Strinati Fabio

Intervista a Fabio Strinati

Pubblicato il: 4 agosto 2017

Abbiamo letto recentemente l’ultima opera di Fabio Strinati, giovane artista marchigiano. Un poemetto pubblicato dalle “Edizioni Il Foglio” di Gordiano Lupi e certamente la scelta dell’editore non è stata casuale. Lo stesso Strinati così ha voluto presentare il suo lavoro: “Dal proprio nido alla vita è un poemetto che ho deciso di scrivere incrociando sulla mia strada la scrittura di Gordiano Lupi. Ho avuto il piacere di leggere per ben cinque volte “Miracolo a Piombino”, e così, immergendomi a pieno in quella letteratura poetica, profonda, a tratti stilisticamente perfetta, ho cercato di prendere in mano la mia penna e di scrivere su carta la mia anima, dopo quelle cinque letture assidue e terapeutiche, che mi hanno profondamente aperto un mondo”. Affermazioni impegnative, che ci hanno incuriosito, e quindi approfondire alcuni temi con un’intervista al giovane autore ci è sembrato opportuno.

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Buongiorno, per cominciare vorrei chiedere cosa è presente in genere sulla scrivania del lettore Fabio Strinati e se le sue letture hanno in qualche modo influenzato un’opera come “Dal proprio nido alla vita”.

Sulla mia scrivania i libri vanno e vengono in maniera del tutto naturale. Ad esempio in questo momento sto leggendo un grandissimo libro di Fulvio Tomizza che è La miglior vita. Poi mi giro un attimo e noto che sono circondato e sommerso da libri e ti assicuro che molti non so nemmeno io come siano finiti nella mia stanza. Sono un lettore scrupoloso, molto attento ma questo non vuol dire che non mi diverta quando ho a che fare con un buon libro tra le mani. Ho portato anche l’Ulisse di Joice sotto l’ombrellone e questo conferma che non so stare senza leggere e che soprattutto non mi pongo nè sciocchi limiti nè monto strane barriere del tipo “ L’Ulisse sotto l’ombrellone? Ma sei pazzo? “ Poi, per quanto riguarda “Dal proprio nido alla vita “ posso solamente dire che si tratta di un’esperienza unica per me in quanto stiamo parlando del mio primo libro scritto in versi liberi. Inoltre, è un libro ispirato ad un romanzo di Gordiano Lupi che s’intitola Miracolo a Piombino. Quindi si, sulla mia scrivania è transitato anche Miracolo a Piombino.

Fabio Strinati non è solo poeta e scrittore, ma – la biografia è eloquente – musicista e compositore. Ci vuole dire come nasce questa passione per la musica, degli studi intrapresi e l’eventuale rapporto con la scrittura?

Io sono dell’opinione che quando le cose avvengono è perché devono avvenire. Il discorso ruota tutto intorno all’energia; la nostra anima ha bisogno di nutrimento e la mia ha cercato luce chiara come il sole nelle arti della musica e della poesia. Come ho già ripetuto più volte, musica e poesia sono due arti che si completano, ma ognuna ha vita propria. Questo mio pensiero è dovuto dal fatto che tutto ha origine dal ritmo; il nostro cuore è un metronomo, e il nostro corpo è poesia. Nel mio caso la musica è entrata nella mia vita buttando giù la porta e di conseguenza irrompendo in me come lava di un vulcano. La poesia si è rivelata più gentile, affabile, posata. L’ho semplicemente fatta accomodare.

Gordiano Lupi è lo scrittore – editore che ha ispirato il suo ultimo poemetto e che poi l’ha pubblicato. Ce ne vuole parlare brevemente?

Come ho già detto, Miracolo a Piombino è il romanzo di Gordiano Lupi che ha ispirato profondamente il mio poemetto Dal proprio nido alla vita. L’ho letto per cinque volte di seguito perché in un certo senso mi sentivo dispiaciuto di non averlo scritto io perché ho sempre sognato di scrivere un libro poetico ma con l’eleganza nella penna. Non ci sono regole per cui la poesia debba essere elegante anche se io sto inseguendo questa linea semplicemente perché sento che la mia anima richiede questa dimensione. Tutto ruota al suo nutrimento. Basta saperla ascoltare e tutto il resto, si muoverà per inerzia.

