Categoria: letteratura francese

Macé Gérard

Roma effimera

È proprio all’inizio del terzo breve capitolo che appare uno dei possibili significati di “effimero” secondo Macé: “Lenti, cannocchiali, nuvole, eclissi: non si sa più quale Roma ritrovare attraverso la luce falsa di diverse origini, ed è nello specchio deformante del barocco, nella lente d’ingrandimento della scienza e dei sogni che bisogna scorgere il futuro in rovina e le vivace aujourd’hui” (pp.83). L’opera dello scrittore e fotografo francese – titolo originale “Rome ou le firmament”, pubblicato nel 1983 per i tipi di Fata Morgana editions e poi ripreso tredici anni dopo da Le temps qui’l...CONTINUA...

Schmitt Eric-Emmanuel

Il bambino di Noè

“Il bambino di Noè” è un racconto tenero e drammatico, commovente ed intenso come solo le esperienze e le sensazioni dell’infanzia e dell’adolescenza sanno essere. Joseph è un bambino ebreo di dieci anni che vive a Villa Gialla, in Belgio, e ogni domenica, col cuore in gola, partecipa a una specie di “sfilata” dei bambini sopravvissuti alla guerra e alla deportazione nazista e che ancora nessun genitore è venuto a prendere. Ogni domenica è per Joseph un’umiliazione, una preoccupazione e poi una delusione nell’attesa del beato...CONTINUA...

Bourcet Marguerite

Essi chiamarono la tempesta

Ogni tanto vado a curiosare tra i libri elettronici gratuiti presenti sul sito internet di Liber Liber e mi capita di soffermarmi su testi per lo più desueti, dimenticati e ormai quasi introvabili. Proprio come “Essi chiamarono la tempesta” della scrittrice francese Marguerite Bourcet. Non avevo...CONTINUA...

Drieu La Rochelle Pierre

Fuoco Fatuo

Nessun testo è stato mai così necessario per la comprensione di un'opera quanto “L’addio a Gonzague” di Pierre Drieu La Rochelle: senza queste poche pagine probabilmente “Fuoco Fatuo” non sarebbe affatto una lettura trasparente. Nonostante alcuni chiarimenti, i dubbi e le perplessità restano, ma appare tutto sotto un’altra luce utile a delineare un personaggio complesso come Alain, un uomo inesistente, un uomo privo di valenze perché uomo già morto, che si lascia scorrere addosso una vana esistenza: un uomo da nulla, insomma. Alain, trentenne che non sa più fuggire dalle sue debolezze, dai suoi...CONTINUA...

Tardieu Jean

Hanoi. Lettera a Roger Martin du Gard

Definire soltanto “lettera” quanto scrisse Jean Tardieu al futuro premio Nobel Roger Martin du Gard può apparire un po’ ingeneroso. Dovremmo parlare semmai di diario, come fa notare Gérard Macé, ma seppure abbandonato e ripreso più volte, il testo nasce effettivamente come la lettera di un giovane poeta - Jean Tardieu – al suo “mentore”, conosciuto in occasione degli Décades de Pontigny. A fronte di un incipit che non nasconde affetto e deferenza, l’autore subito si immerge nel racconto della propria vita ad Hanoi. Il poeta era militare di stanza in estremo oriente e svolgeva il servizio di leva...CONTINUA...

Perrault Charles

Cinque grandi fiabe tradotte da Carlo Collodi

Copertina “La giovane regina aveva vent’anni suonati, senza contare i cento passati dormendo...”. Si tratta proprio di lei, la bella addormentata nel bosco, protagonista di una delle fiabe più famose e declamate al mondo. Questa fanciulla dorme cent’anni, colpita dal maleficio di una fata che per tragica dimenticanza non fu invitata alla festa reale data in onore della sua nascita. Ecco, le epoche cambiano, ma i problemi restano gli stessi: ci si dimentica regolarmente di qualcuno quando si dà una festa. E dunque, dopo un centennio di sonno indisturbato e piacevolissimi sogni, la bella addormentata...CONTINUA...

Adimi Kaouther

La Libreria Della Rue Charras

C’è un passaggio di questo romanzo che mi ha provocato un’istantanea sensazione di rivalsa: "un libro è qualcosa da toccare, da annusare, da maneggiare senza timore. Non bisogna farsi problemi a piegare gli angoli delle pagine per tenere il segno…" Per un piegatore compulsivo di angoli come il sottoscritto, che per anni è stato rimproverato da genitori, amici e professori, leggere questa frase proprio in un libro, è stata una grande soddisfazione. Sono proprio loro, i libri, ad essere al centro della vicenda ed in particolare la narrazione segue due binari principali: il primo è ambientato ai...CONTINUA...

Leloup Jean-Yves

Il filosofo e lo jihadista

Raccontato alla stregua di un thriller, “Il filosofo e lo jihadista” è la testimonianza di  Jean-Yves Leloup alle prese con Mohammed, un terrorista islamico ed aspirante suicida: correva l’anno 2005, il nostro filosofo si trovava in Francia quando lo chiama Fatima, sorella di Mohammed, “quello che ha incontrato nel deserto...CONTINUA...

Bimbenet Jérôme

Leni Riefenstahl. La regista di Hitler

Al principio ero un po' in dubbio: perché leggere la biografia di Leni Riefenstahl, la regista di Hitler? Sapevo dell'esistenza di una donna che, durante il regime nazista, si era occupata di girare film di propaganda per il Terzo Reich ma non sono mai andata oltre. Ho osservato la foto di copertina del libro di Bimbenet che ritrae la regista tedesca. Leni era sicuramente una donna attraente: capelli in ordine, fronte spaziosa, sorriso malizioso e, soprattutto, uno sguardo lucido e determinato. Ho deciso di iniziare a leggere la storia di Leni Riefenstahl soprattutto perché è una donna, perché...CONTINUA...

Weyergans François

La demenza del pugile

"La demenza del pugile", titolo originale francese "La démence du boxeur", è un libro uscito nel 1992 col quale  François Weyergans si è aggiudicato il Premio Renaudot. Cosa ha a che fare il pugilato con questo romanzo? Nulla. E la demenza? Nulla. In effetti il titolo può trarre in inganno perché ne "La demenza del pugile" non si racconta né una storia di boxe, né una storia di infermità mentale. Nel romanzo di François Weyergans, tradotto in italiano per la prima volta, si racconta, semplicemente, la vita e le opere di un anziano signore che risponde al nome di Melchior Marmont. Di lui sappiamo...CONTINUA...