Adimi Kaouther

La Libreria Della Rue Charras

Pubblicato il: 2 luglio 2018

C’è un passaggio di questo romanzo che mi ha provocato un’istantanea sensazione di rivalsa: “un libro è qualcosa da toccare, da annusare, da maneggiare senza timore. Non bisogna farsi problemi a piegare gli angoli delle pagine per tenere il segno…” Per un piegatore compulsivo di angoli come il sottoscritto, che per anni è stato rimproverato da genitori, amici e professori, leggere questa frase proprio in un libro, è stata una grande soddisfazione.

Sono proprio loro, i libri, ad essere al centro della vicenda ed in particolare la narrazione segue due binari principali: il primo è ambientato ai giorni nostri, il protagonista è Ryad, studente d’ingegneria a Parigi che per completare gli studi deve fare uno stage e accetta quindi l’incarico suggeritogli da un conoscente di sgomberare e rassettare una vecchia libreria di Algeri chiamata “Les Vraies Richesses”, “Le vere ricchezze”. Il nuovo proprietario del locale infatti vuole trasfomarlo in un negozio di ciambelle per gli studenti della vicina università.

Il secondo binario invece ci racconta la storia proprio di questa libreria sotto forma di diario del suo fondatore, Edmond Charlot: un ragazzo poco più che ventenne che nel 1936 torna a casa dopo un viaggio a Parigi e con i suoi risparmi decide di dare vita al suo grande sogno, diventare un editore e gestire la sua libreria.

Oltre a questi due binari compaiono qua e là anche delle pagine leggermente diverse che contestualizzano meglio gli eventi storici avvenuti in Algeria in quegli anni e ci danno così un’idea più ampia della situazione. Oltre ad essere estremamente utili ed interessanti sono pure scritte molto bene e se ci pensate un attimo noi non sappiamo praticamente nulla dell’Algeria. Quante volte l’avete sentita nominare al telegiornale? O ne avete letto nei quotidiani? Dei paesi nord africani la Libia è ormai sinonimo di migranti, la Tunisia è una meta turistica comune, l’Egitto è anche lui spesso nominato, il Marocco un po’ meno ma comunque lo si conosce, ma l’Algeria? Cosa sapreste dire di questo paese che ad oggi è comunque il più grande dell’Africa? Ecco un’altra ragione per la quale questo libro risulta interessante.

Considerazioni geopolitiche a parte, la narrazione è costruita su queste due strade parallele: Edmond ci rende partecipi degli infiniti problemi che incontra ma anche di tutti i suoi progetti e delle persone che conosce, tra cui spesso ci sono autori del calibro di Camus e Gide per intenderci. La guerra in particolare sarà per lui una grande fonte di problemi con penuria di carta per la stampa, censura e poi ovviamente la leva obbligatoria, che lo porterà spesso lontano da casa. Una volta finito il conflitto Edmond riuscirà ad aprire una succursale della sua libreria pure a Parigi ma l’esito non sarà dei migliori.

L’entusiasmo e la passione di Edmond sono perfettamente bilanciati da Ryad che invece non vede l’ora di terminare il suo lavoro per poter poi tornare alla sua bella vita e alla sua ragazza a Parigi, lui che tra l’altro non ha mai amato i libri e che ora si trova a viverci in mezzo maneggiandoli tutto il giorno. Con sua grande sorpresa Ryad scoprirà di avere contro di sé tutti gli abitanti del quartiere, che per quanto la libreria sia ormai ridotta a biblioteca pubblica semi-abbandonata, vogliono che continui ad esistere. Tra questi c’è Abdallah, custode della biblioteca per buona parte della sua lunga vita e che adesso stazione sempre davanti ad essa indossando un lenzuolo bianco nella quale dice di voler essere avvolto quando morirà.

L’autrice è la giovane Kaouther Adimi, origini algerine e molteplici premi vinti proprio per questo libro. La vicenda è basata su fatti realmente accaduti sulla quale lei ha poi deciso di ricamare sopra in modo estremamente delicato ed elegante.

Nota a parte merita pure la casa editrice, che per i libri di questa collana, nelle pagine finali propone un piccolo quesito a tema scacchistico con la motivazione che “le combinazioni sulla scacchiera, inesauribile tavola generatrice di narrazioni, sono pressoché infinite, proprio come quelle della letteratura”. Un’idea originale e simpatica.

In conclusione si tratta di una bella storia, raccontata con uno stile leggero e fresco che rende la lettura veloce. Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono imparare qualcosa su un paese tanto vicino ma altrettanto ignorato e agli appassionati dei grandi classici della letteratura francese del ‘900.

Edizione esaminata e brevi note

Kaouther Adimi è nata nel 1986 ad Algeri e, dopo aver vissuto a Orano e a Grenoble, nel 2009 ha scelto di stabilirsi a Parigi. Dei suoi primi due romanzi – insigniti di numerosi premi letterari su entrambe le sponde del Mediterraneo – è già stato pubblicato in italiano Le ballerine di Papicha (Editrice il Sirente, 2017). Caso letterario in Francia, La libreria della rue Charras ha vinto il Prix Renaudot des lycéens, la Liste Goncourt – le Choix de l’Italie e il Prix du Style.

Kaouther Adimi, “La Libreria Della Rue Charras”, traduzione di Francesca Bononi, L’Orma Edizioni, Roma, 2018.