Dürrenmatt Friedrich

La Promessa

Pubblicato il: 26 luglio 2011

Un romanzo giallo perfetto è quello in cui, alla fine, il colpevole viene individuato, catturato e costretto a pagare per un crimine commesso. E’ quello in cui il bene e la giustizia trionfano e il mistero, qualunque natura esso abbia, viene districato sotto gli occhi di chi legge, con relativo senso di appagamento. Ma in un libro che ha un sottotitolo piuttosto intrigante come “Un requiem per il romanzo giallo” deve esserci qualcosa di diverso.

Siamo in Svizzera. L’io narrante è quello di un letterato che ha appena tenuto un intervento nel corso di una noiosa conferenza sull’arte di scrivere romanzi polizieschi. Durante una notte insonne, davanti al bancone di un bar, lo studioso si imbatte in un uomo: “Il dottor H. era venuto dai Grigioni in qualità di membro di una commissione federale e, poiché il tempo gli aveva impedito di ripartire, aveva sentito anche lui la mia conferenza“. Il mattino successivo i due si mettono in viaggio, in auto, verso Zurigo. Il dottor H., ex comandante della polizia cantonale, ha un modo tutto suo di intendere il romanzo giallo: “quel che mi irrita di più nei vostri romanzi è l’intreccio. […] Voi costruite le vostre trame con logica: tutto accade come in una partita a scacchi, qui il delinquente, là la vittima, qui il complice e laggiù il profittatore; basta che il detective conosca le regole e giochi la partita, ed ecco acciuffato il criminale, aiutata la vittoria della giustizia“.

Insomma la letteratura gialla è fatta di menzogne, finzioni che diventano persino esercizi di stile ma che nulla hanno a che vedere con la realtà. Universi perfetti, quelli dei romanzi gialli, forse anche verosimili ma che non fanno i conti con l’insufficienza dei metodi con la quale la polizia, troppo spesso, deve misurarsi. “Noi non conosciamo mai tutti i fattori necessari ma soltanto pochi elementi per lo più secondari“.

Il dottor H. passa quindi a narrare un fatto accaduto nove anni prima ad uno dei suoi migliori commissari, Matthäi. L’atroce e brutale uccisione di una bambina è il caso che Matthäi deve risolvere. Un giallo, per l’appunto. I fatti sembrano far pensare alla colpevolezza di un pedofilo già noto alle forze dell’ordine. Eppure l’intuito di Matthäi e la promessa fatta ai genitori della piccola Gritli di trovare il vero assassino della figlia lo inducono a considerare un’altra pista. I colleghi, un po’ ottusi e comodi, si accontentano del primo approccio e della prima soluzione evidente, Matthäi no. Per questo, nonostante abbia in mano solo pochi indizi e qualche minuscola coincidenza, sceglie di abbandonare il posto di lavoro e di mettere in atto una sorta di trappola che, nelle sue intenzioni, dovrebbe attirare l’omicida spingendolo ad un nuovo, inquietante crimine.

Dürrenmatt costruisce quindi un giallo imperfetto, difettoso, irrisolto. Uno di quei casi che, nella realtà, sono la norma. Perché la finzione può trovare la sua logica, i suoi incastri mentre i fatti veri, solitamente, devono confrontarsi con l’accidentale, il fortuito, l’imponderabile. Insomma “La promessa” è un romanzo giallo che serve a sottolineare i limiti di un romanzo giallo.

Leggendo questo romanzo, il cui originario nucleo era servito come sceneggiatura per un film del 1957, non si può non pensare ai casi irrisolti di cui, per anni, la polizia  si occupa senza mai arrivare ad una soluzione convincente. Nonostante la tecnologia e la scienza diano un enorme aiuto alle indagini, ci troviamo sempre più o meno dove Dürrenmatt, con il suo scrivere attento e lineare, ha descritto. E le soluzioni migliori, per un giallo, continuano a rimanere per lo più terreno fertile per scrittori di polizieschi.

Edizione esaminata e brevi note

Friedrich Dürrenmatt è nato il 5 gennaio 1921 a Konolfingen, paese nel Canton Berna, in Svizzera. Frequentò l’Università di Berna prima e di Zurigo poi, senza però concludere i suoi studi di filosofia, letteratura e teologia. Iniziò ad interessarsi di scrittura teatrale molto presto. Scrisse racconti, novelle e commedie. Il successo giunse nel 1952 con la rappresentazione della commedia “Il matrimonio di Mr. Mississippi”. Ma la consacrazione arrivò nel 1956 grazie a “La visita della vecchia signora”. Autore di testi teatrali, racconti e di romanzi, Dürrenmatt coltivò con amore e profitto anche l’arte della pittura. E’ morto il 14 dicembre 1990 a seguito di un infarto. Aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita nella cittadina svizzera di Neuchâtel.

Friedrich Dürrenmatt, “La promessa”, Feltrinelli, Milano, 2009. Traduzione di Silvano Daniele.