spengono all’improvviso e la band fa il suo ingresso: accade così velocemente che il pubblico quasi non se ne rende conto. Lui esce per ultimo, accompagnato da urla di gioia, senza tanti preamboli attacca con la prima canzone: Do What Ya Gotta Do tratta dall’ultimo album. Segue il primo dei suoi grandi classici, Can’t Stop This Thing We Started, “Non posso fermare questa cosa che abbiamo iniziato”, una canzone d’amore ma il cui titolo ben si confà all’inizio di un concerto. Lo spezzone iniziale continua con Don’t Even Try, sempre contenuta nell’album Get Up e poi Run To You, bellissima ballata romantica su un uomo diviso tra due donne e che coinvolge tutti con il suo facile ritornello. Sullo schermo passano le immagini dei video delle varie canzoni, inframezzate da inquadrature della band.

Finalmente Adams si ferma un attimo: “Buonasera”, i saluti prima di tutto. Continua con un inglese molto chiaro e ben scandito, un’accortezza preziosa, in genere gli artisti parlano veloci, senza pensare di avere davanti un pubblico non madrelingua. Questa è la prima data italiana del tour, ne seguiranno altre cinque. Adams si scusa per la sua lunga assenza dal bel paese, ben quattro anni, un’eternità per i fan più accaniti. Ringrazia gli organizzatori e per fare ammenda promette un lungo spettacolo stasera.

Insieme a lui una band composta da quattro persone: chitarra, pianoforte, basso e batteria. Sono tutti vestiti uguali, un sobrio completo fatto di pantalone nero, giacca nera e camicia bianca. Il palco è minimalista, essenziale, c’è lo stretto necessario e solo due microfoni supplementari ai lati.

La musica riparte con Go Down Rockin’, canzone allegra, sembra un rock d’altri tempi ma è anch’essa presente nell’ultimo album. Il titolo è decisamente appropriato per una rockstar avanti con gli anni ma che continua ad andare in giro per il mondo a divertirsi. Segue una delle sue canzoni più amate, Heaven, ballata romantica riconosciuta tra le più belle di tutti i tempi. Le luci si fanno soffuse, le coppie intorno a noi si stringono in dolci abbracci. I primi versi della canzone vengono cantati dal pubblico e Adams sembra quasi sorprendersi della cosa.

L’onda romantica si abbassa momentaneamente, arriva This Time, più animata e ballabile, seguita da It’s Only Love: ”la versione originale di questa canzone l’ho cantata con Tina Turner, Tina Turner che stasera (rullo di tamburi)…NON è qui con noi!” Piccola gag che fa sorridere e che introduce un altro dei suoi grandi classici.

Un’altra simpatica gag arriva poco dopo: “nell’ultimo album abbiamo inserito questa canzone rockabilly e quindi vorrei sapere come si dice in italiano “shake your ass?” Il suggerimento arriva dalle prime file. “Muovo el culo? Muovi el culo? Ok Padova, MUOVI IL CULO!“ E parte You Belong To Me, pezzo allegro e su cui effettivamente è impossibile non muovere a tempo qualche parte del proprio corpo.

Arriva il momento del classico dei classici, Summer Of 69, il suo pezzo più famoso: un’allegra ballata sugli amori giovanili e le gioie dell’estate. Tutti la conoscono, tutti la cantano e il finale è impreziosito da un assolo di chitarra inaspettato ma molto apprezzato.

Cala leggermente il volume ma cresce il pathos con una bella versione acustica di Here I Am, registrata per il cartone Spirit – Cavallo Selvaggio e la cui versione italiana è stata interpretata da Zucchero.

Si continua con When You’re Gone e poi arriva un altro classico che inizia con un inconfondibile assolo di pianoforte, (Everything I Do) I Do It For You, ballata romantica che ipnotizza tutti e fa riabbracciare le coppie intorno a noi.

Finita la canzone Adams sfodera il telefono, “è il momento di farsi un selfie”, le luci illuminano il pubblico e paghiamo questo tributo ai social network. Si ricomincia con Back To You, Somebody e Have You Ever Really Loved a Woman.

Arriva il momento della canzone su richiesta: ”sapete, prima dei concerti mi arrivano sempre tante mail che mi chiedono di suonare questa o quella canzone, beh noi cerchiamo di accontentare tutti e stavolta vorremmo suonare quella richiesta da Isabella, che mi ha mandato quattordici mail, QUATTORDICI MAIL. Una era sufficiente, dov’è? Sei qui?” Due mani si alzano dalle prime file, una è non è lei ma solo un’omonima, sembra quindi essere l’altra ma non si capisce. “Beh Isabella questa è per te, dovunque tu sia!” E attacca Please Forgive Me, con il suo iconico inizio, “It still feels like our first night together”, “Sembra ancora come la nostra prima notte insieme.”

Si torna a “muovere il culo”, con The Only Thing That Looks Good On Me It’s You, Adams ed il chitarrista, con il quale sembra avere un certo affiatamento, continuano a scorrazzare a destra e a sinistra per il palco, incontrandosi qualche volta nel mezzo per cantare dallo stesso microfono.

Cuts Like a Knife inizia quella che sembra essere la sezione finale del concerto, segue 18 Til I Die, I’m Ready ed infine Brand New Day il cui ritornello ha dato il nome all’album. Con una profusione di “wake up” e “get up” il concerto si chiude e la band esce di scena tra gli applausi.

Meno di un minuto e tornano in scena per il bis che inizia con Ultimate Love.

Finito il pezzo Adams riprende la parola per raccontare del suo primo concerto in Italia, avvenuto il Sardegna nel ’73, in un locale nel mezzo dell’isola dove l’unica altra persona che parlava inglese era Madonna. Una cover di C’mon Everybody di Eddie Cochran fa ballare tutta la platea, terminato il pezzo la band esce definitivamente di scena e resta solo Adams con la chitarra acustica e l’armonica, è il momento di Straight From The Heart, immancabile in ogni suo concerto.

“5 anni dopo quel concerto in Sardegna, uscì l’album “Into The Fire”, esattamente trent’anni fa, sarebbe quindi sbagliato non suonare un pezzo tratto da quell’album!” Un po’ a sorpresa arriva quindi Heat Of The Night.

“5 anni dopo registrai una canzone con due amici Sting e Rod Stewart, anche loro stasera…Non sono qui, però ci siete voi!” E accompagnato dal pianista, tornato dietro al suo strumento, attacca con All For Love, il gran finale. Esce di scena tra gli applausi, si fa un paio selfie con il pubblico affidando per qualche secondo la chitarra a qualcuno della prima fila e poi ci lascia.

Bryan Adams è tuttora uno dei musicisti più famosi al mondo e questo concerto dimostra il perché: non è facile trovare una rockstar che dopo una lunga carriera offre più di due ore di concerto non-stop, scherzando con il pubblico, raccontando aneddoti e facendolo sentire speciale. Ci vuole talento e ci vuole passione per quello che si fa. Bryan Adams ha sicuramente passato l’apice della sua carriera, ciononostante continua a portare la sua musica in giro per il mondo restando fedele a sé stesso e divertendo i suoi fan. A chi fosse interessato ad una serata di grandi classici che hanno fatto la storia della musica, suonati con gioia e passione, consiglio vivamente un suo concerto.

Links:

https://it.wikipedia.org/wiki/Bryan_Adams

Francesco Ricapito     Novembre 2017