Ricapito Francesco

Ricapitour 2016 – In Scozia con La Sorella – 4 – La Ferrovia West Highland Line, Fort William e le Highlands Scozzesi

Pubblicato il: 3 novembre 2016

mappa-scoziaBank Street Lodge, Fort William, 18 Agosto 2016

La mattina siamo tra i primi ad alzarci nella camerata da sedici persone. Cercando di fare meno rumore possibile raccogliamo le nostre cose ed usciamo, una rapida colazione a base di tè e biscotti McVitie’s al cioccolato e poi lasciamo l’ostello e ci dirigiamo verso la stazione degli autobus. Il cielo è coperto ma le nuvole non sembrano troppo minacciose.

In meno di un’ora siamo a Glasgow, la città più grande della Scozia che però abbiamo deciso di sacrificare per visitare invece zone più rurali. Ci fermiamo solo un paio d’ore per aspettare il treno che ci porterà alla nostra destinazione di oggi: Fort William. Facciamo la spesa in un supermercato Sainsbury’s poco fuori dalla stazione degli autobus, sono già tre giorni che per pranzo prendiamo i loro panini pronti e cominciamo ormai a conoscerli a memoria. fort-william-1Davanti al supermercato c’è una simpatica scultura raffigurante due gambe in movimento sovrastate da un orologio, tempus fugit come dicevano i latini.

La stazione dei treni di Glasgow non è molto grande, ha circa una decina di binari, ciononostante è incredibilmente rumorosa, forse perché è coperta da una grande volta di vetro e la maggior parte dei treni hanno motori diesel e non funzionano con l’elettricità. Un fatto quest’ultimo che mi sorprende molto, in fondo sono proprio i britannici che hanno inventato il treno.

Ci sediamo su una panchina e nel frattempo mi accorgo che la bottiglietta d’acqua mi si è aperta nello zaino, bagnando buona parte delle magliette. Dovrò ricordarmi di asciugarle stasera, sperando poi che non assumano il tipico odore da “cane bagnato” dei vestiti che restano umidi per troppo tempo.

Il treno è molto simile ad una di quelle vecchie littorine che si possono ancora vedere nelle stazioni italiane e che viaggiano sulle tratte meno frequentate. I sedili sono abbastanza scomodi e consunti, le pareti sono di un beige spento e i finestrini sono parecchio sporchi, sia dentro che fuori.

La nostra meta, Fort William, è definita la “capitale del Regno Unito per gli sport all’aperto”. Sorge circa cento chilometri a nord di Glasgow, nella regione delle Highlands Centrali e grazie alla sua posizione è un ottimo punto d’appoggio per escursionisti e sportivi. Ciò che ci ha convinto a visitarla è soprattutto la West Highland Line, la ferrovia che collega Glasgow a Mallaig, passando per Fort William. Questa tratta è descritta come una delle più belle del mondo dal punto di vista paesaggistico, in più, da Fort William ci sarà poi facile proseguire il viaggio verso la meta successiva, il Lago di Loch Ness.

Il treno è lento e poco ammortizzato, il rumore dei motori diesel quasi copre quello delle ruote metalliche. fort-william-2All’inizio vediamo solo la grigia periferia di Glasgow. Poi però le case finiscono e scorgiamo una parte del grande fiordo che costituisce la foce del fiume Clyde, che attraversa Glasgow. Non passa molto tempo che sulla destra compare il Loch Lomond, il più grande lago della Gran Bretagna. Ebbene sì, Loch Ness non è l’unico Loch in Scozia. A dire il vero, la parola loch significa lago in gaelico ed infatti quasi tutti i nomi dei laghi scozzesi sono preceduti da questa parola. Una scelta decisamente azzeccata se si pensa che questi specchi d’acqua presentano alcune caratteristiche comuni: la forma stretta ed allungata, una sorprendente profondità e acque piuttosto scure. Si potrebbe dire che la parola Loch racchiude in sé una definizione del tipico lago scozzese.

Questo non è il mio primo incontro con il Loch Lomond: qualche anno fa il gruppo scout che frequentavo organizzò un campo estivo proprio qui, con l’obiettivo di conoscere qualche gruppo locale e fare una sorta di “scambio”. Percorremmo il tratto iniziale della West Highland Way, un sentiero lungo 150 chilometri che va da Glasgow a Fort William, passando attraverso il Loch Lomond & The Troassachs National Park, dove si trova appunto il lago. Fu una bellissima esperienza, a noi si unirono quattro ragazzi di un gruppo di Glasgow e per una settimana camminammo attraverso verdi paesaggi e dolci colline, riuscendo anche a fare un bellissimo bagno nel lago. Naturalmente prima di tuffarmi chiesi conferma che da queste parti l’unico mostro lacustre si trovasse nel Loch Ness.

