Caldirola Davide, Torresin Antonio

Un giorno in parrocchia. Storie da una comunità come tante altre

Pubblicato il: 3 dicembre 2017

Un parroco degli anni Duemila si ritrova per caso tra le mani il vecchio Liber Chronicon della sua parrocchia, scritto a mano dal fondatore della stessa, che rimase a governarla per ben quarant’anni.
Ispirato da questo solerte predecessore, decide di raccogliere riflessioni, vicende, incontri della sua parrocchia in un diario, che ci offre una panoramica pressocché completa delle molteplici attività che si possono svolgere in questa struttura.
Il punto di vista è naturalmente quello del parroco che in questo modo cerca “l’anima della parrocchia”, il suo cuore pulsante, vuole mostrarci non numeri e statistiche, ma persone vive, con pregi e difetti come tutti.
L’impressione è che i due parroci autori abbiano voluto presentare una panoramica a tutto tondo delle varie possibili attività e figure che popolano e animano una parrocchia, vista come un’entità viva e attiva, tutt’altro che il mortorio per vecchie beghine e “sfigati” che alcuni possono immaginare. Ci sono anche figure di questo tipo, ma non sono le uniche, i volontari e i collaboratori sono tanti e davvero diversi tra loro, a volte litigano o spettegolano, non sono esenti da meschinerie e questo è uno dei motivi di fastidio per il loro parroco, anche lui umano e quindi con pazienza limitata, continuamente messo alla prova dalle mille richieste, dalle aspettative che la gente ha su di lui, dalla noiosissima burocrazia ecclesiastica, che rischia di ridurlo a un firmacarte, della tante responsabilità e dai numerosi ruoli.
Caldirola e Torresin paiono volersi rivolgere con questo libro prima di tutto ai loro confratelli consacrati per essere loro vicini, per dare loro voce, per far sentire le gioie e le soddisfazioni del ministero sacerdotale, ma anche le frustrazioni. I fedeli che lo leggeranno potranno meglio rendersi conto di quanti ruoli e compiti abbia la vita di un parroco anni Duemila: solitamente è una figura cui ci si rivolge per chiedere (un sacramento, un funerale, un certificato, l’uso di una struttura, un aiuto o un consiglio,) ma non sempre si riesce a immaginare il suo punto di vista umano e il lavoro che deve svolgere se vuole essere credibile.
Uno dei primi compiti di un parroco è conoscere la sua gente e il suo territorio, quindi non può restarsene chiuso in canonica, ma deve percorrere le strade, far visita alle famiglie, ai malati, dialogare anche con chi appartiene ad altra religione o a un’altra nazione e aprire a tutti, con ordine e con regole chiare, le porte della parrocchia.
Ecco allora che nei patronati non si fa solo catechismo, ma si organizza il doposcuola per i bambini stranieri, si accolgono le badanti, si tengono corsi per fidanzati con coppie di fedi diverse.
“…. chi accolgo non è solo un povero che bussa alla mia porta. È un credente che porta con sé una storia spirituale. E io pure non sono solo un generoso padrone di casa che mette a disposizione i suoi beni, ma sono un credente che apre lo spazio della sua esperienza spirituale a un altro uomo. È questa dimensione spirituale dell’incontro che facciamo fatica a trovare, ma che forse potrebbe aiutare per un salto di qualità nell’ntegrazione e nella relazione”.
In una lunga serie di brevi e piacevoli capitoletti i due autori ci presentano una realtà molto vivace e colorata, con tanti personaggi: dai volontari che praticano addirittura “invasioni di campo” nei confronti del parroco ( la dice lunga al proposito il soprannome di una collaboratrice di un’altra parrocchia: “la parrocchessa”), agli scatenati bambini del catechismo, dalla segretaria alla nuova suora venuta per aiutare, da chi anima la messa col canto (rivalità tra cori!) ai genitori che magari si riavvicinano alla fede in occasione dei sacramenti dei figli. Si susseguono inoltre aneddoti e fatti di cronaca, un parroco vicino viene picchiato, vi sono furti e vandalismi ai danni delle strutture, storie di parrocchiani. Non manca l’ironia verso i vari tipi di fedeli o di penitenti. Il nostro parroco sostiene che ci vorrebbe un frigobar in confessionale per brindare con chi torna al sacramento dopo oltre quindici anni di assenza.
Aldilà delle battute comunque il libro contiene serie riflessioni sul ruolo di una parrocchia nella società, sulla necessità di accettare anche un ruolo di minoranza per essere comunque “sale della terra” e “lievito nella pasta”.
Punto di forza di ogni azione è il costante riferimento al vangelo, a come si sarebbe comportato Gesù in certe occasioni e a quali consigli avrebbe dato.
È Lui la pietra angolare attorno alla quale si sviluppa l’intera vita del parroco e della sua comunità, che non è massa o setta, è un insieme di persone tutte diverse e originali, che si raccolgono attorno all’Eucarestia e da lì traggono la forza di andare avanti, di perdonare e perdonarsi, di correggere gli errori.
Accanto a loro una nube di testimoni presenti e le anime dei fedeli del passato, di coloro che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo della comunità.
Dal Liber Chronicon al diario contemporaneo si snoda un legame di fede che unisce e oltrepassa i secoli.
“Mentre rincorrevo le note dell’inno, avvertivo che il pregare e il cantare insieme all’assemblea rinvigoriva dentro di me il senso di appartenenza a un popolo che cammina nella fede e nella storia. Sentivo crescere di strofa in strofa il senso della memoria e della gratitudine. Mi pare di capire che proprio questo sia il compito di una parrocchia: mantenere viva la consapevolezza della memoria e dell’appartenenza a una storia comune e suscitare la gratitudine per i doni che continuamente il Signore non ci fa mancare, anche nei tempi difficili della vita”.

Edizione esaminata e brevi note

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Davide Caldirola e Antonio Torresin sono parroci ella diocesi di Milano. Insieme hanno pubblicato per le Dehoniane: “Cafarnao: il pane della fede. Diventare discepoli” (2011); “I verbi del prete. Forme dello stile presbiterale” (2016); “I sentimenti del prete. Vangelo, affetti e vita quotidiana” (2014); “I sogni del prete. Custodire la terra, coltivare desideri” (2016).

Davide Caldirola-Antonio Torresin, Un giorno in parrocchia. Storie da una comunità come tante altre. Bologna, Edizioni Dehoniane 2017

  • anna ardissone

    grazie