Categoria: letteratura francese

Libri per l’inverno (e non solo) 2020

Alle porte della stagione invernale, qualche consiglio di lettura: Andrea Brancolini Elsa Morante, L'isola di Arturo, Einaudi "Memorie di un fanciullo" recita il sottotitolo. Quali memorie può avere mai un fanciullo, una persona con così pochi anni alle spalle? Il primo capitolo titola "Re e stella del cielo", e il narratore ci rivela appunto che il suo nome è quello di una stella e di un antico re e pure di Rimbaud. Fausta...CONTINUA...

Sommet Jacques

La condizione disumana. Un gesuita a Dachau

Il gesuita francese Jacques Sommet, molto noto in Francia per il suo impegno intellettuale e per essere stato il primo direttore del Centre Sèvres, riuscì a sopravvivere alla deportazione nel campo di concentramento di Dachau. L’esperienza a stretto contatto con la macchina di morte nazista lo convinse a scrivere due articoli, uno intitolato «La condizione disumana»,  pubblicato nel luglio 1945 sulla rivista Études, l’altro, la «Conquista della libertà», nell’aprile 1946 nei «Cahiers du monde nouveau». Sicuramente pagine di testimonianza, ma Sommet non intendeva raccontare soltanto le condizioni...CONTINUA...

Mondzain Marie-José

L’immagine che uccide. La violenza come spettacolo dalle Torri gemelle all’Isis

Le domande che la filosofa Marie-José Mondzain si è posta a premessa del suo saggio “L'immagine che uccide”, investono in primo luogo quello che viene chiamato «il dominio incontestato del visibile e dello spettacolo”. Difatti «la rivoluzione cristiana è stata la prima e l’unica dottrina monoteista ad aver fatto dell’immagine l’emblema dal suo potere e lo strumento di tutte le sue conquiste» (pp.6). In altre parole si era istituita una sorta di iconocrazia, favorita da una paura...CONTINUA...

Schmitt Eric-Emmanuel

Madame Pylinska e il segreto di Chopin

Eric è solo un bambino e nutre un'antipatia viscerale per quella sorta di seccatore che, volente o nolente, vive nella sua casa. "Io lo odiavo. I suoi brontolii, la sua aria lugubre, il suo portamento austero e la sua espressione ingrugnata mi disgustavano. La notte, a letto, mi ritrovavo spesso a pregare che se ne andasse". La presenza, ingombrante e fastidiosa, sembra caratterizzare l'infanzia di Eric e l'avversione cresce insieme a lui. "Bruno, tarchiato, obeso, coperto di macchie e con i denti ingialliti, passava...CONTINUA...

de Vigan Delphine

Le gratitudini

C'è una dolcezza amara in questo romanzo. È forse la dolcezza dell'inevitabile, del finale che si conosce fin dal principio e non può essere lieto. "Le gratitudini" è il mio primo accostamento a Delphine de Vigan e alla sua scrittura scarna, filiforme, lieve. Uno stile che sembra quasi stridere con la mestizia di quel che viene raccontato. La delicatezza di una scrittura tanto femminile e tanto premurosa sembra prendersi cura di ciò che si descrive ma anche di chi lo sta leggendo. "Le gratitudini" è una storia senza rancori e senza...CONTINUA...

Condé Maryse

Io, Tituba strega nera di Salem

Tituba è esistita davvero. Così come sono esistite le streghe di Salem. Maryse Condé, scrittrice antillana di lingua francese, ha saputo recuperare le vicende dell'una e delle altre tramutandole in un romanzo: "Io, Tituba strega nera di Salem". La storia vera dice che nel 1692, a Salem, un piccolo villaggio attualmente ricompreso nella cittadina di Danvers, in Massachusetts, all'interno della rigida e intransigente comunità puritana, si è svolto uno dei più famosi e terribili processi per...CONTINUA...

Bussi Michel

Ninfee nere

Come spesso accade si tende ad immaginare il romanzo poliziesco caratterizzato da un copione tendenzialmente ripetitivo e poco originale; mentre in realtà chi si cimenta nella letteratura di genere, o almeno quella che sembra essere tale, non poche volte sembra avere proprio l’ambizione di abbandonare gli schemi più noti della ricerca dell’omicida, del detective geniale, coraggioso e così via; e, malgrado i tanti pregiudizi ancora esistenti, fare letteratura nel vero senso della parola. Questo è il caso di CONTINUA...

Gaudé Laurent

Salina. I tre esili

"Salina. I tre esili" è un libro seducente, impalpabile e profondo. Trasporta il lettore in un cosmo lontano, a contatto diretto con una dimensione ancestrale quindi senza tempo e senza geografia. "Salina. I tre esili" ha il fascino delle leggende arcaiche, l'incanto di un mondo lontanissimo, la poesia di una civiltà che non si dimentica, l'umanità di creature primordiali e fortissime. Il nesso con il mito è indiscutibile e fa di questo breve romanzo una lettura d'estremo fascino. L'atmosfera che il drammaturgo e scrittore francese Laurent Gaudé...CONTINUA...

Colombani Laetitia

La treccia

Non importa quale sia il continente in cui certe donne vivano. Non importa nemmeno quale sia il loro mestiere. Non conta la lingua che parlano o quanto guadagnino. Il coraggio di certe donne rimane identico a prescindere da tutto. E pure la loro caparbietà nel cercare una qualche forma di salvezza per sé, per i propri figli, per la propria famiglia, per la propria coscienza. Certe donne conoscono i miracoli e sanno come ottenerli, costi quel che costi. Ed è un po' questo il senso de "La treccia", romanzo d'esordio della regista e attrice francese Laetitia...CONTINUA...

Kristof Agota

Il mostro e altre storie

Ritrovare Agota Kristof non solo è esaltante ma è anche commovente. Almeno per me. La Kristof, a mio modesto avviso, è una della scrittrici più talentuose e convincenti dell'ultimo secolo. L'ho "incontrata" nel 2005 grazie alla "Trilogia della città di K" e da quel momento ho capito che l'avrei amata per sempre. Perché non si può non amare il suo stile scarno e affilatissimo, la sua ricerca dell'essenziale, il suo perenne sfrondare fino a raggiungere l'ossatura delle parole e del significato che racchiudono. "Il mostro e altre storie" non fa eccezione, ovviamente. Siamo...CONTINUA...