L’unico vero inconveniente che trovammo furono i midgies: piccoli moscerini che da maggio a settembre infestano le zone più umide delle Highlands scozzesi e le cui femmine amano pungere tutto quello che gli capita loro a tiro. Il loro morso non crea prurito come quello delle zanzare ma solo un piccolo puntino rosso sulla pelle, tuttavia la loro massiccia presenza, specie lungo le sponde dei laghi, è veramente una tortura e rende il campeggio molto difficoltoso. Ricordo che dovemmo munirci di grandi scorte di repellente e anche di retine da testa, ma questo non impedì ai fastidiosi insetti di finire nelle nostre cene. Spero vivamente di non incontrarli di nuovo durante questo viaggio.

Il paesaggio attorno al lago è verdissimo e le isolette sembrano i ciuffi di muschio che si usano nei presepi. Passiamo per minuscoli villaggi di poche case, il binario è unico e si sdoppia solo nelle stazioni. fort-william-3In quella Ardlui dobbiamo aspettare un quarto d’ora che arrivi il treno dall’altra direzione prima di proseguire.

Oltre il lago il paesaggio diventa più collinare, la ferrovia serpeggia tra un rilievo e l’altro ed ogni tanto attraversa qualche pittoresca valle deserta. Per almeno un’ora non vediamo nessun grosso centro abitato ma solo qualche casa nei pressi delle stazioni. Quando la vegetazione diventa più rada capiamo di essere su un grande altopiano punteggiato qua e là da macchie di erica. Ad una delle stazioni scendo per prendere una boccata d’aria e all’improvviso un jet militare ci passa sopra a bassissima quota con un rombo assordante. Evidentemente l’aviazione usa questa zona per le sue esercitazioni.

Attraversiamo anche un paio di vecchi viadotti di pietra, molto simili a quello che si vede nel film Harry Potter e la Camera dei Segreti, che in effetti si trova dalle parti di Fort William. Sembra veramente di viaggiare in una terra desolata e senza tempo, solo il graduale ritorno di altre infrastrutture lungo la ferrovia mi ricorda che ci troviamo ancora in Scozia e non in qualche angolo di mondo ben più selvaggio. Dopo quasi quattro ore di treno sobbalzante e di sedile scomodo, arriviamo finalmente a Fort William.

Il paese è piuttosto piccolo e pfort-william-4er fortuna l’ostello non è molto lontano dalla stazione: si chiama Bank Street Lodge, gli interni hanno la tipica moquette che tanto piace ai britannici e qualche decorazione in legno che gli dona un aspetto più montanaro. Siamo in una camera da quattro ma per ora ci siamo solo noi due. Metto ad asciugare i miei vestiti bagnati dalla bottiglietta chiusa male e poi usciamo ad esplorare la città. Stando alla guida questo è uno dei posti con il più alto tasso di precipitazioni di tutta la Scozia; qui i giorni di sole sono circa sessanta all’anno, tuttavia la nostra sfacciata fortuna con il meteo continua e in cielo c’è solo qualche nuvola che corre via veloce, lasciando il posto ad altre, anch’esse piccole e poco minacciose.

Fort William sorge sulle sponde del Loch Linnhe e prende il nome da un forte che venne eretto qui nel 1654 e che serviva a controllare il territorio dalle rivolte giacobite. Da qui passa il Caledonian Canal, un canale navigabile lungo cento chilometri che venne scavato nel XIX secolo e che, sfruttando soprattutto le insenature ed i laghi della zona, attraversa la Scozia collegando così l’Oceano Atlantico con il Mare del Nord. La costruzione della ferrovia poi contribuì a rendere Fort William un’importante meta turistica, anche perché ha la fortuna di trovarsi quasi alle pendici del Ben Nevis, che con i suoi 1344 metri è la più alta montagna del Regno Unito. Grazie al bel tempo riusciamo a vederlo in lontananza, in termini assoluti non è molto alto, ma essendo circondato da rilievi molto più bassi incute un certo timore.