Leggendo con attenzione il “Dal proprio nido alla vita”, l’impressione è che la dimensione spirituale sia elemento fondante della sua poesia. E’ così? E magari ci vuoi spiegare cosa intende per spiritualità in campo poetico?

Non riuscirei proprio ad immaginare la poesia senza spiritualità anche perchè la poesia vive molto più intensamente di noi e anche molto più a lungo. Io ragiono per luoghi; tutto quello che nasce e che muore prende forma in un determinato luogo. Questo avviene quando in quel luogo ci sono gli elementi ( nutrimenti ) essenziali per far si che questo accada. Con tutta onestà, quando parlo di spiritualità in campo poetico mi viene in mente la nostra anima che s’intreccia con un rincorrersi di luci e di ombre. Questo alternarsi di bianco e di nero, questo silenzio assordante…

Spesso i poeti o comunque gli artisti, siano davvero autentici artisti o solo aspiranti artisti con poche capacità,  parlano di “emozione”, una parola che temo a volte sia abusata. Credo che la dimensione dell’arte non possa essere solo “emozione” – si pensi alle polemiche di Tomaso Montanari nei confronti di chi, almeno nel campo delle arti figurative, ha parlato molto sbrigativamente di arte uguale emozione – ma esiste anche questo elemento, non c’è dubbio. Per “emozione” cosa intende più precisamente? Un qualche rapporto con quella malinconia e quell’introspezione che si coglie in fondo in tutte  le pagine di “Dal proprio nido alla vita”?

L’emozione è uno stato mentale fondamentale non solo per un artista, ma per tutti gli uomini. Si tratta di una reazione improvvisa e di una sincerità strabiliante. Io quando scrivo una frase, o anche solo una parola, avverto dentro di me un cambiamento psicofisico a dir poco devastante. L’emozione è come un rullo di tamburo che aumenta d’intensità quando in realtà tu vorresti che diminuisse. Ora non saprei dire se Dal proprio nido alla vita racchiuda in sé questa sottile malinconia tra le righe, ma sta di fatto che si tratta di un libro che viaggia molto per conto suo nonostante sia un libro derivato.

 Esistono elementi che ritiene ricorrenti nell’opera poetica di Fabio Strinati o ancora non è possibile azzardare la presenza di autentici fili conduttori ?

Gli unici elementi che ritengo essere ricorrenti sono la vita e la morte. Tutto il resto è variabilità in costante movimento.

 Per concludere ci può dire quali sono i suoi progetti più prossimi e a cosa si sta dedicando, anche in campo musicale e compositivo?

Sto lavorando ad un libro di poesia scritto a quattro mani con Michela Zanarella. Un libro sul silenzio, che si nutre di silenzio ma che ha molto da dire. E lo fa ad alta voce. Per quanto riguarda la musica sto componendo alcuni aforismi musicali sulla linea di Gyorgy Kurtag. Adoro questo grande compositore ungherese. Il suo eco che si dispiega all’interno del brano o tra un brano e l’altro. I suoi giochi di rimandi e di allusioni.

Edizione esaminata e brevi note

Fabio Strinati, (poeta, scrittore, pianista e compositore), nasce  a San Severino Marche nel 1983 e vive a Esanatoglia. Allievo del maestro Fabrizio Ottaviucci, si esibisce come solista e compositore di musica contemporanea. Nel 2014 pubblica il suo primo libro di poesie “Poesie nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo” per Il Foglio Letterario. Nel 2015 esce “Un’allodola ai bordi del pozzo”. Nel 2016 viene pubblicato, ancora per le Edizioni Il Foglio, “Dal proprio nido alla vita”.

Luca Menichetti. Lankenauta, agosto 2017