Mara Wil

The Gemini Virus

Pubblicato il: 18 novembre 2012

E’ probabile che la lettura di “The Gemini Virus” non abbia aggiunto molto al mio bagaglio di conoscenze in letteratura. Ho però scoperto che il “thriller apocalittico”, da sottogenere poco frequentato, negli anni, soprattutto negli Stati Uniti, ha conosciuto un crescente successo. A quanto pare anche grazie al contributo di Wil Mara che appunto, a cominciare dal suo “Wawe” (ancora inedito in Italia), si è specializzato in “disaster fiction. Ora la Gargoyle, ben intenzionata a diversificare l’offerta (e i generi) della sua collana “Extra”, ha scelto Mara, qui al suo primo libro in lingua italiana, per una storia dedicata al catastrofico. La vicenda si apre quando un certo Bob Easton, salutista fanatico (e col senno di poi, con tutti i disastri che presto arriveranno, possiamo cogliere una punta di ironia), sempre in perfetta forma, stranamente si ammala. Non è un raffreddore, comunque fuori norma in un persona come lui, ma qualcosa di molto peggio. Il povero Bob, archiviate le sue velleità di raggiungere il Club dei Centenari, tira le cuoia dopo quattro giorni di atroci sofferenze. Decisamente non era qualcosa da aspirina, non fosse altro che il nostro ex salutista prima di morire è riuscito ad infettare dozzine di persone. Questo accade negli Stati Uniti del Presidente Barack Obama. La banale influenza si rivela un’infezione mortale capace di espandersi in poche ore, con effetti più devastanti di un’epidemia di vaiolo, per non parlare dell’isteria che ne consegue. Protagonisti del romanzo sono due epidemiologi, il celebre Dr. Beck e la Dott.ssa Porter, ai quali viene affidato il compito di rintracciare e debellare il virus. Parallelamente Wil Mara, quale doppia prospettiva, ha voluto raccontare le vicende di una normale coppia di americani con figli, i coniugi Jensen, decisi a fuggire dalla propria casa, dalla marea montante dell’infezione e della psicosi. L’epilogo della vicenda, in parte amaro, non ci risparmia qualche efficace colpo di scena, necessario per tenere vigile il lettore fino all’ultima pagina. E’ chiaro che, con “The Gemini Virus”, Wil Mara non ha puntato a fare Letteratura con L maiuscola; semmai ha voluto proporci una trama plausibile per un efficace intrattenimento, reso tale dalla scelta di lasciare ampio spazio ad elementi di realismo, anche grazie all’attenzione dedicata agli aspetti scientifici. Un intrattenimento forse neppure appesantito da troppi messaggi reconditi, che pure non sarebbero campati in aria quando si toccano argomenti come la salute, la sopravvivenza della propria famiglia, il rapporto con le autorità.

Il carattere realistico di cui vi ho voluto dare conto, pur riferito ad una cosiddetta “disaster fiction”, in qualche modo si è confermato al di là delle scelte stilistiche di Wil Mara: il romanzo esce in Italia per la prima volta nel novembre 2012 proprio quando Barack Obama è stato rieletto alla presidenza degli Stati Uniti. Leggere adesso una vicenda del genere, con Obama tra i personaggi in prima linea, non c’è dubbio che possa apparire qualcosa di meno fantastico, evitando impressioni di ucronia tipo “La svastica sul sole”,  e semmai di più futuribile. Forse proprio la vocazione realistica del romanzo  rende meno efficace la sottotrama fantapolitica che si inserisce nel dramma apocalittico, con il complotto ai danni del nuovo presidente iraniano e quindi dello stesso Obama. Altro aspetto da sottolineare è la compresenza in “The Gemini Virus” di pagine che possono far pensare a generi totalmente diversi; dalla citata fantapolitica, al medical fiction, fino a sprazzi e spruzzi autenticamente splatter, con malati terminali ridotti a zombi grondanti sangue e pus, che non sfigurerebbero neppure nella classica collana horror della Gargoyle e che per di più contribuiscono a riequilibrare qualche momento un po’ zuccheroso presente nella descrizione della famiglia Jensen: “ovunque la pelle si era staccata, gonfia di vesciche, incrostata e appiccicosa. Stava letteralmente scivolando via dal corpo come carne dalle ossa di un arrosto cucinato a fuoco lento, per poi accumularsi in piccoli mucchi […] Il viso era stato alterato in modo così radicale che era impossibile immaginare quale fosse il suo aspetto una volta. Le dimensioni delle pustole variavano da quelle di una biglia a quelle di una pallina da golf. Una pendeva dalla guancia in modo nauseante, come una grossa goccia d’acqua. La pelle era di un coloro rosso porpora irregolare ora che il sanguinamento sottocutaneo aveva raggiunto uno stato avanzato […] E’ stata pugnalata? E’ stata lei stessa a farlo, Micheal” (pag. 55). Fiction finché si vuole ma gli aggettivi “verosimile” e “inquietante” ci stanno tutti.

Edizione esaminata e brevi note

Wil Mara, (1966) scrittore americano. Ha pubblicato più di 80 libri di vario genere e negli ultimi anni si è specializzato in disaster fiction, ottenendo successo di pubblico e di critica con il romanzo Wave (2005), che gli è valso il New Jersey Notable Book Award. Attualmente sta lavorando ad altri due libri sul tema delle calamità naturali e a una nuova serie di thriller. The Gemini Virus è il primo titolo di questo autore pubblicato da Gargoyle.

Wil Mara, “The Gemini Virus”, Gargoyle, Roma 2012, pag. 286

Luca Menichetti. Lankelot, novembre 2012