fort-william-5La strada principale di Fort William, Middle Street, è una classica via dello shopping montanaro: pavimento di sanpietrini, fioriere sparse qua e là, negozi con tutto il necessario per l’escursionismo, agenzie turistiche che organizzano gite, un museo dedicato alla regione, e naturalmente un buon numero di pub e ristoranti. In giro si vedono gruppi di amici e famiglie vestiti con giacche a vento colorate e scarponi pesanti che commentano l’equipaggiamento nelle vetrine oppure parlano delle loro escursioni. Alla fine della via una targa indica l’arrivo della West Highland Way: qui c’è una statua di bronzo di un escursionista seduto su una panchina che si massaggia un piede. Un evidente omaggio a tutti gli appassionati di camminate ed escursioni. Poco lontano, lungo le sponde del lago, passa una trafficata strada statale che rovina un po’ la bella atmosfera sportiva del paese.

fort-william-6Il lago di per sé è molto piacevole da vedere e poco più avanti svolta bruscamente a sinistra, sparendo dietro ad una collina. Il colore dell’acqua è molto scuro, quasi nero e non invita certo a tuffarcisi. Qualche barca di pescatori è ormeggiata poco distante dalla riva mentre da un molo partono le crociere per i turisti. Proseguendo lungo il lago arriviamo ai resti di un vecchio forte. Restano solo le fondamenta delle mura e da qui si può accedere ad una piccola spiaggia di sassi dove riposa una barca da pesca abbandonata.

Torniamo in ostello, ci laviamo e poi cuciniamo la cena: anche oggi pasta, stavolta però condita con una salsa pronta ai peperoni acquistata al supermercato. Niente di eccezionale. Mentre mangiamo sentiamo un suono di cornamuse provenire da fuori. Esco e vedo che nel vicino parcheggio c’è un gruppo di giovani in kilt che sta suonando in cerchio. fort-william-7Dietro di loro il sole è appena sparito dietro le montagne, creando una bellissima atmosfera piena di “scozzesità”. Purtroppo poco dopo si spostano. Torno dentro ma non appena mi siedo sento che la musica ricomincia e così in maglietta ed infradito esco per risolvere il mistero. Ritrovo la piccola orchestra nella piazza principale e scopro che si stanno esibendo per raccogliere fondi per la scuola di musica di cui fanno parte. Un’iniziativa interessante e che riscuote anche molto successo visto il gran numero di passanti che si fermano ad ascoltare.

Dopo cena usciamo con lo stesso obiettivo della sera precedente: trovare un pub con musica dal vivo, anche se siamo consapevoli che sarà difficile replicare la grande fortuna di ieri. Il primo pub dove entriamo è molto piccolo e minimale, ma in un angolo si stanno esibendo due ragazzi con la fisarmonica. Nessuno sembra badarli a parte noi, sono tutti distratti da una partita di calcio alla televisione. Suonano pezzi veloci e allegri e sembrano molto contenti di vedere che li ascoltiamo.

Il pub successivo è più affollato e anche meglio decorato: le pareti rivestite di legno, gli oggetti appesi alle pareti e il lungo bancone gli danno un vero aspetto montanaro. Prendo una pinta di una birra scura prodotta localmente che si rivela molto buona, una via di mezzo tra una Guinness ed una birra rossa. Davanti al caminetto spento si esibiscono due uomini, uno con chitarra acustica e l’altro elettrica. Il primo ha una vaga somiglianza con Eric Clapton e forse non è un caso che anche lui suoni blues. Canzoni tristi e tipiche di questo genere che però non stancano mai. Il suo collega sembra trovarsi là per caso, indossa un cappellino da baseball e con la sua chitarra accompagna il suo amico, rendendo la melodia più accattivante. Purtroppo dopo un paio di canzoni gli si rompe la prima corda. Cerca di suonare ugualmente ma non ci riesce. Qualcuno dal piano di sopra gli porta una chitarra acustica da cui preleva la corda mancante, ma quando prova a metterla sulla sua scopre che non va bene. Intanto l’altro continua con il suo blues lento ed agrodolce.

Siamo assonnati dal lungo viaggio in treno e ce ne andiamo prima che il problema della chitarra sia risolto, contenti però di aver trovato anche oggi un po’ di buona musica per la nostra serata. In camera scopro che i miei vestiti si sono asciugati ma che sanno ugualmente da “cane bagnato”; pazienza, uno dei vantaggi di viaggiare con la sorella è che ci si può permettere di non badare troppo a certi aspetti.

Links:

http://www.walkhighlands.co.uk/west-highland-way.shtml

https://it.wikipedia.org/wiki/Fort_William

Francesco Ricapito       Settembre 2016