Fezzi Alberto

Non mi diverto più

Pubblicato il: 2 giugno 2013

Sapevamo che romanzo di formazione voleva dire innanzitutto il racconto dell’evoluzione del protagonista verso la maturazione e l’età adulta. Poi i tempi cambiano e a quanto pare a doversi formare e maturare non sono più soltanto gli adolescenti imberbi ma pure gli adulti, trentenni come l’Alberto Martini dell’ultimo romanzo di Fezzi. Un tipo particolare questo Alberto, ma neppure poi troppo strano ed anomalo in una società che ci raccontano piena dei cosiddetti bamboccioni. Soltanto che molti di questi bamboccioni sono spesso insolentiti gratuitamente ed espressione di un devastante precariato, mentre le complicazioni che vive Alberto Martini non ci appaiono affatto quelle di come sbarcare il lunario.

Questo trentenne, giustamente definito “simpatico e apatico”, ha da capire semmai come liberarsi delle sue disillusioni e pigrizie. Altre premesse per un percorso di maturazione vissuto da adulto,  tutto nel corso di pochi giorni nei quali il nostro protagonista farà incontri micidiali e quanto mai istruttivi nella loro follia. Si inizia con una bellissima ex ragazza, folle ma evidentemente molto recettiva al trend dell’era berlusconiana, che ha la brillante idea di diventare escort e quindi chiede al povero Alberto di inaugurare il suo nuovo lavoro: «Come la fai lunga adesso. E’ solo un’idea, servirebbe solo per arrotondare, lo farei solo con persone scelte. Ecco perché tu saresti perfetto per iniziare». E si prosegue con un travolgente amico sessantenne incontrato per caso che lo porterà a conoscere personaggi e a vivere vicende da commedia all’italiana: un concerto degli U2 dove l’amico Matteo detto il Matto darà spettacolo; uno scrittore di grido, noiosissimo quanto pieno di sé; le Peppinazzo, due femmine, madre e figlia, assatanate; una contadina esperta di finanza. Una cura d’urto per un trentenne che, altrimenti, continuerebbe a vivere i suoi giorni nella noia più assoluta, soprattutto dopo la rottura con la bellissima e pazza Valentina, aspirante escort. Da qui la definizione di apatico, ben espressa nei monologhi nonsense del protagonista Alberto Martini: «Non si cambia il corso delle storie d’amore, bisogna solo e semplicemente lasciarsi travolgere dagli eventi. Così mi sono messo a fissare questo schermo del televisore. Voglio diventare verde. Voglio diventare brutto. Voglio diventare il mio stesso divano».

In realtà non bisogna pensare che il romanzo di Fezzi indugi in riflessioni moralistiche, pur cogliendo nei comportamenti grotteschi o semplicemente comici quanta precarietà, disillusione, insicurezza e ipocrisia domini la vita dei protagonisti del libro. Semmai proprio l’opposto e subito ci si accorge come su tutto prevalga la voglia di dissacrare e di divertire il lettore. Anzi, se si volesse proprio salire in cattedra, ci sono passaggi che sembrano presi direttamente da una barzelletta. Qui uno dei dialoghi più “filosofici” tra il Matto sessantenne e lo stranito Alberto: « ‘Un vero misogino, quale io, sia chiaro, non sono, ti direbbe questo: le donne si dividono in due tipi: le troie e le pure. Metà delle donne sono troie’. E io, molto ingenuamente: ‘E l’altra metà?’. ‘Pure’ ».

Ma al di là di questi momenti da cabaret, tali comunque da strapparti la risata, il libro, se proprio vogliamo trovarci un intento che non sia quello di divertire e di costruire una storia brillante, ci comunica qualcosa di positivo nel leggere che alla fin fine l’apatico Alberto, dopo questi incontri e vicissitudini grottesche, potrà svegliarsi dal suo torpore, dal suo cinico realismo, superare questa sua fase di abulico disincantato e trovare nuovi sogni e nuovi obiettivi. Un finale di “redenzione” che coinvolgerà anche il fratello Evaristo e forse la sua ex, apparentemente più ragionevole. La sintesi migliore sta nelle parole dell’amico Matteo, in ospedale, infartuato dopo tutti i suoi eccessi, azzardati e necessari: «‘Se ti avessi cambiato anche solo un po’, cinico come sei, sarebbe un miracolo, oltre che un onore. Comunque siamo solo all’inizio, ho voglia di fare tantissime altre cose insieme a te. Sai, Alberto, tu sei un pezzo di me…. […) Resto un attimo senza parole. Matteo sa sempre come spiazzarmi. Faccio per avvicinarmi e, non so, dargli una carezza. Ma quando sono a un passo da lui, prosegue:…rda’ ».

Edizione esaminata e brevi note

Alberto Fezzi (Verona, 1977), avvocato e scrittore. Ha esordito con“Sognando un Negroni” nel 2004, e poi ha pubblicato “Io ballo da solo (però mi guardo intorno)” (Bonaccorso Editore, 2006), “Fino alle lacrime” (Bonaccorso Editore, 2008), “Guida del mondo per gente strana” (Bonaccorso Editore, 2010), “Il principe del foro non esiste” (Historica Edizioni, 2011), “Non mi diverto più” (Historica Edizioni, 2012). Collabora con giornali e riviste, è autore di testi musicali.

 Alberto Fezzi, “Non mi diverto più”, Historica edizioni, Cesena 2012, pag. 138.

Luca Menichetti. Lankelot,  giugno 2013